luca barbareschi teatro eliseo

“VENDO L’ELISEO, MA VOGLIO CONTINUARE A GESTIRLO” – LUCA BARBARESCHI: “NON COMPRENDO L’INDIGNAZIONE DI CHI SI CHIEDE COME MAI LO ABBIA MESSO IN VENDITA. NELLA STORIA DEL TEATRO, DOPO GIOACCHINO ROSSINI, NESSUNO HA MAI INVESTITO TANTO DENARO PRIVATO PER MANTENERE VIVO UN POLO CULTURALE. QUANDO L’HO RILEVATO…”

Emilia Costantini per il “Corriere della Sera – ed. Roma”

 

teatro eliseo

Il Teatro Eliseo in vendita: il centenario palcoscenico di via Nazionale, che comprende anche il Piccolo Eliseo, viene proposto al prezzo di 24 milioni di euro. Si apre un nuovo capitolo di una storia infinita, iniziata nel 2015 quando Luca Barbareschi ne assunse la direzione artistica e poi, nel 2018, ne divenne il proprietario con la sua società Eliseo Multimedia.

 

Ora lo mette in vendita, ma intende mantenerne la gestione. «Non capisco la tensione che si è levata intorno a questa notizia - esordisce l'attore, regista, produttore - Innanzitutto la vendita prescinde dalla sua gestione. L'Eliseo resterà un teatro storico, con una programmazione dedicata agli artisti e ai progetti più prestigiosi del panorama culturale italiano.

 

luca barbareschi

Non comprendo l'indignazione di chi si chiede come mai io lo abbia messo in vendita. Credo sia sufficiente dire che, nella storia del teatro, dopo Gioachino Rossini, nessuno ha mai investito tanto denaro privato per mantenere vivo un polo culturale.

 

La vendita - continua - è un tema a sé, che prescinde dal macrotema, quello della continuità di offerta teatrale che si scontra con la mancanza di risorse. Le nostre sale sono chiuse dall'inizio della pandemia. Ho comunque lavorato per individuare risorse alternative e ho già individuato un partner privato che ci sosterrà con una cifra rilevante, però mancano ancora quasi 3 milioni per rendere possibile la riapertura, ma sono fiducioso».

 

Ma gli 8 milioni ricevuti tra il 2017 e il 2018? «Erano extra Fus e sono serviti per la facciata storica, gli impianti di climatizzazione e per i progetti speciali. Io ho messo personalmente quasi 18 milioni che, a conti fatti, sono esattamente la differenza che risulta dalla mancanza di sovvenzioni adeguate negli anni.

 

Quando l'ho rilevato nel 2015, l'Eliseo era fallito, privo di DURC (il documento di regolarità contributiva) e di agibilità. Ho chiuso la mia società di produzione e in cambio ho ottenuto un contributo annuo di 470 mila euro». In tanti hanno sollevato la questione dei fondi.

 

«Certo, ma l'Eliseo, pur essendo un Tric, un teatro di rilevante interesse culturale, è in ultima posizione rispetto ai Tric di tutta Italia che sono gestiti da enti comunali, mentre noi, essendo privati, dobbiamo provvedere da soli all'affitto, alle spese di manutenzione. I nostri comp etitor - conclude - hanno la possibilità di vendere i biglietti d'ingresso a prezzi irrisori, noi facciamo affidamento anche sulle casse del botteghino. E questo è anche il motivo per cui abbiamo ricevuto un discreto contributo con il decreto Ristori, che mi ha permesso di pagare le spettanze ai lavoratori».

Teatro Eliseo

 

Per quanto riguarda la vendita, l'unica cosa certa per ora è che, dato il vincolo della destinazione d'uso, l'Eliseo e il Piccolo Eliseo non possono essere venduti a chiunque e non possono essere trasformati in supermercati o in parcheggi. Ma sorge una domanda: Barbareschi è proprio sicuro che il futuro o i futuri acquirenti ne lascin o a lui la gestione artistica?

Teatro Eliseo LUCA BARBARESCHI IN BARBA A TUTTOluca barbareschiTeatro Eliseo Platea teatro Eliseo

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