giuseppe carboni antonio di bella fabrizio salini

RAI, DI TUTTO DI PUS – SALINI ALLA FINE CEDE E ANNUNCIA NOMINE IN ARRIVO ANCHE E SOPRATTUTTO PER I TELEGIORNALI. IN PRIMIS IL TG1: IL PD CHIEDE LA TESTA DI GIUSEPPE CARBONI E A SOSTITUIRLO POTREBBE ARRIVARE ADDIRITTURA ANTONIO DI BELLA – MA IL CASINO VERO È COME INCROCIARE I NOMI. SE COLETTA FREGASSE IL POSTO A TERESINA DE SANTIS A RAI1, L’INTERA RETE SAREBBE IN MANO AL PD. E ALLORA…

Goffredo De Marchis per “la Repubblica”

 

fabrizio salini foto di bacco

Al settimo piano di Viale Mazzini è arrivato il messaggio. L' amministratore delegato Fabrizio Salini torna sui suoi passi e annuncia una tornata di nomine che coinvolgerà non solo le reti ma anche i telegiornali. Compreso il boccone più ambito, quello che informa milioni di italiani ogni sera: il Tg1. Adesso comincia il difficile perché l' ad ha promesso di portare i nomi nel consiglio di amministrazione dell' 11 novembre, tra poco più di una settimana.

 

GIUSEPPE CARBONI

Bisogna riequilibrare le caselle, tenere conto dei nuovi assetti di maggioranza, subire o respingere le pressioni e dare più spazio al Pd, come ha reclamato a gran voce il partito in queste ore. «È cambiato il governo. La Rai non può essere la fotocopia di quella del governo giallo- verde», sono le parole che il segretario Nicola Zingaretti ha fatto arrivare all' orecchio di Salini. E non parlava delle reti ma dell' informazione del servizio pubblico in cui a farla da padrone oggi sono i 5 stelle, la Lega, in parte i renziani. Con il secondo partito dell' esecutivo relegato in un angolo.

 

GIUSEPPE CARBONI INTERVISTA BEPPE GRILLO

Com' è sempre successo, il possibile cambio al Tg1 ha motivazioni politiche ma i suoi fautori sono pronti ad argomentarlo anche con le difficoltà negli ascolti. Rispetto alla scorsa stagione l' edizione delle 20 perde in media un punto e mezzo. Oggi il Tg1 è guidato da Giuseppe Carboni che fu indicato a suo tempo dai grillini. Ma il Pd vuole che si cambi rotta.

 

fabrizio salini

giuseppe conte tg1 giorgino

Dovrà fare i conti con il Movimento, che potrebbe anche accettare l' idea di operare un cambio. Il punto è con chi. Salini non ama il gioco politico, non ne conosce le regole e da sempre ha preferito concentrarsi sul piano industriale, una rivoluzione per la tv di Stato, che è riuscito a condurre in porto dopo anni di stasi. Ma la Rai significa potere e assetti, quindi bisogna mettere le mani nel frullatore.

francesco giorgino

 

FRANCO DI MARE A UNOMATTINA

Alla poltrona di Carboni, come interni del Tg1, ambiscono Francesco Giorgino e Franco Di Mare. Il primo ha buoni rapporti con i grillini ma viene dal centrodestra. Non è un nome di garanzia per il Partito democratico. Non sarebbe affatto la svolta auspicata dal Nazareno. Su Di Mare non ci sono veti. Si sta muovendo anche l' ex presidente della Rai Monica Maggioni. Ma il nome forte resta quello di Antonio Di Bella, oggi direttore di Rainews24.

antonio di bella foto di bacco

 

stefano coletta

È un interno, conosce il mestiere e le dinamiche dei corridoi che tornerebbero utili in una redazione abbastanza spaccata. È gradito ai dem, ha rapporti buoni con i 5 stelle. Qui però inizia il rebus degli incroci. Salini vorrebbe promuovere a Raiuno Stefano Coletta, vicino al Pd, scalzando Teresa De Santis in quota leghista. Può Di Maio accettare che l' intera Raiuno sia in mano a Zingaretti?

teresa de santis

 

Per salvare il suo fiore all' occhiello Salini vorrebbe portare in Cda anche le nomine delle divisioni previste dal piano industriale. Macrodirezioni sui generi (Intrattenimento, Approfondimento, Informazione, Daytime, Primetime). Gli incroci aumentano, i guai pure. Chi vorrà fare il direttore di rete avendo un dirigente sopra? Si potrebbe allora avere la stessa persona per due poltrone: per esempio Coletta a Raiuno e Intrattenimento, o l' ex direttore generale Mario Orfeo a Raitre e Approfondimento. Sono ipotesi che circolano a Viale Mazzini.

fabrizio salini marcello foa

 

C' è comunque parecchia confusione. Salini è sempre imprevedibile, come lo sono le vicende della Rai. Ieri era molto determinato a cambiare i direttori dei telegiornali, cioè a giocare il match più delicato. Ma non è escluso un ripensamento di fronte a scogli troppo grandi.

tito stagno e fabrizio salini foto di bacco

carlo freccero (2)

In questo momento le certezze sono la conferma di Gennaro Sangiuliano al Tg2 e il ritorno di Antonio Marano a Raidue al posto di Carlo Freccero che porta a compimento il suo mandato. Oltre ad Alessandro Casarin, direttore delle Testate regionali.

Il resto è tutto in ballo: Raisport (per cui è in pole Andrea Vianello), il Tg3, i Giornali radio. Ma gli occhi sono tutti puntati sul Tg1. La caccia si concentra su quella poltrona. Da cui dipendono tutte le altre.

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?