askanews luigi abete

L’EDITORIA I GIORNALISTI SI PORTA VIA - ASKANEWS VUOLE LICENZIARE 23 GIORNALISTI (UN TERZO DELLA REDAZIONE). IL CDR CONTRO ABETE: "UNA FORZATURA INSPIEGABILE, CON IL VERDETTO DEL TRIBUNALE SUL CONCORDATO ANCORA PENDENTE" - INTANTO IL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE DI QN PREVEDE UN CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ SPROPOSITATO E 112 ESUBERI SU 283 REDATTORI (IL 39%) E I REDATTORI DE "IL GIORNO" PROCLAMANO DUE GIORNI DI SCIOPERO. AUGURI!

Comunicato del cdr del quotidiano “il Giorno”

 

Care colleghe, cari colleghi,

 

andrea riffeser monti

il Comitato di redazione de Il Giorno ha deciso di proclamare due giorni di sciopero nelle giornate di domenica 27 ottobre e lunedì 28 ottobre. Si tratta di una decisione irrevocabile dopo la presentazione del piano di riorganizzazione aziendale illustrato ieri a Bologna ai Cdr del Gruppo Poligrafici Editoriale (Il Giorno, Qn, il Resto del Carlino, La Nazione e Q.net), piano che segue giornate devastanti e di estrema difficoltà a seguito del varo della nuova grafica e della soppressione del Qs.

 

Purtroppo nelle ultime settimane ancora una volta abbiamo registrato la totale incapacità di organizzazione e strategia da parte dei vertici aziendali che sta provocando danni irreparabili alle nostre testate. Il piano di riorganizzazione prevede dal primo gennaio 2020 la richiesta di un contratto di solidarietà spropositato: 48 giorni all'anno concentrati in sei mesi, che di fatto sono otto giorni ogni mese, da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre, sia nel 2020 sia nel 2021. Oltre alla richiesta di uno smaltimento ferie forzato nei restanti sei mesi. L'Azienda vuole poi il mancato godimento delle corte durante i mesi di solidarietà.

 

qn la nazione il resto del carlino il giorno

Tutto questo metterebbe a rischio l'operatività delle redazioni e renderebbe impossibile la realizzazione dei giornali e dei siti web. Il piano, che prevede 112 esuberi su 283 redattori, potrebbe essere affiancato dall'accorpamento di edizioni e dalla chiusura di redazioni, oltre alla trasformazione dei colleghi della redazione di Roma in articoli 2.

 

ASKANEWS

I giornalisti del Gruppo sono stremati da una rivoluzione grafica che ha impoverito il giornale, aggravato i carichi di lavoro, affamato collaboratori e corrispondenti, alcuni dei quali non raggiungeranno il tetto minimo dei pezzi. Questi drastici cambiamenti hanno, inoltre, provocato le proteste di tantissimi storici lettori. Nella realizzazione di questa nuova grafica i giornalisti non sono stati coinvolti e i risultati si vedono: pagine non chiare, articoli illeggibili per la diminuzione della dimensione dei caratteri e contenuti molto più scarsi, che rischiano di impoverirsi ulteriormente per il taglio dei fotografi.

 

Il Cdr è molto preoccupato per come viene gestita l'Azienda e per le ricadute di queste decisioni scellerate sui nostri giornali, senza proporre ai tavoli sindacali progetti alternativi ad esempio di sviluppo dei portali internet e dell'informazione digitale. Dai manager del Gruppo continuano ad arrivare solo poche idee e molto confuse per tagliare i nostri stipendi. Da oggi in poi saremo impegnati nel pubblicizzare la malagestione delle nostre storiche testate in tutta Italia con assemblee e comunicati stampa, fino a quando dalla Poligrafici Editoriale, gestita dal presidente degli editori della Fieg Andrea Riffeser Monti, non arriveranno idee e progetti all'altezza della storia delle nostre testate, del nostro lavoro e del rispetto dei nostri lettori.

askanews

 

Cordiali saluti

 

Il Cdr de Il Giorno

 

Comunicato del cdr di Askanews

luigi abete

Askanews vuole licenziare 23 giornalisti. Con una forzatura inspiegabile, mentre era in corso un confronto con la rappresentanza sindacale interna, l'azienda ha comunicato oggi l'apertura della procedura di licenziamento collettivo. E questo quando ancora è pendente il verdetto del tribunale sul piano di concordato presentato dalla stessa azienda. Per l'ennesima volta, quindi, l'editore Luigi Abete, decide di scaricare sui lavoratori il peso di difficoltà economiche e di scelte gestionali discutibili e oggi, dopo anni di cassa integrazione, ha deciso di mandare a casa un terzo della redazione.

 

ASKANEWS

Il Cdr di Askanews denuncia l'atteggiamento irresponsabile dell'azienda e insieme ai giornalisti metterà in campo tutte le iniziative necessarie a contrastare i licenziamenti. Allo stesso tempo chiede che tutte le istituzioni politiche ed economiche si attivino per cercare di riportare Abete e l'azienda sul terreno della ragionevolezza, per trovare gli strumenti che consentano di superare questa ennesima fase di crisi senza fare "macelleria sociale".

 

il Cdr

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