gervaso feltri

"QUANDO MUORE UN AMICO CAPISCI CHE POI TOCCHERÀ PURE A TE" - FELTRI IN MORTE DI ROBERTO GERVASO: "UN FUORICLASSE DELLA PENNA. GLI AFORISMI DELLA STESSA QUALITÀ DI QUELLI DI LEO LONGANESI E DI OSCAR WILDE, AL QUALE ERA SOMIGLIANTE ANCHE SOTTO IL PROFILO ESTETICO. L' ELEGANZA DELLA SUA PROSA ERA IN SINTONIA CON QUELLA DELLA PERSONA. LE SUE BATTUTE FULMINANTI ARRIVAVANO NON SOLO AL CERVELLO MA ALLO STOMACO. L’ULTIMA VOLTA CHE L’HO VISTO ERA…"

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

 

VITTORIO FELTRI

Roberto Gervaso non c' è più ma rimane fra noi che lo abbiamo amato e stimato. Della sua dipartita e della sua vita si è già occupato con grande efficacia Francesco Specchia, e la mia chiosa sul defunto sarebbe superflua se non dovessi aggiungere che non avere più Roberto quale insigne collaboratore è una grave perdita non solo per noi di Libero, ma per tutti i lettori che trovavano nelle sue frasi motivo di soddisfazione e di conforto. Infatti Gervaso era un autentico fuoriclasse della penna, uno degli ultimi se non l' ultimo della genia giornalistica.

roberto gervaso

 

La sua carriera è stata luminosa. I suoi scritti, compresi quelli giovanili, sono pietre miliari. Ha stampato libri meravigliosi con e senza Indro Montanelli cui era legato da affinità elettive.

 

Quando si mise in proprio, qualcuno pensò che non sarebbe riuscito a permanere nel firmamento delle stelle più brillanti, e invece lui continuò a produrre delle perle. Le più fulgide, gli aforismi della stessa qualità di quelli di Leo Longanesi e di Oscar Wilde, al quale era somigliante anche sotto il profilo estetico. L' eleganza della sua prosa era in sintonia con quella della persona.

 

Capita a tutti di trapassare, è normale che sia accaduto pure a lui, giacché più che vecchi non si può diventare.

 

roberto gervaso

Eppure, se fossi il Padreterno, che talvolta mi illudo da cretino di essere, avrei tardato a convocarlo da Caronte, per non impoverire ulteriormente la categoria alla quale indegnamente appartengo.

 

Senza Roberto noi scribi siamo orfanelli sperduti in un mare di inchiostro, abbiamo smarrito un solido punto di riferimento, e siamo tristi poiché non abbiamo più neanche la possibilità di tentare di imitarlo. Io mi sono sempre considerato suo amico nonostante lo invidiassi per la classe dei suoi componimenti, mai banali, mai scontati e ogni volta acuminati come pungiglioni. Le sue battute fulminanti arrivavano non soltanto al cervello, che non tutti hanno o usano, ma altresì allo stomaco.

gianni de gennaro roberto gervaso (3)

 

Ti lasciavano di stucco, stordito. Egli sgorgava parole con lucida follia, in poche righe era capace di sintetizzare con divertimento concetti esistenziali complessi, e mai senza un tocco di ironia. Cominciò presto, in verde età, ad emergere fino a farsi notare da Indro Montanelli, che lo trascinò nel mondo delle lettere, dal quale Roberto ottenne molto lavorando sodo e con intelligenza, incline a imparare onde raffinarsi.

 

feltri 9

Lo conobbi molti anni orsono. Collaborava col Corriere della Sera e le sue interviste nervose ebbero un enorme successo. La bravura paga e incita a fare di più e meglio. Lui ha declinato il mestiere in ogni direzione: la stampa, la radio, la televisione e i libri, tanti libri, tutti godibili. Di tanto in tanto mi telefonava e ci scambiavamo battute divertenti. Mi mandava articoli vergati con stile garbato e ficcante.

Per me era una gioia nonché un vanto pubblicarli.

L' ultima volta che lo vidi fu alla stazione Centrale di Milano. Era su una carrozzella, evidentemente aveva difficoltà deambulatorie. Gli dissi scherzando che aveva trovato il modo per muoversi senza fatica. Mi rispose: è la prima tappa per raggiungere la bara. Caro Gervaso, eri formidabile. Il brutto è che, quando muore un amico, poi toccherà anche a te.

Roberto e Vittoria Gervaso enrico vanzina roberto gervasogervaso feltri

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…