matilde bernabei giovanni minoli

NON DRAMMATIZZIAMO, E’ SOLO UNA QUESTIONE DI CORNA – COSA HA RINCITRULLITO, RENDENDOLI SPIETATI E DISPERATI, LA PRODUTTRICE MATILDE BERNABEI E IL GIORNALISTA GIOVANNI MINOLI? COSA HA DISUMANIZZATO DUE PERSONAGGI PENSANTI E DISTANTI ANNI LUCE DALLA TRASH-ENDENZA DEI “MORTI DI FAMA’’ IN VENDITA SUL MERCATO, PER ROVESCIARE SUL "CORRIERE", SENZA CHE NESSUNO GLIELO ABBIA CHIESTO, LA STORIA DEL LORO MATRIMONIO INZEPPATO DI TRADIMENTI? "COSE DA SERVE", SENTENZIEREBBE UN UMANISTA FERITO NEL CUORE. "LA FINESTRA SUL PORCILE", TITOLEREBBE UN MORALISTA INDISPETTITO DA QUESTA ITALIA DA PIANEROTTOLO…

matilde bernabei giovanni minoli

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

I campanelli sono due. Uno per Giovanni Minoli. Uno per Matilde Bernabei. Sarei in questa piazza di Roma da Grande Bellezza per una delle interviste della serie sui grandi amori e non so a chi citofonare. Scoprirò che anche gli appartamenti sono due. 

 

«C'è una porta comunicante», m' informa lei. «Non c'è: è chiusa, sbarrata», protesta lui. Lei: «Venga che gliela faccio vedere». Lui: «Eh no! È importante che la veda anche dal mio lato». Se la porta c'è o non c'è, lo saprò solo alla fine.

 

il servizio di faccia a faccia di minoli su matilde bernabei e lux vide

I Minoli sono sposati da 48 anni, hanno una figlia, tre nipoti. Lui è l'uomo che ha inventato molto della nostra tv, Mixer , La Storia siamo noi , Quelli della notte di Renzo Arbore, Soldi, soldi di Arrigo Levi, Un Posto al sole , Rai Storia, Rai Educational Lei, cavaliere del Lavoro, è la donna che, con suo padre Ettore, ha fondato la Lux Vide e ha portato le serie italiane nel mondo producendo il Progetto Bibbia , I Medici , Don Matteo , Doc , Diavoli ...

 

giovanni minoli con la moglie matilde bernabei

Le case sono sempre state due o lo diventano a un certo punto?

Giovanni: «Prima, era una. Quando nostra figlia Giulia si è sposata, io sono andato a vivere per un po' da solo in via di Monserrato, poi, abbiamo diviso quest' appartamento e sono tornato. Abbiamo scoperto che stare in due case vicine è il modo sicuro per mantenere un rapporto».

 

Perché se n'era andato?

«Avevo bisogno di vivere senza dire alcuna bugia. Mi è capitato di dirne e, dentro di me, mi sono costate carissime. Dopo, quando ho conosciuto la libertà della verità, non l'ho più lasciata. Io amo Matilde, ma tutti gli altri ammennicoli sulla coppia non so cosa sono».

 

Giovanni Minoli Matilde Bernabei

Matilde: «Domenica scorsa, eravamo a un matrimonio: io mi commuovo ancora quando vedo sposarsi due che si amano. Perché quando dici "ti amerò nella buona e nella cattiva sorte, nella gioia e nel dolore", è fortissimo, ma sei giovane e non ti rendi conto di cosa significherà».

 

Giovanni: «Ma dici anche "per sempre": è quello che cambia i connotati a tutto. Io non so dare il "per sempre" per scontato. Penso che devi risceglierlo giorno per giorno. La vita offre esperienze nuove, ma soprattutto, noi cambiamo e io ho orrore dell'ipocrisia: voglio essere sincero e assumermene le conseguenze».

 

E ora il vostro è un matrimonio senza ipocrisia, senza bugie?

matilde bernabei giulia minoli a faccia a faccia

«Io so che mi sono messo con Matilde perché sono stato rapito dalla sua anima e avevo bisogno della sua anima per vivere. Non sono mai riuscito a togliermela di dosso neanche quando ci ho provato. 

 

Era il senso e la linfa della mia vita. Non mi sembra pochissimo. Poi, che cosa c'è in mezzo lo sa Dio. Io sono passionale, tutto quello che ho inventato l'ho fatto sotto emozione, lavorando con persone con cui c'erano stima e amicizia ma, piano piano, amicizia e amore possono diventare una cosa sola, un motore della vita con tutte le sue varianti, casini, complicazioni e, in questa dinamica, mi è capitato di innamorarmi di altre donne».

 

marianna madia giovanni minoli

Anche a lei, Matilde è successo di innamorarsi di qualcun altro?

Giovanni: «Ti ha chiesto se ti è capitato non solo di essere amata, ma d'innamorarti. Rispondi, perché la giri sempre che sei stata tanto corteggiata».

 

Matilde: «Io partirei dagli inizi».

Giovanni: «Ottimo: eravamo sposati da quattro giorni, sei andata a un convegno, sei tornata a casa con un francese. Ma dico! Mi fa: ti dispiace? E io: ma no».

Matilde: «Ma io col francese non ho fatto niente» Giovanni: «Che c'entra?».

