pierluigi pardo 2

BENVENUTI AL PARDO GIOCHI - DOPO “TIKI TAKA”, “SUPERTELE" SU DAZN: IL GIORNALISTA PIERLUIGI PARDO TORNA IN CONDUZIONE CON UN NUOVO SALOTTO DOVE SI PARLA DI CALCIO: “MI È RIVENUTA VOGLIA DI METTERE INSIEME LA GENTE, GLI AMICI, PER RACCONTARE STORIE CHE NON SIANO IL SOLITO 'IO CHE LITIGO CON TE E TU CHE LITIGHI CON ME'. APRIAMO IL NOSTRO SPAZIO A TUTTI: PENSATORI, POLITICI, CANTANTI… E POI C’È PIZZUL. CHI VINCE IL CAMPIONATO? L'INTER HA UN PICCOLO VANTAGGIO. IL MILAN ARABO? ORA NON SI PUÒ DIRE NO AI CAPITALI STRANIERI…” - VIDEO

 

Fabrizio Biasin per “Libero Quotidiano

 

pierluigi pardo 8

Buongiorno Pier (Pardo), siamo al "finale di stagione", il volatone della Serie A e voi di Dazn ci dovete raccontare come va a finire.

«È una bella responsabilità, ma ce la prendiamo volentieri».

 

pierluigi pardo 1

Per te che sei "malato di telecronache" è una piacevole incombenza.

«Beh, sì, per me le telecronache sono la cosa più importante, sono passione, racconto, mi danno la possibilità di essere il tramite tra i protagonisti del pallone e chi guarda. Ma non ci sono solo quelle...».

 

pierluigi pardo 10

Già, sei tornato alla conduzione, l'altro tuo grande amore.

«Dopo un anno e mezzo tra pandemia e lockdown in cui mi era passata la voglia di "fare salotto", sono tornato a mettere insieme la gente, gli amici, per raccontare storie di calcio che non siano il solito "io che litigo con te e tu che litighi con me”. La polemica non è tutto, per fortuna...».

 

pierluigi pardo 3

E allora ecco che arriva SuperTele di Dazn, questo, definiamolo, "contenitore sferico e un po' svolazzante" che va in onda da un paio di settimane al lunedì, dopo il posticipo.

«Sì, e il titolo rappresenta esattamente l'idea del programma: è il nostro primo pallone, quello che prendeva effetti strani a seconda del vento - la colpa in realtà era mia che ho i piedi quadrati -, leggero come vogliamo essere noi, pur dando importanza all'approfondimento e a tutti gli aspetti della cronaca sportiva. Quanto a "Tele", troppo facile dai».

 

pierluigi pardo 2

Effettivamente è piuttosto intuitivo. Senti Pier, la domanda è d'obbligo: in cosa assomiglia e in cosa si differenzia da Tiki Taka, il tuo precedente programma a Mediaset?

«Ricordo con affetto gli anni di Tiki e tutti coloro che hanno lavorato con me. In comune c'è la cosiddetta "contaminazione", il fatto che apriamo il nostro spazio a tutti: pensatori, politici, cantanti... Abbiamo la forza di immagini esclusive, il bordocam, il traino delle partite Dazn che ci porta un pubblico appassionato, una squadra giovane e bravissima. Non è poco».

 

pierluigi pardo 5

Nelle prime puntate sono passati in tanti, sembrava una prima serata della tv generalista.

«Abbiamo avuto Mentana, Cattelan, Pupi Avati protagonista di una dichiarazione "d'amore" in diretta a Stefano Pioli. Ma anche Roberto Carlos che ha chiesto ad Andrea Bocelli se può andare al suo concerto di Londra, Kakà e Francesca Michielin, Lippi e Boeri, una colonna del calcio italiano come Galliani. Il nostro vuole essere un posto accogliente, c'è spazio per tutti, basta portarsi dietro la passione per il calcio».

 

pierluigi pardo 6

In qualche modo siete il Porta a Porta del pallone...

«Beh, paragone impegnativo, quel programma è un'istituzione. Certamente l'obiettivo di Dazn è allargare il campo non solo al racconto dell'evento, ma anche all'approfondimento calcistico fatto con il nostro stile, la nostra leggerezza, appunto. Le moviole, per esempio, cerchiamo di farle in maniera didattica e dialettica, cercando di capire quello che accade durante le gare, senza avere il dito puntato».

 

pierluigi pardo con bruno pizzul

E poi c'è lui, il mito...

«Bruno Pizzul! L'ho chiamato e gli ho detto "ti va di raccontare i gol?". Ha accettato e per me è un onore poterlo ospitare tutte le settimane. La prima giornata la sua Udinese ha fatto 5 volte centro, gli ho detto "vedi che porti bene?". E lui: "Sì ma così mi fanno lavorare troppo". È un vero maestro».

 

Dimmi il nome di un collega che apprezzi particolarmente.

«Non perché sia nella mia stessa famiglia, ma Marco Cattaneo è davvero bravo. Lavoravamo insieme a Sky e si vedeva che era destinato a fare una grande strada, il Sunday Night Square di Dazn che conduce la domenica è un bel posto dove parlare di calcio».

 

pierluigi pardo 4

Ora arriva il difficile: chi vince il campionato?

«L'Inter ha un piccolo vantaggio, soprattutto se recupera ulteriore brillantezza…».

 

Chi è l'allenatore più bravo della Serie A?

«Impossibile dirlo, ma ora che è reduce dall'eliminazione in Europa League, voglio sottolineare il capolavoro fatto in questi anni da Gian Piero Gasperini. Inzaghi, Spalletti e Pioli si giocano il primo scudetto in carriera in Italia: bella sfida. Tra i giovani, certamente Italiano».

 

pierluigi pardo 9

È vero che il nostro è un campionato mediocre?

«Io so che è un campionato divertentissimo, non so se livellato verso l'alto o il basso, ma quest'anno ho raccontato tante partite belle. D'accordo, non siamo la Premier, ma il fatto di non avere alcuna squadra "perfetta" rende tutto più appassionante».

 

pierluigi pardo 7

Forse il Milan passerà a un fondo arabo. Ti fa effetto?

«Chiunque venga nel nostro calcio per investire e con voglia di contribuire è ben accetto. L'epica di presidenti come Berlusconi e Moratti è stata strepitosa, ora non si può dire no ai capitali stranieri. E chi arriva, oltre a portare risorse, deve essere bravo a capire la cultura e la passione del calcio italiano e dei suoi tifosi».

 

Pier, sfruttando i famigerati "indizi social" mi pare di aver capito che il finale di campionato porterà grandi novità anche nella tua vita privata. Hai pubblicato la foto di una magliettina dell'Arsenal non proprio della tua taglia…

«Eh, anno importante. C'è chi si sposa e chi prova ad allargare la famiglia... Siamo in dirittura. Sogno un grande finale di stagione in tutti i sensi...».

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…