LA QUARANTENA DEI GIUSTI: GUIDA TV PER RECLUSI – CREDO CHE IL FILM PIÙ GIUSTO DELLA SERATA PER QUESTI TEMPI NON POSSA CHE ESSERE IL MERAVIGLIOSO POST ATOMICO “1997: FUGA DA NEW YORK” – IMPERDIBILE, ANCHE SE PASSA ALLE 3 DI NOTTE, LO STRACULTISSIMO “YETI- IL GIGANTE DEL VENTESIMO SECOLO” DI FRANK KRAMER. LO RICORDO COME IL PEGGIOR FILM DI FANTASCIENZA DI OGNI TEMPO – PER IL PUBBLICO PIÙ DI BOCCA BUONA INVECE… – VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

1997 fuga da new york 2 1997 fuga da new york 2

Che vediamo oggi? “Chiamatemi Jena Plissken”. Beh, credo che il film più giusto della serata per questi tempi non possa che essere il meraviglioso post-atomico di John Carpenter “1997: Fuga da New York”, Iris alle 21, con Kurt Russell in missione a Manhattan come Jena Plissken, Lee Van Cleef come il cattivo che gli ha commissionato il lavoretto, cioè recuperere il presidente americano, un Donald Pleasance pensato dal regista come “figlio di Reagan e della Thatcher”, poi Ernest Borgnine come tassinaro, Isaac Hayes sulla sua Cadillac, Adrienne Barbeau, Harry Dean Stanton. Non è solo il capolavoro indiscusso del genere ma una seria visione del futuro poliziesco che ci saremmo potuti aspettare già nel 1981, oltre a un omaggio totale a Sergio Leone, Plissken è una specie di Clint Eastwood e Lee Van Cleef fa il resto, con uno spreco di battute storiche, “Ti credevo morto”. Magari le cose non sono andate proprio come pensava Carpenter, certo però in qualcosa ci ha preso…

 

 

 

 

il commissario di ferro 3 il commissario di ferro 3 mark il poliziotto spara per primo mark il poliziotto spara per primo

Per i fan del poliziottesco bella doppietta su Cine 34 dalle 21. Prima “Mark il poliziotto spara per primo” di Stelvio Massi con Franco Gasparri, sequel immediato del primo Mark, con azione che sposta da Milano a Genova, ritorno del cattivo Lee J. Cobb appena uscito di galera, bande di sequestratori e giustizieri della notte. Ci sono pure Massimo Girotti come commissario capo (non ha fatto carriera…), la bella Ely Galleani, allora moglie di Carlo Vanzina, e Nino Benvenuti al posto di Carlos Duran come guest. Dopo, alle 22, 55, arriva “Il commissario di ferro”, sempre diretto da Stelvio Massi con Maurizio Merli protagonista come manesco commissario Mariani che, pur mollato dalla moglie, la bella Janet Agren, pur spedito dai capi in periferia perché troppo rompicoglioni, se la vede con un pazzo che ha preso di mira la sua famiglia per vendicarsi della morte del padre ucciso, guarda un po’, proprio da lui.

il signore degli anelli, il ritorno del re 1 il signore degli anelli, il ritorno del re 1

 

il duello 2 il duello 2

Su Canale 5 farà sicuramente il pieno “Il signore degli anelli, Il ritorno del re” di Peter Jackson con Viggo Mortensen e compagni.  Se non l’avete visto è un capolavoro “Parla con lei” di Pedro Almodovar, Cielo tv alle 21, 20, con Javier Camara e Leonor Waitling. Avviso che è invece bruttissimo, l’ho visto giuro, “Il duello”, Rai Movie 21, western violentuccio di tal Kieran Darcy-Smith con il bisteccone Liam Hensworth contro un cattivissimo Woody Harrelson. Se vi va una divertente commedia accusata al tempo di razzismo e di politicamente scorretto sui radical chic, chiamati in Francia bobo, che difendono immigrati e zingari, su RSI alle 21 c’è il notevole “Benvenuti a casa mia” di Philippe de Chauveron con Cristian Clavier, il più popolare comico francese, nonché grande amico di Sarkozy, e Ary Abittan, altro popolarissimo comico francese di origine maghrebine che qui interpreta un buffo rom.

