andrea ceccherini tim cook

LA MELA STREGATA DALL'OSSERVATORIO - LA CREATURA DI CECCHERINI COMPIE 19 ANNI E DIVENTA INTERNAZIONALE CON L'INGRESSO DI APPLE E L'IMPEGNO DI TIM COOK A PORTARE LE ATTIVITÀ A LIVELLO GLOBALE - QUEST'ANNO ALLA SUA CORTE CI SONO STATI LAURENE POWELL JOBS, I BANCHIERI CENTRALI WEIDMANN, KNOT E VISCO, E L'ULTIMO PARTECIPANTE: IL CHIRURGO MILIARDARIO PATRICK SOON-SHIONG, CHE HA SALVATO IL ''LOS ANGELES TIMES''

Ilaria Ulivelli per La Nazione

 

 

Diciotto più uno. La somma algebrica sarebbe semplice, ma dietro c'è molto di più. Il passaggio dalla maturità alla consacrazione internazionale. Un anno, l'ultimo, festeggiato il 5 giugno, che ha spalancato definitivamente gli orizzonti dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori. L'organizzazione, fondata da Andrea Ceccherini nel 2000 con due grandi progetti Il Quotidiano in Classe (di alfabetizzazione mediatici) e Young Factor (per la formazione economico-finanziaria), ha un grande obiettivo: fornire ai giovani gli strumenti per diventare cittadini consapevoli, sviluppando, attraverso la consultazione dell'informazione di qualità e facendo propri i termini del complesso mondo dell'economia e della finanza, quello spirito critico che rende l'uomo libero.

patrick soon shiong andrea ceccherini

 

C'è una data fondamentale, da scolpire nel calendario dell'Osservatorio: il 19 marzo scorso, quando Apple comunica a tutto il mondo, con le parole del suo ceo Tim Cook, la decisione di investire sull'organizzazione presieduta da Andrea Ceccherini, catapultandola di fatto da una ribalta di rilievo nazionale alla scena internazionale. Apple investirà sull'internazionalizzazione e sulla digitalizzazione del progetto di alfabetizzazione mediatica per farne un patrimonio globale, sempre più all'avanguardia. Il sigillo di un successo.

 

Una pietra miliare di un percorso nato e cullato a Firenze, cresciuto e maturato nel nostro Paese per il quale ora diventa vanto internazionale. Il compleanno è sempre un momento in cui si tirano le righe. E in diciannove anni, Andrea Ceccherini, portatore sano di valori in estinzione e calamita naturale di personalità di calibro universale, è riuscito ad attrarre nella nostra città big che, diversamente, non avremmo potuto conoscere. Solo per citarne alcuni: il fondatore di Whatsapp Jan Koum, il presidente di Google Eric Schmidt, la testa pensante di Apple Tim Cook, i fratelli Lachlan e James Murdoch.

 

jens weidmann klaas knot andrea ceccherini ignazio visco

Tutti loro hanno arricchito l'esperienza dei giovani partecipanti ai progetti dell'Osservatorio. E hanno portato lustro a Firenze. Nell'ultimo anno tre colpi grossi: Laurene Powell Jobs, la signora del visionario della Mela morsicata, filantropa e mecenate della stampa, che dopo aver vissuto entusiasticamente, nel novembre scorso, l'esperienza insieme ai ragazzi de II Quotidiano in Classe al cinema Odeon, era tornata negli Usa con il desiderio di importare il modello. Quasi una premonizione di ciò che sarebbe successo di lì a poco, con Apple che il progetto dell'Osservatorio lo ha condiviso per renderlo sempre più tecnologico e a portata di mondo.

 

Sempre a novembre il mondo della finanza si dà appuntamento a Firenze da Ceccherini per Young Factor: ospiti il governatore della Bundesbank Jens Weidmann, il presidente della Banca d'Olanda Klaas Knot e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Una girandola di emozioni, anche nell'incontro di maggio con Patrick Soon-Shiong, nato in Sudafrica da genitori cinesi e riuscito a realizzare il sogno americano: chirurgo, imprenditore nel settore delle biotecnologie (rivoluzionarie le sue scoperte per vincere il cancro), filantropo, Soon-Shiong diventa anche uno degli azionisti della squadra di basket dei Los Angeles Lakers, oltreché proprietario del Los Angeles Times che ha salvato dal fallimento, acquistandolo per mezzo miliardo di dollari e rilanciandolo in grande stile con lo spirito dell'innovazione.

tim cook e andrea ceccherini ceccherini laurene powell jobs 24CECCHERINI COOKceccherini laurene powell jobs 61

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…