luca carboni

CARBONI ARDENTI – ''NEGLI ANNI DI PIOMBO I COMPAGNI MI LANCIAVANO LE UOVA: ECCO PERCHE’ – OGGI SEGUO LA POLITICA CON APPRENSIONE. DICO SÌ ALL'ACCOGLIENZA, MA SOLO SE ABBINATA ALL' INTEGRAZIONE. SONO CATTOLICO E CONTRARIO ALL'ABORTO MA…” – L’INCONTRO CON DALLA ("MI DISSE CANTI COME DE GREGORI"), BOLOGNA E LE MOLESTIE: "PER RISPETTO ALLE VITTIME NON CI SI DOVEVA DIVIDERE IN TIFOSERIE..."

 

luca carboni

Antonello Piroso per la Verità

 

Flashback. Bologna, 1982.

Un ragazzo di 20 anni sosta fuori dall' Osteria Da Vito, ritrovo degli artisti cittadini. Ha chiesto al titolare di far arrivare una busta al tavolo dove Lucio Dalla sta cenando con gli Stadio.

 

Il ragazzo segue quello che succede dal marciapiede, attraverso la vetrata. Vede Dalla compulsare i testi scritti su una manciata di fogli, e passarli ai sodali. Poi Dalla si alza e va al telefono fisso del locale per comporre il numero che il ragazzo ha allegato al plico. Risponde la sorella, spiegando che lui è uscito per andare da Vito.

 

E a quel punto, Luca Carboni, che succede?

«Che io gli batto sulla spalla e gli dico: "Guarda che sono qua". Dalla mi invita a sedermi con loro, e il giorno dopo mi ritrovo in studio alla Fonoprint dove gli Stadio stavano lavorando al loro primo album, quello che contiene Quel gran figlio di puttana. Da lì nasce una collaborazione che mi porta a scrivere testi per i loro primi tre album».

 

Quindi nasce come autore?

LUCIO DALLA

«Assolutamente sì. Anche nel gruppo rock che avevo fondato con i compagni di scuola, i Teobaldi Rock (il nome era quello di un professore), suonavo la chitarra e componevo, ma non cantavo. A cantare non pensavo proprio, mai e poi mai».

 

Però poi lo ha fatto.

(ride) «Merito, o colpa, di Dalla. Che mentre in studio, al microfono, stavo facendo sentire a Gaetano Curreri degli Stadio come un testo dovesse essere secondo me interpretato, Dalla mi fece registrare».

luca carboni

Come quel politico, «a sua insaputa».

«Esatto. Quindi riascoltammo insieme la traccia, e lui, spiazzandomi, mi disse: "Ma tu canti come De Gregori, devi farle tu le tue canzoni". E così arrivammo a Fragole buone buone, a Ci stiamo sbagliando, e cioè al primo album ...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film».

Torniamo alla sera fatale, anzi al periodo precedente.

Oltre a studiare e a strimpellare con gli amici, che faceva di bello nella Bologna di fine anni Settanta?

«Qualche lavoretto, tra cui il commesso in un negozio di scarpe di lusso in centro città.

Il che mi portò a essere bersagliato da un lancio di uova».

 

Perché? E da chi?

«Lei è un mio coetaneo, Piroso, quegli anni di piombo se li ricorda di certo. Gli opposti estremismi. Gli scontri di piazza. I morti sull' asfalto. C' era stata morte di Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua, colpito da un proiettile sparato da un carabiniere. La città era immersa in un clima plumbeo. E i manifestanti, quando non tiravano di peggio, lanciavano uova. Il nostro era un negozio bersagliato, perché simbolo della ricchezza borghese. Io, che ero il più giovane, venivo mandato fuori a ripulire le vetrine.

Così il bersaglio diventavo io».

 

Con Dalla, che era già una star, che rapporto s' instaurò?

jovanotti carboni cremonini

«Fu un mentore che nel 1984, insieme agli Stadio, mi portò in tour in Europa. Aprivo i loro concerti con tre canzoni. Ci esibimmo (se non ricordo male, con l' intercessione dell' organizzazione del Pci) perfino a Berlino Est, e per me fu una sorpresa scoprire che i giovani dall' altra parte del Muro conoscevano e si scambiavano i dischi di Bruce Springsteen come di Madonna. Tanto che a un certo punto puntarono le mie scarpe».

 

Prego?

«Avevo un paio di All Stars ai piedi, e mi chiesero se volevo regalargliele o venderle. Solo che non potevo: era l' unico paio di scarpe che avessi».

 

Visto che ha citato il titolo con Dustin Hoffman, che effetto le hanno fatto le accuse di molestie che gli sono state rivolte ?

 

luca carboni

«Anche a lui? Mi è sfuggito. Guardi, tutta la vicenda è davvero complicata, tocca una sfera intima, in cui, per rispetto alle vittime di reali soprusi e per perseguire davvero i molestatori e i violentatori, forse non si doveva suonare la grancassa mediatica. E soprattutto non ci si doveva dividere in fazioni, come se fosse una partita di calcio».

 

A questo proposito, lei ha scritto una canzone nel 1995, Inno nazionale, che partendo dalla contrapposizione tra tifoserie nelle curve, passava in elenco le divisioni del nostro Paese: non solo calcistiche, ma politiche, addirittura regionali.

«Era una fase storica in cui si parlava di separare il Nord dal Sud, mentre dall' altra parte dell' Adriatico c' era la ex Jugoslavia che, partendo proprio dalla guerra tra tifoserie, si era ritrovata in una guerra civile con migliaia di morti, l' assedio di Sarajevo, stragi e campi di concentramento.

Per questo il pezzo aveva un' atmosfera dura, molto rock, batteria e chitarre elettriche».

E un video strepitoso in cui un cecchino, da un grattacielo al laghetto dell' Eur di Roma, vi abbatteva mentre cantavate.

«La clip doveva restituire esattamente quello che si stava vivendo nella realtà, ai confini con l' Italia».

Inevitabile chiederle cosa pensi dell' attuale fase della vita politica italiana.

luca carboni FESTA RTL

«La seguo con curiosità. E con apprensione. Credo che le ultime elezioni abbiano segnato la fine dei partiti tradizionalmente intesi, adesso ci sono le aggregazioni con una forte impronta leaderistica».

 

È questo a preoccuparla?

«No. È il fatto che la politica, senza forti tensioni ideali, sia debole. Finendo così per essere subordinata ai mercati finanziari. Ecco, questo mi dà da pensare».

 

In Luca lo stesso, un brano di tre anni fa, lei canta: «C' è chi ama la sua terra, i suoi confini/ed è così patriottico che sogna una patria senza vicini». Era una critica anticipata al sovranismo?

«No. Esprimevo il mio disagio per ogni tipo di muro, di chiusura. Dopo di che, continuo a ritenere che una giusta, doverosa, ma equilibrata politica di accoglienza non possa prescindere da un ragionamento complessivo sul sistema di integrazione. Altrimenti si innescano meccanismi di reazione che portano all' effetto contrario, al rifiuto e all' esclusione».

 

Lei è stato descritto in un libro come un' icona adolescenziale, l' alfiere del pensiero debole, che negli anni Ottanta riportava al centro delle canzoni il minimalismo, la sensibilità, i sentimenti, l' angoscia e le turbe di una generazione, ripiegata sul privato.

 

LUCIO DALLA LUCA CARBONI E EROS RAMAZZOTTI

La disturbava questa sorta di deminutio da parte della critica?

«No. Rispetto ai cantautori degli anni Settanta, che affrontavano i grandi temi ideologici, io mi sono ripromesso di far diventare grandi le cose piccole. Che poi sono quelle centrali nell' esistenza di ogni giorno. In Silvia lo sai, per esempio, c' era il verso "Lo sai che Luca si buca ancora?", che affrontava il tema del flagello dell' eroina. Certo, poi c' erano anche Vieni a vivere con me, o Farfallina, ma non ho mai avuto il pudore dei sentimenti.

L' amore è il motore che ci dà la carica, che ci rende vivi. Sentimenti universali immediatamente riconoscibili: la gioia, il dolore».

Anche quella della perdita. Lei ha scritto una canzone dal titolo Voglia di piangere.

«Era morta da poco mia madre, e mi venne naturale tirare fuori quello che avevo dentro, perché l' abbandono, l' assenza, il ricordo, sono l' altra faccia della medaglia».

Il pubblico ha mostrato di gradire. È ancora in tour, dopo 35 anni di carriera, e pochi mesi fa ha battezzato il suo dodicesimo album di inediti, Sputnik, con il brano Una grande festa, che quest' estate ha imperversato.

jovanotti-carboni

«I concerti li riprendo il 12 ottobre da Nonantola, giorno in cui compirò 56 anni. Lo so che è una frase fatta, ma è sincera: non avrei mai immaginato, da quella sera fuori dall' osteria Da Vito, di poter arrivare fin qui».

 

Quanti dischi ha venduto in carriera?

«La Sony tempo fa mi diede un disco-riconoscimento su cui c' era scritto "5 milioni di copie". La progressione è stata pazzesca: dalle 30.000 copie del primo album, alle 90.000 del secondo, alle 800.000 del terzo (Luca Carboni, 1987, quello di Farfallina), fino 1,2 milioni di copie di Carboni, 1992, con Mare Mare e Ci vuole un fisico bestiale.

Mi interessa un altro suo traguardo personale. Pochi giorni fa Kevin Bacon ha postato su Twitter un' immagine con sua moglie, scrivendo: «Wow! Sono solo 30 anni. Lei è la donna dei miei sogni e la musica della mia vita».

«Capisco dove vuole andare a parare. Be', è una dedica molto poetica. Immagino lei si riferisca al fatto che anch' io sono prossimo a quella meta?».

 

So che è restio a parlare della sua vita privata. Mi risulta comunque abbia una compagna dal 1989, e un figlio maggiorenne da un anno. Qual è la ricetta per durare così a lungo?

dustin hoffmann

«Se ce ne fosse una valida per tutti, sparirebbero le separazioni. Comunque, non ci ho mai ragionato sopra. Le cose accadono. Con l' impegno per cercare di farle accadere».

Nel suo ultimo lavoro, Sputnik, oltre al recupero di sonorità e atmosfere elettroniche, molto anni Ottanta, ci sono due citazioni poetiche.

«Una è Wislawa Szymborska, poetessa polacca premio Nobel, con un richiamo alla sua Sotto una piccola stella.

L' altra è di Charles Bukowski, in cui torna il tema dei vicini di cui parlavamo prima: "Tutti i vicini pensano che noi siamo strani. E noi pensiamo lo stesso di loro. E facciamo tutti centro"».

 

luca carboni

Chiudiamo con un chiarimento. Nel 2011 una sua frase, in un' intervista in cui dichiarava di essere cattolico, praticante e contro l' aborto, suscitò qualche polemica: «Non affiderei un bambino a una coppia di omosessuali».

luca carboni

«Fu una sintesi piuttosto tranchant di un ragionamento che riguardava tutte le adozioni. Prima del particolare, dicevo in sostanza, dovremmo ragionare sul generale. Cioè su come rendere le procedure più agevoli e meno complicate per tutti. Ho amici che hanno dovuto aspettare anni. Come per l' aborto: sono contrario.

Ma non contesto che in uno Stato laico ci sia una legge che lo preveda».

luca carboni

 

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