little joe

LA CANNES DEI GIUSTI - GRAN BRUTTO TEMPO, S'ALZA LA PROTESTA DEI GIORNALISTI DISCRIMINATI TRA SERIE A E SERIE B. ANCHE SE, NON È CHE VEDERTI PRIMA IL POLPETTONE DI MALICK TI CAMBIA LA VITA - TARANTINO ENTUSIASTA DI ''THE WILD GOOSE LAKE'', VIOLENTO NOIR CINESE GIRATO IN UN POSTO CHE FA SEMBRARE LE VELE DI SCAMPIA L'HILTON, TRA MORTI E POMPINI - PIACIUTO MENO ''LITTLE JOE'', HORROR BOTANICO CHE PARE UN EPISODIO DI ''BLACK MIRROR''. TANTO VALEVA INVITARE NETFLIX

 

Marco Giusti per Dagospia

 

the wild goose lake

Gran brutto tempo a Cannes. Per questo è anche pieno di posti di blocco e di polizia. E forte s'alza la protesta dei giornalisti di tutti i paesi per essere stati discriminati tra serie A e serie B. Quelli di serie A, leggi quelli di testate come Corriere, Repubblica, Stampa, ad esempio, vedono i film prima e escono la mattina dopo sui giornali. Quelli di serie B, diciamo, devono scalare di un giorno, o uscire solo sull'on line.

the wild goose lake

 

Scelta davvero democratica, anche se, non è che vederti prima il polpettone di Malick ti cambia la vita e, in fondo, davvero qualcuno, vecchi a parte, legge ancora il cartaceo? Ma la tessera grigia quest'anno fa la differenza. Passiamo ai film. Quest'anno molto legati generi, tra zombi, fanatscientifici e noir, sotto il segno degli zombi di Jarmusch e del ritorno di Tarantino. Che ha molto applaudito in sala il violento film cinese The Wild Goose Lake di Diao Yinan, già  vincitore si un Orso d'Oro a Berlino nel 2014.

 

the wild goose lake

Questo è un solido noir di regia, anche se i personaggi sono un po' buttati lì, con impostazione ultraclassica, condito da trovate visive di gran fascino, perfino giochi di ombre continui, e una bellissima ambientazione di slum cinese popolatissimo che fa sembrare le Vele di Suburra un Hilton a cinque stelle. Guerra di bande per il controllo del territorio in una poco amena località miserabile che ruota attorno a un fetido laghetto.

 

the wild goose lake

Il protagonista  Zhou Zulang , interpretato da Hu Ge, è ricercato da tutti. Dai membri di una banda rivale, dalla polizia, e da chiunque si voglia intascare i 300 mila yuan della taglia. Ha deciso che sarà sua moglie a tradirlo, per farle prendere i soldi. Ma al suo posto arriva un'altra ragazza, Gwen Lun Mei, una prostituta che batte ai bordi del lago, e gli spiega come stanno le cose.

 

Le cose sono più complesse di come le racconta e non c'è da fidarsi di nessuno. Il regista, Diao Yinan  non si fa mancare nulla, anche perché le bande sono specializzate in furti di moto da corsa e perfino la polizia è motorizzata. C'è pure una grande scena di fellatio sul lago con tanto di sputo biancastro nell'acqua fetida. Non male. Piaciuto abbastanza in sala.

 

Piaciuto un po'  meno, anche se ha una bella impaginazione visiva, Little Joe dell'austriaca Jessica Hasner, sorta di horror con piante geneticamente costruite in laboratorio estremamente pericolose. La studiosa Alice, interpretata da Emily Beecham, ha inventato Little Joe un fiore tutto  rosso che dovrebbe diffondere amore tra gli umani.

little joe

 

Ma il fiore emana un polline e un profumo che modifica rapidamente i comportamenti di uomini e bestie. Il cane Bello si rivolta contro la sua padrona Bella, Kerry Fox, il figlio di Alice, Joe, sembra un altro. E perfino il collega Chris, Ben Wishaw, ha atteggiamenti strani. Saranno solo esagerazioni di Alice o Little Joe diffonde qualcosa che non è solo amore? Siamo dalle parti, lo avrete capito, della science-fiction anni 50, anche se il tutto è ambientato nella Liverpool di oggi. Jessica Hasner gioca, forse anche troppo, sui colori pastello di costumi e ambientazioni, verdini, giallini, rosini, tutto molto grazioso.

little joe

 

Anche i capelli rossi della protagonista rientrano nella costruzione visiva  Il film si vede, va giù come una puntata di Black Mirror, due o tre zompi sulla sedia me li fa fare, ma sembra quasi un film Netflix più che un film da concorso di Cannes. Tanto valeva prendere i film Netflix, allora.

 

A Un Certain Regard si è visto invece Jeanne, seconda e ultima parte del curioso dittico personalissimo e assolutamente musicarello che Bruno Dumont ha dedicato alla Pulzella D'Orleans interpretato dalla strepitosa Lise Leplat Prudhomme, dieci anni, già  protagonista di Jeannette. Costruito sugli scritti di Charles Peguy  con grandi dialoghi tra i maschi che detengono il potere e Jeanne, unico personaggio femminile e poco più che una bambina, è un film complesso e affascinante dove nei momenti di maggior tensione partono le canzoni di Christophe che ne fanno una sorta di musical comico-drammatico. Dumont gioca su più livelli questa curiosa ricostruzione storica, che le didascalie segnalano come precisa al millimetro, anche se le ambientazioni si riducono a una serie di esterni e di interni di chiese gotiche.

little joe

 

Tutto benissimo inquadrato e recitato. Bizzarro, a tratti pesante a tratti commovente, dimostra la strana idea del seriale, della comicità, della ricostruzione che ha in testa Dumont, regista molto amato in Francia, che ha comunque una grande personalità. Dubito che si vedrà mai in Italia.

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?