Maurizio Milani, IL COMICO ECLISSATO DA RAI3, SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO DAL MOCASSINO – “Una volta, per ‘Che tempo che fa’, avevo scritto uno dei miei pezzi sur­reali, tipo io che invito Giovanna Melandri al McDonald’s per un caf­fè e lei sviene. In redazione mi chiedono: al posto della Melandri puoi mettere la Prestigiacomo?” - lo sanno tutti, ‘Che tempo che fa sta’ in piedi per la Littizzetto, che lo prende al 10 per cento di share e lo porta al 30. Poi loro fanno la media e dicono 20”…

Tommy Cappellini per "il Giornale"

A volte anche la storia di un arti­col­o può essere rivelatrice del per­sonaggio di cui si parla. Una setti­mana fa ci siamo messi alla ricerca di Maurizio Milani perché in reda­zione era sorta, all'improvviso, la domanda: «Ma che fine ha fatto? Quando è stata l'ultima volta che si è visto in tivù?».Tuttavia di Mila­ni nessuna traccia. Cellulari spen­ti. Telefono fisso che squilla a vuo­to. Indirizzi mail, il comico non ne possiede. Solo la mattina del setti­mo giorno l'abbiamo trovato.

Milani, finalmente. 
«Mi spiace, ero in ritiro sul Treb­bia, tra i pioppi, nelle golene. Pur­troppo i livelli di acqua del fiume sono scesi, oggi è quasi un torren­te, ma quando entra nel Po a Pia­cenza ha ancora una portata tale da renderlo navigabile fino a Cre­mona. In linea d'aria tra le due cit­tà c'è una quarantina di chilome­tri, ma sull'argine diventano mol­ti di più. Li ho fatti in mountain bike. Ogni tanto vedevo passare la Caronte , motonave piacentina, o la Stradivari , cremonese». 

Invece di stare in tivù per la gio­ia dei fan. Ultima apparizione, maggio 2009. Che è accaduto?
«Ho fatto sei edizioni su otto di Che tempo che fa , poi ho abbando­nato. Non avevo rivendicazioni di carattere economico, ma di spa­zio sì. A cinquant'anni,per princi­pio, non posso fare il figurante. Mi mettevano nell'anteprima del programma, il che poteva anche andare, ma il tempo a disposizio­ne ogni volta era risicato».

Non proprio un prime time . 
«Qualche puntata riusciva a passare dall'otto di share al nove. Prendevo un milione di spettatori e ne consegnavo un milione e cen­to alla pubblicità. Ma è chiaro che era con la fine dei Tg delle 20.30 che arrivava il grosso del pubbli­co. Ad ogni modo, lo sanno tutti, Che tempo che fa sta in piedi per la Littizzetto, che lo prende al 10 per cento di share e lo porta al 30. Poi loro fanno la media e dicono 20, ma la realtà è questa».

Avevi più spazio a inizio carrie­ra.
«A 27 anni a Fuori Orario , con Enrico Ghezzi e Linda Brunetta, avevo quarti d'ora interi. Quando c'era Guglielmi, all'epoca di Su la testa! di Paolo Rossi, Rai 3 era un'altra cosa. Ringrazio Ferrara che mi ha dato, tempo fa, una pun­tata completa di Otto e mezzo Â». 

E così a Che tempo che fa hai fat­to come Balotelli con Mou­rinho nella finale con il Barcel­lona. Hai fatto volare la ma­glia.
«Grazie del paragone. Ero giù di morale. Se sbagli, è giusto fare un po' di panchina, ma se sei uno da gol, non farti giocare è sbagliato».

La ragione di questa margina­lizzazione?
«Non la so. Potrebbe essere una mia disorganicità con l'am­biente della comicità italiana. Ma per come sono messe le cose oggi, si tratterebbe comunque di una ragione politica. Quasi tutti i co­mici italiani sono di sinistra e la cosa che più gli preme è metterti il cappello il prima possibile, sape­re che sei dei loro. Tanto valeva iscrivermi al PC trent'anni fa, adesso lavorerei di più. Qualcu­no non è stato contento quando ho iniziato a scrivere sul Foglio Â». 

Che Rai 3 sia storicamente di si­nistra è risaputo. 
«Strano però che siano tutti mi­liardari. Passano il tempo in trasmis­sion­e a lanciare appelli a favore del­l'ambiente, dell'uguaglianza e quant'altro, ma poi arrivano in stu­dio con una 5000 di cilindrata- quan­do io ci arrivavo in metropolitana- e hanno la piscina privata con l'acqua riscaldata. Se gli dici che dovrebbe­ro loro per primi modificare lo stile di vita in base alle loro idee, ti rispon­dono no, che poi si ferma l'econo­mia. Mentono sapendo di mentire. E qualche volta ti censurano i parti­colari, perché non sopportano la mi­nima discordanza con le loro idee».

Che tipo di censure? 
«Una volta, per Che tempo che fa , avevo scritto uno dei miei pezzi sur­reali, tipo io che invito Giovanna Melandri al McDonald's per un caf­fè e lei sviene. In redazione mi chiedono: al posto della Melandri puoi mettere la Prestigiacomo? Erava­mo a questi punti. Il problema è che poi, da Santoro alla Dandini, fanno tutti le vittime. Le vittime di chissà quale presunta dittatura berlusconiana. Ma a questo propo­sito te ne racconto un'altra».

Raccontiamola. 
«Agli inizi, quando lavoravo a Zelig, il cabaret era gestito da tutti quei comici che venivano da un certo ambiente milanese, la Stata­le e via così. Cameriere non in re­gola, Siae frequentemente non pa­gata: la prassi era questa. Da quan­do è arrivata Mediaset, contratti regolari per tutti e più legalità. In pratica, il contrario della vulgata alla Vito Mancuso che sfruculiava tempo fa le illegalità di Mondado­ri ».

Insomma, vogliamo sapere: quando tornerà in scena Mila­ni?
«Le presentazioni dei miei libri spesso si trasformano in spettacoli che vengono ripresi dalle tivù locali, un bel bacino. Se invece intendi in scena come Grillo o Celentano, no, non sono così intelligente. Loro ten­gono in pugn­o il pubblico sostenen­do che il pinguino reale va scompa­rendo perché fa troppo caldo. Io, in­vece, sono l'uomo qualunque. Se non fossi l'uomo qualunque, farei come Bersani: una bella class action contro tutti coloro che non la pensa­no come me.E sono molti».

 

Maurizio Milani - Da LiberoMaurizio MilaniTremonti Fazio LittizzettoLuciana LittizzettoGIOVANNA MELANDRI SABBATUCCI GIOVANNA MELANDRI PRESTIGIACOMO-BERLU Foto veraMICHELE SANTORO FOTO ANSA serena dandini Giuliano Ferrara a Capri

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...