1. I DOLORI DEL GIOVANE MATTIA, 15 ANNI, VERGINE, LICEALE A MILANO, ALLE PRESE COL SESSO 2. ‘‘LE RAGAZZE AGGRESSIVE SONO UNA FONTE D’ANSIA: IL RAGAZZO CHE NON VIENE, O NON È DOTATO, VIVE POI NEL TERRORE. SE VAI MALE A LETTO TI SPUTTANANO SUBITO VIA SMS” 3. “C’ERANO QUATTRO RAGAZZI E DUE RAGAZZE, TUTTI DI 16 ANNI, CHE FACEVANO LE LORO COSE AL PIANO DI SOPRA. TOC. TOC. TOC… IL LETTO SBATTEVA CONTRO IL MURO, ERA DAVVERO FASTIDIOSO. ABBIAMO ALZATO LA MUSICA AL MASSIMO PER NON SENTIRE. POI LA MIA EX, CHE HA SOLO 14 ANNI, SI È AGGIUNTA A LORO. COME FAI PASSARTI QUATTRO RAGAZZI UNO DOPO L’ALTRO? E NON INTENDO LIMONARE, MA ANDARE DI BOCCA” 4. ‘I PRELIMINARI? NON SAPPIAMO COME FARLI’ SONO LORO AD ANDARE ‘DI BOCCA E DI MANO’

Beatrice Borromeo per ‘Il Fatto Quotidiano'

La delusione, per Mattia, è arrivata durante una festa di Capodanno, nella casa di un amico lasciata libera dai genitori, partiti per la montagna. I preparativi per festeggiare il 2014, in zona Navigli, promettevano bene: c'erano birre, vodka, canne, potenti casse per pompare la musica e una trentina di amici tra i 14 e i 17 anni. Erano quasi tutti compagni di scuola, in un liceo artistico di Milano. E Mattia sbirciava per vedere se c'era anche la sua ex ragazza, con cui era uscito per qualche settimana, e che l'aveva da poco lasciato con un sms.

Dopo la prima puntata della nostra inchiesta sulle abitudini sessuali degli adolescenti, che si focalizzava sull'esperienza di un gruppo di studentesse di un liceo classico milanese, il Fatto esplora ora un altro punto di vista. Quello di un 15enne - e dei suoi amici - che raccontano la propria difficoltà nel gestire relazioni basate sempre meno sui sentimenti, e lo spaesamento provocato dall'intraprendenza, talvolta aggressiva, delle ragazze.

CHI VUOLE UN POMPINO?
Passa quasi un'ora prima che Mattia incontri la sua ex. "L'ho vista ubriaca, che girava e chiedeva ad alta voce: ‘Chi vuole un pompino?'. È stata una cosa orribile, tristissima", racconta lui. La parte peggiore però è arrivata poco dopo: "C'erano quattro ragazzi e due ragazze, tutti di 16 anni, che facevano le loro cose al piano di sopra. Toc. Toc. Toc... Il letto sbatteva contro il muro, era davvero fastidioso. Abbiamo alzato la musica al massimo per non sentire. Poi la mia ex, che ha solo 14 anni, si è aggiunta a loro. A quel punto i miei amici mi hanno portato via, ero disgustato".

Non è stato solo l'alcol, secondo Mattia, a spingere l'ex nell'orgia: "L'ha fatto solo per farsi notare, perché sapeva che c'erano i ragazzi più grandi. Me l'aspettavo, perché queste ragazze aprono le gambe come niente - dice mordendosi il labbro - ma ci sono rimasto comunque malissimo".

LA DONNA IDEALE
Mentre racconta la sua storia, diventa chiaro che Mattia non è il tipico liceale: beve poco, non fuma, è ancora vergine e soprattutto "mi fanno schifo quelli che escono con una tipa perché ha un bel culo. Io vorrei solo che fosse dolce, possibilmente simpatica. Che le piacesse la mia stessa musica, metal soft, che condividesse i miei ideali. Poi, certo, dev'essere carina, però non è quella la priorità".

Ma guardando questo ragazzo di 15 anni, coi capelli lunghi, la giacca di pelle nera e un viso che ricorda un giovane Johnny Depp, tutto viene in mente tranne che non abbia successo con le ragazze. "Infatti loro ci provano, ma io non voglio che la mia prima volta sia con una che mi salta addosso e mi ribalta. Voglio che sia speciale, voglio essere innamorato, perché per me fare l'amore ha un significato. Altrimenti avrei già perso la verginità. E ho molti amici che la pensano come me".