parla con lei parla con lei

 

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Clavier interpreta un intellettuale di sinistra di grandi vedute liberali e progressiste, che si divide tra una moglie artisticoide, Elsa Zylberstein, che vorrebbe adoperare la monnezza alla Ai Weiwei, e una giovane amante scovata tra le studentesse del suo corso. Visto che ha appena scritto un fondamentale libro acchiappone dove spiega le sue vedute su come si dovrebbero accogliere immigrati e minoranze etniche, si ritroverà a dividere davvero la sua bella villa con una famiglia di zingari parassiti pronti a ricattarlo di fronte alle telecamere.

 

il gioiello del nilo 1 il gioiello del nilo 1

In seconda serata è piuttosto buono il violento western danese diretto da Kristian Levring e prodotto dalla  Zentropa di Lars Von Trier “The Salvation”, Rai Movie alle 23, interpretato da un Mads Mikkelsen freddo e vendicatore alla Clint Eastwood e da un’Eva Green muta e feroce. Girato nel deserto della Namibia in Sud Africa, presentato a Cannes con ottima accoglienza critica, è un tipico revenge western molto spaghetti e poco fordiano di buona complessità visiva, con meravigliosi set africani di deserti rossastri alla Mad Max: Fury Road.

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Ci sono anche il vistissimo “Affari sporchi” di Mike Figgis con Richard Gere e Andy Garcia, Iris alle 23, 45, il meno consumato poliziesco dello specialista Antoine Fuqua “Brooklyn’s Finest”, Paramount alle 23, con Richard Gere poliziotto della narcotici al suo ultimo giorno di lavoro (capita sempre così), Wthan Hawke, Wesley Snipes, Don Cheadle. Più tradi passa un tristissimi bel film dei Dardenne, “Il ragazzo con la bicicletta”, RSI alle 00, 10, con Cecile De France, oggi musa sorrentiniana, e Thomas Doret, il mai visto macaroni war movie italo-spagnolo “L’urlo dei giganti” di Leon Klimovski, Cine 34 alle 00, 20, con Jack Palance in attesa di tempi migliori, il bel western di Giancarlo Santi “Il grande duello”, Rai Movie alle 00, 35, con Lee Van Cleef e Alberto Dentice, purtroppo stravisto.

 

 

yeti il gigante del ventesimo secolo yeti il gigante del ventesimo secolo

Imperdibile, anche se passa su Rete 4 alle 3 di notte, ahimé, lo stracultissimo “Yeti- il gigante del ventesimo secolo” di Frank Kramer alias Gianfranco Parolini. Lo ricordo come il peggior film di fantascienza di ogni tempo. Goffo, mal girato, con attori che non sanno cosa fare. Mimmo Crao, da non confondere con Mimmo Craig, quello dei caroselli di “la pancia non c’è più”, è riempito di peli per fare una specie di yeti-King Kong che si innamora della bella Phoenix Grant alias Antonella Interlenghi e le offre una lisca di pesce come pegno d’amore.

il ragazzo con la bicicletta il ragazzo con la bicicletta

 

“Gli uomini sono proprio tutti uguali”, risponde lei un po’ civetta. Già così il film non funziona, se ci aggiungiamo gli effetti speciali di Aldo Frullini e i trasparenti di Ermanno Biamonte che mischiano tutti i livelli visivi, viene fuori un pasticcio che anche al tempo ci sembrava un disastro. Ma in India ne hanno girato una sorta di remake forse pure più stracult, “Ajooba Kudrat Kaa” di Tulsi e Shiaman Ramsay.

