carlo verdone si vive una volta sola

IL CINEMA DEI GIUSTI – “SI VIVE UNA VOLTA SOLA” DI CARLO VERDONE DOVEVA USCIRE PIÙ DI UN ANNO FA, VI RICORDATE? I MANIFESTI SONO RIMASTI APPESI AI CINEMA PER TUTTO IL 2020. E’ FINITA COSÌ. UN’APPARIZIONE TECNICA DI TRE GIORNI IN SALA SENZA DIRE NIENTE A NESSUNO E OGGI L’USCITA SU AMAZON – È VERO CHE È UN FILM SCRITTO DA MASCHI ATTEMPATI PER UN PUBBLICO DI MASCHI UGUALMENTE ATTEMPATI, MA PERDONO DAVVERO TUTTO A CARLO VERDONE E AL SUO TEAM, PER AVERMI FATTO RIDERE, IN UNA STAGIONE MASSACRATA, E… - VIDEO

 

Si vive una volta sola di Carlo Verdone

Marco Giusti per Dagospia

 

si vive una volta sola

Doveva uscire più di un anno fa, vi ricordate? I manifesti sono rimasti appesi ai cinema per tutto il 2020. E’ finita così. Un’apparizione tecnica di tre giorni in sala senza dire niente a nessuno, che è suscitato qualche polemica, e oggi l’uscita su Amazon. Di cosa parlo? Di “Si vive una volta sola” di Carlo Verdone, suo ventisettesimo film da regista e ritorno a quella che lui ama definire una situazione corale, cioè dove divide la scena con Max Tortora, Rocco Papaleo e Anna Foglietta che fanno gli allegri chirurghi una situazione da pre-Covid, ovviamente.

 

si vive una volta sola 2

Magari dopo tutto quello che abbiamo passato e che stiamo ancora vedendo, i medici che si fanno gli scherzi non sono più così attuali e ci vorrebbe qualche virologo in scena. Ma forse va bene anche così, perché abbiamo davvero bisogno di ridere e di alleggerire ansie e tensioni, purtroppo, ancora presenti. Vediamo dove eravamo rimasti. Ah sì…  “Ah zozzoni, me volevate fa’ fa’ l’hot dog…”, urla il chirurgo Umberto Gastaldi, alias Carlo Verdone, alla coppia di attempati sporcaccioni che lo avevano messo pesantemente in mezzo.

 

carlo verdone anna foglietta max tortora sul set di si vive una volta sola

E poi seguita, rivolgendosi all’arrapato marito con barbetta della bionda non giovanissima ma peperina che lo aveva circuito: “Ora capisco perché le è venuta la rettocolite ulcerosa. Lei ci gioca troppo con quel culo!”.

 

Direte che è una battuta volgare, verissimo, ma ci si può stare, no? Non sarà tutto a questo livello, fortunatamente o sfortunatamente, certo, ma questo “Si vive una volta sola”, oltre a inanellare una serie di gag e di battute, permette a Carlo Verdone anche qualche nuova variazione comica interessante.

 

anna foglietta carlo verdone si vive una volta sola

Intanto non fa più il borghese romano che anche a sessant’anni passati deve ancora scopare. La scena dell’hot dog è solo una trappola comica, e funzionante. Ma il personaggio è al di fuori di ogni desiderio sessuale, per esempio, rispetto alla sua bella strumentista Lucia Santilli, alias Anna Foglietta, che piace invece al suo anestesista Amedeo Lasalandra, alias Rocco Papaleo.

 

si vive una volta sola

E la scena dove “parla con un culo”, cioè con un sedere femminile chinato a terra, è solo comico-moralista, visto che il sedere è quello di sua figlia Tina, certa Mariana Falace ex Grande Fratello. Un po’ come accadeva, se ve lo ricordate, rispetto alla sorella Edy Angelillo che faceva pipì con la porta del bagno aperta in “In viaggio con papà”.