Quando parla delle ragazze Mattia non vuole generalizzare: "Non sono tutte assatanate. Il problema è che più fanno cose elaborate a letto, più scalano la piramide sociale. Per questo passano la giornata a parlare di sesso mentre noi pensiamo alla musica, ai videogame e, certo, anche alle tipe, ma solo se ci interessano davvero".

LE REGOLE DEL SUCCESSO

"Sappiamo tutti come funziona: se vuoi che le ragazze ci provino devi essere un truzzetto". Che Mattia, sorseggiando un succo di pera ("il caffè non mi piace") descrive così: pantaloni a vita molto bassa, coi boxer che s'intravedono. Capello corto, o testa rasata. Cappellino da rapper. Atteggiamento arrogante. "Se sei così - che poi è tutto quello che io odio - allora la tipa ce l'hai a disposizione. Ci fai quel che vuoi".

Ma anche i truzzetti, quando c'è da scegliere una fidanzata, sono perplessi: "Alla fine (e gli amici annuiscono, ndr) cerchiamo tutti una persona affidabile. Non una che cambia idea ogni settimana, che ti fa le corna, che non ha nessun autocontrollo e va a letto con altri quattro tizi. Non c'è niente di sexy in questo. Quelle come la mia ex infatti le odiamo tutti perché sono davvero eccessive".

IL TERRORE
Avere a che fare con ragazze così aggressive è una costante fonte d'ansia. Per vari motivi: "Intanto non sappiamo bene cosa dobbiamo fare. Metti che ci andiamo a letto e va male: diventa molto imbarazzante". Soprattutto perché, conferma Mattia, "non fai a tempo a uscire dalla stanza che lei sta già messaggiando con le sue amiche per mandare un resoconto completo di tutto quello che abbiamo appena fatto. Descrivono ogni dettaglio e poi ti danno il voto, dicono se sei stato bravo o no. È davvero una sfida avere a che fare con queste cose".

È più sicuro, spiega, sperimentare con chi conosci bene: "Se l'hai appena incontrata va a spifferare tutto, ma proprio tutto, di sicuro. Il ragazzo che non riesce, o non viene, o non è particolarmente dotato vive poi nel terrore".

I PRELIMINARI
La versione delle ragazze che il Fatto ha incontrato è che i preliminari contano talmente poco che, anche a scuola, parlarne non ti mette al centro dell'attenzione. Mattia svela qualche dettaglio in più: "Noi a loro non facciamo niente. Sono loro ad andare ‘di bocca e di mano'. Mi pare ovvio: loro ci osservano, giudicano ogni nostra mossa e movimento. E noi, per esempio il sesso orale, non sappiamo esattamente come farlo. Quindi non ce la sentiamo. Insomma, è un rischio inutile".

Mattia spiega il sesso come se fosse uno tra i pochi ad averne colto l'importanza. Racconta l'ansia che vivono i suoi amici prima di perdere la verginità, e il panico che li accompagna dopo, preoccupati dal finire intrappolati nella casella sbagliata, quella dello "sfigato", dell'"imbranato", dell'"effeminato", di quello che "ce l'ha piccolo" o che "non ci sa fare". Ci tiene a chiarire che per lui la differenza tra "scopare e fare l'amore" c'è eccome. E che anche tutto quello che accompagna e precede il sesso ha, per lui, un peso.

FIORI E SOLLIEVO

Ci sono due momenti in cui Mattia alza la voce. Quando parla della sua ex ("come fai passarti quattro ragazzi uno dopo l'altro? E non intendo limonare, ma andare di bocca") e quando racconta un episodio successo il giorno prima, a scuola. "La mia compagna di banco aveva il sorriso stampato in faccia. Le ho chiesto perché fosse così felice e mi ha detto che le è venuto il ciclo, che per fortuna non è rimasta incinta".

Ma non è il rischio di una gravidanza indesiderata a farlo innervosire: "Quello che davvero non concepisco è che si sia sverginata con un tipo, che tra l'altro ha davvero la faccia da stronzo, con cui è uscita per una settimana, che l'ha mollata per un'altra e poi è tornato da lei. E la sera stessa in cui si sono rimessi insieme lei c'è andata a letto, senza precauzioni e senza il minimo rispetto per se stessa". E per l'8 marzo, dice Mattia, non avrebbe senso regalare le mimose alle sue amiche: "I fiori non li vogliono. Le uniche ad apprezzarli sono le prof".

 

 

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