 

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Il pomeriggio si apre invece con il divertente “Il gioiello del Nilo” di Lewis Teague con il trio Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny De Vito, Rai Movie alle 15, 55, buffa parodia d’alta classe di Indiana Jones, che si scontra direttamente su Iris con l’”Alexander” di Oliver Stone, Iris alle 15, 55, con Colin Farrell biondo cotonatissimo troppo gaio assieme a un Val Kilmer ormai arrivatissimo a Jared Leto non ancora icona Gucci e a una stupenda Rosario Dawson che cerca inutilmente di smuovere i maschi presenti.

 

benvenuti a casa mia benvenuti a casa mia

Mi piacerebbe proprio rivedere invece, su Rete 4 alle 16, 45, il drammone “La gatta sul tetto che scotta” di Richard Brooks tratto dalla commedia di Tennesse Williams con Paul Newman come Brick Pollitt, Elizabeth Taylor come sua moglie Maggie, la gatta, e Burl Ives come Big Daddy il padre di lui, vecchio proprietario terriero sudista. Nella commedia, portata sulle scene nel 1956 da Elia Kazan con Ben Gazzara, Barbara Bel Geddes e Burl Ives, era chiarissima l’omosessualità di Brick, innamorato di certo Skipper, che scatena il dramma famigliare. Hollywood non accettò però di renderla esplicita, ma così non si capiva più perché questo tetto scottasse.

la gatta sul tetto che scotta la gatta sul tetto che scotta

 

yeti il gigante del ventesimo secolo. yeti il gigante del ventesimo secolo.

A causa del tradimento del testo uscirono dal progetto prima George Cukor, poi Montgomery Clift, poi Ben Gazzara, mentre Kazan, che pure aveva diretto già due celebri testi di Williams al cinema, “Un tram chiamato desiderio” e “Baby Doll”, era già fuori gioco avendo litigato con l’autore proprio per il terzo atto della Gatta a teatro. Brooks sceglie di girare il film a colori e non in bianco e nero per far vedere gli occhi di Liz e di Paul Newman, riscrive il testo teatrale e inizia a girare con grande disappunto non solo di Tennesse Williams, ma anche di Paul Newman, che si ritrova un ruolo monco. Per giunta, durante le riprese arriva la notizia della morte improvvisa del potente marito di Elizabeth Taylor, il produttore miliardario Mike Todd. Liz seguita coraggiosamente a lavorare, anche se non riesce più a mangiare nulla e le viene una crisi di balbuzie che rende complicatissime le riprese.

dottor jekyll e gentile signora dottor jekyll e gentile signora

 

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Per il pubblico più di bocca buona, diciamo, alle 19 e qualcosa, passano anche “I motorizzati” di Camillo Mastrocinque con Chiari-Tognazzi-Manfredi, Rai Movie 19, 25, e ancora una replica di “Dottor Jekyll e gentile signora” di Steno con Paolo Villaggio e Edwige Fenech. Sì. Con Edwige. Sarà sempre meglio veder lei che un virologo come Brusaferro o Galli o Burioni. No?

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LA VERSIONE DI MUGHINI - “E’ UN UOMO A MODO CHI CONTINUA A SCRIVERE AVENDO COME DIRETTORE MOLINARI (E COME “PADRONE” LA FIAT), OSSIA MICHELE SERRA, O CHI SALE CON “LE SCARPE ROTTE” SULLE MONTAGNE RAPPRESENTATE DALLE PAGINE DEL “FATTO”, OSSIA “IL PARTIGIANO” GAD LERNER? UNA CONTESA DA RIDERCI SOPRA SE NON FOSSE CHE È DA PIANGERCI SOPRA. TUTTI I GIORNALI HANNO DEI “PADRONI”, QUALE PIÙ E QUALE MENO LIBERALE DEGLI AGNELLI. “REPUBBLICA” DEVE TROVARE UN SUO RUOLO AL TEMPO IN CUI LA DIADE DESTRA/SINISTRA NON HA PIÙ SENSO. VERDELLI SI FACEVA UNA SUA IDEA DI QUESTO RUOLO, MOLINARI SE NE FA UN’ALTRA”

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