 

Scusate, chi è il francese?

matilde bernabei giovanni minoli

Matilde: «Ma nessuno. Le spiego dall'inizio: incontro Giovanni sapendo già da suo fratello che, della loro grande famiglia, lui era il più intelligente, creativo e straordinario e che non si sarebbe mai sposato e non avrebbe mai avuto figli. 

 

L'ho visto ed era anche molto figo, speciale - vogliamo usare un'espressione desueta? - ho visto il principe azzurro. Ho pensato: potrà essere solo un'avventura, pazienza. Ho poi verificato la sua intelligenza, Giovanni capisce la realtà e perciò prevede il futuro, non ci stanchiamo mai di parlare».

 

matilde bernabei giovanni minoli

Giovanni: «Noi non ci siamo mai stufati di parlare anche quando le cose andavano malissimo».

Matilde: «Comunque, lui aveva 29 anni e io venti, era tanta differenza».

Giovanni: «Ti ha chiesto se sei stata innamorata di altri, non hai risposto».

 

Vuole partire dall'inizio. Matilde, lei credeva nel matrimonio?

«Io sì. Avevo 14 anni nel 1968 e questo lega noi due nell'essere aspiranti cristiani di sinistra. La nostra prima uscita l'abbiamo fatta a messa da Don Franzoni, in un garage sull'Ostiense, era un abate sospeso a divinis. Avevamo entrambi l'idea che un pizzico volevamo cambiare il mondo.

 

Da sposati, la nostra casa è diventata un centro di pensiero, musica, parole, progettazione del futuro. Io lavoravo con una Ong, facevo l'università e cucinavo per tutti».

matilde bernabei giovanni minoli con la figlia giulia

 

Se lui non si voleva sposare, come siete finiti all'altare in pochi mesi?

Matilde: «Mio padre dice: so che vedi Giovanni Minoli, che è molto più grande di te, quindi non starete a parlare di Napoleone; o lo sposi o non lo vedi più. Io pensai: faremo solo finta di non vederci».

 

Giovanni: «Invece, le ho detto: sposiamoci. Conoscendo suo padre, sapevo che il "vediamoci di nascosto" sarebbe stato impossibile».

 

Guarda la moglie: «Io avevo già sentito l'importanza di te nella mia vita, ma non ti avrei sposato mai. Forse adesso, sì, adesso, ti sposerei. Una dichiarazione così buttala via».

Matilde: «Tu sei quello delle uscite inattese. Quel giorno, fu una gioia immensa».

matilde bernabei giovanni minoli

Giovanni. «Io non ero felice di sposarmi però ero felice che fosse con te». 

 

Matilde: «Proprio in virtù del suo punto di partenza, del suo "non mi sposerò mai", un giorno, sulla spiaggia di Punta Ala, gli ho detto: tu mi hai amato più di quanto ti ho amato io». 

 

Giovanni: «È una cosa importante perché è la verità. Non ero stato amato da mia madre, che amava il marito, non tanto i figli. Non credevo nella famiglia». 

 

Matilde: «Vivevi l'impossibilità di lasciarti andare all'amore, eppure l'hai fatto. Perciò ti ho detto così, pur amandoti tantissimo. Tuttavia, mi è successo di innamorarmi di altri. Incredibilmente, ho avuto molti corteggiatori». 

matilde bernabei

 

Giovanni: «"Molti corteggiatori" è vago. Dilla tutta». 

 

Matilde: «Fra questi corteggiatori, qualcuno particolarmente straordinario, ma non ho mai smesso di amare Giovanni e quindi lo ho sempre riscelto». 

 

Giovanni, bofonchia: è geloso? 

«Io sono arrivato a difendere Matilde da suo padre, perché era fuggita per una vacanza nei fiordi con un suo fidanzato. L'ho difesa perché l'ho capita. L'ho capita perché volevo essere capito anche io. E non volevo una libertà che lei non poteva avere. Io la libertà gliel'ho sempre riconosciuta, mentre lei a me meno». 

 

Lei ha mai avuto paura che Matilde se ne andasse? 

«Sì e soffrivo. Ho avuto anche reazioni forti. Un rivale l'ho affrontato». 

 

E lei Matilde, ha avuto paura? 

«Ricordo una sera che non tornava e ho pensato: non tornerà. Ero disperata». 

 

matilde bernabei

Quando arrivava un altro o un'altra, ve lo raccontavate? 

minoli

Giovanni: «Mica tanto. Lo intuivamo. Poi, ci riscoprivamo sempre. Nostra figlia Giulia ha avuto un ruolo fondamentale: nei momenti di vera distanza, era una cucitrice di amore spaventosa».

 

Matilde: «Da quando lui è tornato e abbiamo diviso gli appartamenti, ridiamo moltissimo insieme, più di prima».  Giovanni: «Proprio perché è una scelta quotidiana». 

 

Alla fine, la porta comunicante non si apre. Dal lato di Minoli, finisce in un armadio. Però Matilde ha la chiave di casa di Giovanni: «L'ho usata quando lui ha avuto l'infarto. Per dire la connessione che c'è: da un grammo della voce che aveva la sera, ho capito che qualcosa non andava. Sa? Noi la sera ceniamo quasi sempre insieme». Giovanni: «Ma se tu esci sempre e io mai». Matilde protesta, lui insiste. Io vado e loro ancora discutono. Sento lui dire: «Ma hai sentito che ho detto che, adesso, ti risposerei?».

sveva sagramola

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