robby krieger the doors

“LSD LO RENDEVA PIÙ MISTICO, MA L'ALCOOL LO RENDEVA PAZZO. MA DA SOBRIO JIM POTEVA ESSERE LA PERSONA MIGLIORE DEL MONDO” - LA CONVERSAZIONE TRA CARLO MASSARINI E ROBBIE KRIEGER, IL LEGGENDARIO CHITARRISTA DEI DOORS – “MORRISON NON È ANDATO A PARIGI PERCHÉ VOLEVA DIVENTARE UN POETA E MOLLARE IL ROCK. ERA UN'ASSENZA TEMPORANEA, NOI A LA CONTINUAVAMO A SCRIVERE E SUONARE ASPETTANDO CHE TORNASSE” – NEL NUOVO LIBRO “SET THE NIGHT ON FIRE” KRIEGER PUBBLICA TUTTO QUELLO CHE È SUCCESSO IN QUEI 5 ANNI DOVE I “THE DOORS” DOMINAVANO LA SCENA MONDIALE… - VIDEO

THE DOORS

Carlo Massarini per "la Stampa"

 

Era la «summer of love» del 1967, l'estate della psichedelia e degli hippies, del Sergente Pepper e della partenza per San Francisco, California, con la raccomandazione di «mettersi dei fiori nei capelli». Qualche centinaio di km più giù, a Los Angeles, un gruppo al primo album pubblicava un singolo epocale. Un colpo secco del rullante, un organo Farfisa che parte con un riff indimenticabile - puro Dna rock - e i Doors conquistano le radio, le classifiche, i cuori di milioni di fan. 

 

set the night on fire robby krieger

Quel pezzo, in cui si mischiavano all'organo fughe di Bach e alla chitarra un'improvvisazione ripresa da My Favourite Things di John Coltrane, con sopra la voce dannatamente seduttiva di Jim Morrison, lo scrive un ragazzo di appena 21 anni. Robbie Krieger, chitarrista dei Doors, ha pubblicato la sua visione di tutto quello che è successo in quel lustro sontuoso - 5 anni, 5 lp - in una biografia corposa (450 pag., ed. Rizzoli Lizard) che prende il titolo da una frase di quel brano, Set The Night On Fire. 

 

Per i fan dei Doors vecchi e nuovi, è un baccanale di racconti, aneddoti, falsi miti svelati e incredibili inediti, un'occasione per prolungare la leggenda di una delle band più importanti degli Anni 60 americani (per alcuni la migliore, includetemi pure). 

 

Robby Krieger

La magia dei Doors era di avere tre strumentisti che venivano da mondi diversi: all'organo Ray Manzarek, da Chicago, «quindi blues ma anche educazione classica voluta dalla madre», John Densmore alla batteria, «eravamo insieme nella jazz band del liceo», e Robbie alla sei corde, «venivo dal flamenco, dalle jug-bands folk, dai raga indiani». 

 

meg ryan val kilmer the doors

Tre totalmente diversi, un'alchimia strana e perfetta per accompagnare un frontman così singolare come Jim, un poeta prestato al r'n'r che sul palco spesso improvvisava, delirava, andava per tangenti tutte sue. 

 

Il film di Oliver Stone 

Ci parliamo in una call, gli mostro la foto dei tre (senza Morrison, che se ne era andato dieci anni prima) ospiti 40 anni fa a Mr Fantasy, si fa una risata, «me lo ricordo bene», e gli chiedo se la vecchia quote di Jagger,«chi ha vissuto davvero gli Anni 60 non può ricordarsi nulla», nel suo caso non valga, visto che ne racconta di ogni, ed è una bio fantastica. 

 

JIM MORRISON Robby Krieger THE DOORS

Si fa un'altra risata: «Grazie, lo apprezzo, ma il merito è soprattutto di Jeff Lalulis (scrittore e uno dei cantanti dei Dead Kennedys). Io avevo cominciato a scriverla 25 anni fa, ma poi Ray e John hanno pubblicato la loro, sai com' è in questi casi, un sacco di ego feriti, e ho aspettato ancora. Jeff era un fan, si ricordava tante cose e molte me ne ha fatte ricordare, ha trovato articoli, è stato un processo lento, impossibile senza di lui». 

 

Sicuramente il centro della dinamica dei Doors era il rapporto fra Jim e gli altri tre, ed è questo il motivo per cui ancor oggi Robbie è critico del film diretto da Oliver Stone, con Van Kilmer (secondo me, bella interpretazione, mica facile) nella parte di Jim: «Il film non ha tenuto conto della nostra vera dinamica insieme, di come scrivevamo, era tutta sugli eccessi di Jim, "the crazy stuff'". Non che non ci fosse, ma c'era anche molto altro». 

the doors perform at new york city's fillmore east in 1968 8

 

Jim era dionisiaco, aveva evidentemente un lato d'ombra e uno di luce, gli dico, poteva essere angelo e demone. «Sai all'inizio amava l'Lsd...», Mi sembra che non è che voi... «Sì, ma quando abbiamo formato la band eravamo già usciti da quella fase, ci siamo incontrati in un centro di meditazione, c'era pure il Maharishi due anni prima che lo scoprissero i Beatles. Jim era ancora dentro il periodo dell'acido, credo gli abbia aperto la mente per scrivere, ma la cosa buona era che non beveva.»

