lino jannuzzi

"HO FREQUENTATO SERVIZI SEGRETI E MAFIOSI PERCHÉ SONO UN GIORNALISTA" - LA LEZIONE DI LINO JANNUZZI, MORTO A 96 ANNI, PUBBLICATA SU "IL FOGLIO" NEL 2006: "HO FREQUENTATO I PEGGIORI NEMICI E GLI AMICI DEL GENERALE GIOVANNI DE LORENZO, E NON SOLO PER AVERE NOTIZIE DEL 'SIFAR' E DEL 'PIANO SOLO'. LE MIGLIORI NOTIZIE LE HO AVUTE DAI PEGGIORI, QUELLI CHE TRAMAVANO CONTRO IL GENERALE PERCHÉ VOLEVANO PRENDERE IL SUO POSTO. CON COSPIRATORI O MAFIOSI, HO APPRESO LE COSE PIÙ INTERESSANTI E HO POTUTO RACCONTARLE AI LETTORI" - IL RICORDO DI GIULIANO FERRARA

1-“HO FREQUENTATO SERVIZI SEGRETI E MAFIOSI PERCHÉ SONO UN GIORNALISTA”

Lino Jannuzzi per “Il Foglio” - 1 novembre 2006

 

lino jannuzzi 2

Ho frequentato i peggiori nemici del generale Giovanni De Lorenzo, e non solo per avere notizie del Sifar e del Piano Solo. I nemici di De Lorenzo, alcuni erano migliori di lui e altri peggiori, le migliori notizie le ho avute dai peggiori, quelli che tramavano contro il generale non perché fossero contro lo spionaggio politico, che facevano anche loro, o perché volessero salvare la Repubblica dal golpe, ma perché volevano prendere il suo posto e volevano togliere di mezzo un concorrente.

 

Per controllare le notizie che mi davano, trescavo anche con gli amici del generale, il quale andava a colazione alla Casina Valadier con il mio direttore Eugenio Scalfari, e manteneva i contatti con L’Espresso mediante un suo capitano, il suo Pio Pompa, che frequentava la redazione di via Po un giorno sì e uno no, e prendeva il caffè con Carlo Gregoretti.

 

il generale de lorenzo

Mano a mano che l’intrigo diventava sempre più inquietante e interessante, le mie frequentazioni con i nemici e con gli amici del generale diventavano sempre più frequenti e intime, dai bar passavamo ai ristoranti, a pranzo e a cena. Soldi da loro non ne ho presi, e nemmeno me ne offrivano, ma il conto lo pagavano loro.

 

Via via, non mi limitavo più a chiedere notizie, ma partecipavo. E’ sempre stato partecipando, stringendo amicizia, come si dice, anche con i peggiori, cospiratori o mafiosi che fossero, ma quasi sempre più simpatici dei migliori, che ho appreso le cose più inedite e più interessanti e ho potuto raccontarle ai lettori.

 

lino jannuzzi 1

Per queste mie frequentazioni viziose e partecipate mi sono guadagnato la benevolenza e l’amicizia di Leonardo Sciascia, il quale si è sempre divertito più con me e con i miei racconti di malostato e di malavita che con tanti virtuosi moralisti che lo infastidivano con le loro prediche.

 

Il generale De Lorenzo, dopo aver vinto il processo per diffamazione contro di me e Scalfari, mi mandò dei messaggi e mi venne a trovare a casa per lamentare le persecuzioni in atto contro suo figlio, che era nei carabinieri a cavallo e contro di lui si esercitavano le vendette dei nemici di suo padre.

 

EUGENIO SCALFARI

Andai a protestare da Luigi Gui, che era ministro della Difesa, senza molto successo, e cercai di aiutare per mio conto il figlio del generale, che querelava tutti quelli che parlavano male del padre. Arrivai quasi a rinnegare, testimoniando in tribunale, la mia inchiesta sul Piano Solo, ma i giudici non mi credettero, e quegli stessi giudici che avevano creduto al padre, condannando me e Scalfari, non credettero al figlio e lo condannarono. [...]

 

PAOLA FERRARI - lino jannuzzi

Il generale Mino, oltre al resto, voleva presentarmi Licio Gelli, il capo della P2, alla quale era iscritto e voleva che mi iscrivessi anch’io. Fissammo l’appuntamento a cena a casa mia al ritorno dalle vacanze, purtroppo il generale Mino precipitò con l’elicottero durante l’estate e proprio mentre sorvolava il Cilento, dove avevo il mio collegio elettorale, e dove mi aveva promesso una visita. Non so se dopo la cena con Gelli che non si è potuta fare mi sarei iscritto anch’io alla P2, ma non posso escluderlo.