 

Lo stesso culo avevamo intravisto in una tristissima, ma comicissima situazione precedente che vedeva Verdone borghese romano solo sdraiato nel salotto di casa sua allibito di fronte alla tv che mostrava il culo della figlia in primo piano uno sciagurato balletto da tv berlusconiana (esistono ancora?) mentre il cameriere nero Malik (è così…) gli porta la pillola della medicina serale.

 

carlo verdone si vive una volta sola

Lo sguardo dei due uomini rispetto al culo della ragazza, forse anche la battuta di Mali, che non ricordo, ahimé, spiega tutto. Magari c’è un po’ di moralismo maschile alla Sonego-Sordi, ma si ride sulla tristezza della situazione e sulla confusione del chirurgo rispetto al suo ruolo di padre e non sulla condizione della figlia. Poi è ovvio che non sia proprio un film femminista…

 

Ma la novità più interessante del film rispetto alla comicità di Verdone è di averla distribuita generosamente fra gli altri personaggi, un po’ a Papaleo, l’anestesista che viene preso in giro continuamente dagli amici, un po’ alla Foglietta, la strumentista che si ritrova sempre con l’uomo sbagliato, come fosse un verdone femmina, e un bel po’ con Max Tortora, il suo assistente chirurgo che si ritrova a chiudere sempre le facce e le gag del suo capo.

 

carlo verdone si vive una volta sola 7

Con Tortora, grande sorpresa vincente del film, Verdone fa quello che non aveva mai fatto con nessun altro comico prima, gli lascia tutte le palle comiche migliori per sviluppare il suo personaggio di romano cinquantenne cinico e nervoso, traditore e infelice. Tortora, mai così preciso e non debordante rispetto al suo partner, grazie alla regia di Verdone, ne diventa una sorta di prosecuzione comica da grande coppia affiatata, come se fosse il Filini-Gigi Reder di Fantozzi.

 

carlo verdone si vive una volta sola 5

Si capisce che nessun altro comico, almeno credo, avrebbe potuto al tempo stesso rimanere un passo indietro rispetto a Verdone e svilupparne le trame più divertenti. Come se, al di là del copione, con trovate un po’ troppo alla “Amici miei”, Verdone e Tortora riuscissero a mettere in scena un piccolo miracolo comico davanti alla cinepresa che forse su carta era solo accennato.

max tortora carlo verdone anna foglietta rocco papaleo si vive una volta sola

 

 Al tempo stesso, Verdone trasforma la storia dei tre uomini-una donna-e un tumore, quello che dovrebbe avere l’anestesista Papaleo, e per questo i suoi amici lo portano in vacanza in Puglia, un canovaccio molto visto ultimamente nel nostro cinema, in una macchina comica precisa.

carlo verdone si vive una volta sola

 

Perché invece di rendere drammatiche le scene dove si deve accennare alla malattia, Verdone spinge i suoi attori, soprattutto Papaleo e Foglietta, bravissimi nelle scene di sesso, nella divagazione comica continua. In questo modo non c’è mai nessuna cappa da mal di testa di commedia con malattia che sembra il genere principale del nostro cinema di questa stagione.

 

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Per il resto, sì, è vero che i viaggi a Polignano, nella Apulia Film Commission, nelle masserie sponsorizzate, sono un po’ invadenti, ma dove si deve andare in vacanza?, è vero che è un film scritto da maschi attempati, Verdone stesso-Pasquale Plastino-Giovanni Veronesi, per un pubblico di maschi ugualmente attempati, ma, perdono davvero tutto a Carlo Verdone e al suo team, anche le trovate da “Amici miei” dei suoi allegri chirurghi, per avermi fatto ridere, in una stagione massacrata, e per essere un regista di attori così preparato e generoso al punto di limitare le battute del suo personaggio, che pure dovrebbe essere centrale, e sviarle su quello di Max Tortora, che diventa una forza comica. Da oggi su Amazon.

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