 

jim morrison 7

«L'Lsd ti rende più mistico, sai, ma l'alcool lo rendeva pazzo, non avevi voglia di stare in zona, ed è così che viene dipinto nel film. Ma da sobrio poteva essere la persona migliore del mondo. Diciamo che aveva una personalità complessa, con problemi profondi, non so se oggi lo chiamerebbero complesso di Edipo o cosa. Diciamo che Freud avrebbe avuto pane per i suoi denti». 

Robby Krieger

 

Le droghe 

Gli altri tre, consapevoli del suo talento, cercano in tutti i modi di riportarlo nei binari: quando una sera dormono a casa Manzarek e Jim gli sfascia tutta la collezione di lp di jazz e di classica Ray neanche si arrabbia,(«Jim vedeva in Ray una figura paterna, saggia, forse per questo lo provocava»); quando sveglia Robbie al telefono alle tre di mattina urlandogli «Sono Dio, e ti sto per gettare fuori dall'Universo!» lui si riaddormenta perplesso (anche se un po' agitato); poi lo riprende a fatica mentre si getta, e lo faceva spesso, dal balcone tenendosi per una mano alla ringhiera («ma quella volta eravamo all'ottavo piano!»). 

 

Robby Krieger

A un certo punto è papà Krieger, il papà comprensivo e incoraggiante che Jim non aveva avuto (papà Morrison era un Ammiraglio molto critico nei confronti del figlio) che addirittura organizza con la band delle sedute di riabilitazione («negli Anni 60 non era consentito giudicare chicchessia per il bere o le droghe. Non era cool») per aiutarlo a smettere. Gli prendono delle guardie del corpo ma li convince a sbronzarsi con lui, gli organizzano un film per distrarlo e si ubriaca con tutta la troupe. 

jim morrison 2

 

Papà Krieger è anche quello che dice loro «quello che vi serve è un buon avvocato penale», e gli consiglia quello che anni dopo li difenderà al processo di Miami, dove Jim viene accusato di oscenità in pubblico: «A Miami c'erano le elezioni, e qualcuno voleva mettersi in mostra. Jim ha detto "non siete venuti qui per la musica, vero? Volete che succeda qualcosa di pazzo, giusto?", e ha cominciato ad aprirsi la zip. 

 

THE DOORS

Ma non l'ha mai tirato fuori, l'atmosfera era surriscaldata, il palco è crollato, certo, e Jim era in mezzo al pubblico portando in giro la gente come un serpente, lo faceva spesso, ma alla fine bevevamo birre coi poliziotti, figurati. C'è stato di molto peggio in altri concerti, nel libro lo racconto». Jim aveva detto «sono interessato a qualsiasi cosa che abbia a che fare con la rivolta, il disordine, il caos». 

 

Era un po' come i Rolling Stones qualche anno prima, ogni concerto una rissa, scontri con la polizia. Vi piaceva l'idea? «Beh, fino a un certo punto, anche se quando spaccavano le sedie, le tiravano sul palco e quel genere di cose, diventava eccessivo. Ma i ragazzi negli Anni 60 erano molto repressi, non vedevano l'ora di sfogarsi». 

 

THE DOORS

La mistica del gruppo 

Di fatto sta che il fascino, the mystique dei Doors ancora oggi sopravvive: «Io credo che sia per le canzoni. Quando vengono da me ragazzini di 12 anni, che hanno trovato i nostri dischi fra quelli dei genitori, non hanno nessuna idea di chi eravamo, di chi era Morrison, amano la musica». Era una generazione che ha scritto e suonato sotto l'influenza di molte droghe, sarebbe stata una musica così grandiosa anche senza? 

 

Robby Krieger

«Guarda, noi tre eravamo totalmente straight, al massimo qualche drink. Jim ha scritto molte delle sue cose al liceo, all'Università, si faceva, certo, ma le avrebbe scritte ugualmente. E no, non è andato a Parigi perchè voleva diventare un poeta e mollare il rock. Era un'assenza temporanea, noi a LA continuavamo a scrivere e suonare aspettando che tornasse. Da Parigi ci arrivavano notizie che lui continuava a salire sul palco, magari cantando del blues. »

jim morrison 17

 

«Non era affatto "voglio fare il poeta", per niente. La notizia della sua morte è stata shoccante per noi, certo. Abbiamo anche mandato là il manager, ma la bara era stata già chiusa. Naturalmente Ray ha usato questa cosa per dire che magari non c'era nessuno dentro, che poteva esser vivo da qualche parte. Ma questo è impossibile: il palco era la sua dimensione, fosse ancora vivo sarebbe là sopra, sul palco». 

 

jim morrison 16

Un'ultima cosa: come diavolo puoi paragonare essere sul palco con il giocare a golf? Ci facciamo una risata. «Lo so che pensi siano opposte. Ma la cosa comune è l'automatismo. Nella musica tu vai, senza pensare, e così anche nel golf. Se pensi troppo non suonerai, e giocherai, bene. Devi avere la mente libera. E sì, penso di esser un chitarrista molto migliore di un giocatore di golf» .

jim morrison 14jim morrison 1jim morrison 13jim morrison 11Robby KriegerRobby Kriegerjim morrison 15

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....