 

Rividi Gelli più volte dopo la morte di Mino, ma, morto Mino, non mi offrì mai la tessera né mi rivelò mai cose particolarmente interessanti. Ho sempre sospettato che i segreti della P2 fossero delle bufale.

 

licio gelli 2

Con la mafia non c’è partita. Morto Sciascia, non è rimasto che Emanuele Macaluso che ne sa e l’ama più di me. E quello che ho saputo e che so di loro non l’ho appreso dalle fregnacce raccontate dai “pentiti”, ma dalle frequentazioni dirette e dalla mia appassionata partecipazione a quel mondo e a quella cultura, anche prima della mediazione di Sciascia.

 

Luciano Liggio mi mandava dal carcere le sue poesie e i suoi dipinti, ho vissuto due giorni e due notti alla Favarella, la splendida tenuta di Michele Greco il Papa, resa fertile per la produzione del mandarino tardivo dai molti cadaveri che vi sono sotterrati.

 

lino jannuzzi 4

Michele Greco mi ha scritto a lungo dal carcere e la moglie, una Ferrara che si credeva parente di Maurizio e di Giuliano, mi ha telefonato a lungo prima di morire. Ho frequentato a lungo Vito Ciancimino, nella sua bella casa di Roma, a due passi da piazza di Spagna, e fino a qualche giorno prima della morte, e ogni tanto mi sento col figlio, da cui i magistrati vogliono i soldi che non sono mai riusciti a sequestrare al padre.

 

Mi ha scritto fino al giorno prima di morire Cosimo Cirfeta, suicida con una bomboletta di gas fornitagli dall’amministrazione del carcere in cui era ristretto, il boss della Sacra Corona Unita che con il suo pentimento ha mandato in galera tutta la cupola della mafia pugliese (28 ergastoli e centinaia di anni di carcere), ed è stato creduto da decine di giudici e dichiarato attendibile in decine di sentenze, ma è stato imprigionato e processato per calunnia (ma assolto dopo che è morto) quando ha accusato di mentire – e di aver concordato tra loro le accuse – i “pentiti” che accusano Marcello Dell’utri.

 

leonardo sciascia

Ora mi telefona la sua donna, l’assistente sociale che l’ha visitato in carcere e che si è innamorata di lui, ricambiata, e l’ha aiutato a sopravvivere tutti questi anni, fino al “suicidio”. Ho partecipatoanche con Cirfeta e partecipo con la sua donna. E posso scrivere, quasi in solitudine, quello che scrivo perché ho sempre frequentato e frequento e domando e partecipo con chi sa e vive di persona i “segreti” di cui il giornalista va a caccia. E non ha niente a che fare con la partecipazione esterna alla mafia, o forse è molto di più.

 

Sarà per questa ragione che continuo ad avere querele, ed ormai ho più di una condanna passata in giudicato. E tuttavia Renato Farina deve essere radiato dall’albo dei giornalisti e io no.

 

2-ADDIO A LINO JANNUZZI

Giuliano Ferrara per “Il Foglio”

 

licio gelli 4

Silvia mi ha detto ieri della polmonite di Lino Jannuzzi, che gli è stata fatale a novantasei anni, oggi e lo ha portato via a lei, a Chantal, a Francesco e alla dolce Mariolina. Ho passato il pomeriggio a ascoltare la sua voce, dodici, quindici anni fa, a Radio Radicale, e ho provato una fortissima emozione.

 

Parlava del truce delitto giudiziario che fu il processo per l’assassinio di Paolo Borsellino, parlava della grottesca procedura d’accusa sulla trattativa stato-mafia, parlava dell’orrore dello stragismo corleonese e del tentativo in parte riuscito di aggredire e distruggere la classe dirigente italiana e una sfilza di generali e funzionari con imputazioni risibili e temerarie. Una rassegna piena di calore e intuito e fatti delle sue passioni e ossessioni civili.

 

giuliano ferrara

Ho pensato che in rarissimi casi, e forse quello di Lino è un caso unico, il movimento dell’intelligenza, lo spirito di avventura intellettuale e morale, il rischio della fantasia, il gusto sciasciano della letteratura come civiltà, stendhaliano nello stile e volterriano nell’ispirazione, hanno prodotto un effetto trascinante di verità e una ribellione così forte contro la stupidità.

 

Lino Jannuzzi era proprio una persona generosa, dava un meglio di sé che non era mai il primeggiare narcisista, era l’ironia, lo spirito caustico, il gusto della memoria, l’interpretazione della storia anche quando la storia andava sferzata e battuta come Machiavelli predicava della Fortuna, e reimmaginata con un talento che non ha eredi. Addio Lino.

eugenio scalfari massimo dalema e eugenio scalfarieugenio e simonetta scalfari Giovanni De Lorenzolino jannuzzilino jannuzzi 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO