stefania sandrelli e catherine spaak io sono curiosa

VIDEO! “IO E CATHERINE SPAAK NUDE NELLA VASCA? FU LIBERATORIO. IO LE DISSI: "DOBBIAMO SPOGLIARCI?”. E LEI, "BEH MA IL BAGNO COME LO FAI? MI FIDAI. FECI BENE” – STEFANIA SANDRELLI: “IL GIORNO DOPO LA SUA MORTE SONO STATA MALE FISICAMENTE, AVEVO UN VUOTO DENTRO. CATHERINE AVREBBE POTUTO FARE DI PIÙ AL CINEMA” – DUSTIN HOFFMAN OGNI TANTO TOCCAVA IL SEDERE DI QUALCHE SARTA O PARRUCCHIERA. MI FACEVA MOLTO RIDERE" – "LA CHIAVE" DI TINTO BRASS, VANZINA, MONICELLI E IL SET DI “BRANCALEONE ALLE CROCIATE”: “MAI AVUTO PROBLEMI, SONO CRESCIUTA TRA I MASCHI…” – VIDEO

 

Arianna Finos per “la Repubblica - Robinson”

 

stefania sandrelli io sono curiosa

Sul set ho sempre portato con me risata e dolore, una fusione di stati d'animo che mi consentiva di lasciarmi andare. Fin da Divorzio all'italiana, un gioiello che racchiudeva la tinta fosca e il ridicolo, il dramma e la piccineria umana. Avevo 17 anni, nel 1961 ed ero incantata da una sceneggiatura perfetta e da un regista, Pietro Germi, che rideva, piangeva, cantava, si entusiasmava e s' arrabbiava guardando attraverso l'obiettivo. Seguirlo era come seguire uno spartito, mettere in scena una coreografia».

 

stefania sandrelli e catherine spaak io sono curiosa

Il propellente della commedia all'italiana ha lanciato Stefania Sandrelli attraverso mezzo secolo di cinema, superando decenni, generi, generazioni di autori. Il Festival de la Comédie di Montecarlo, diretto da Ezio Greggio, ora le consegna un premio e l'attrice festeggia, con l'entusiasmo che a 75 anni l'accompagna, a parte certi piccoli sfoghi sulle angosce e i problemi che la vita non le risparmia.

 

Com' era da ragazzina?

stefania sandrelli io sono curiosa 4

«Sono cresciuta tra sette maschi, ma ero io quella autorevole, a cui il nonno fiorentino consegnava il soldone per comprare i "chicchi", i dolci per tutti. Mi dava la responsabilità di andare in quel bellissimo negozio gestito da una vecchina dolce.

 

Mi consideravo una regina, ma non mi prendevo sul serio. Ero una bimba vivace, ridevo tanto con le amiche, che però mi facevano anche soffrire, dovevo cambiare strada per non vederle, se troncavamo».

 

Quanto era importante l'allegria sul set?

«Fondamentale, anche perché allora i set erano faticosissimi. Quando mi chiedono a cosa ho rinunciato per il lavoro beh, rinunciavo a ridere. Ogni volta che finivamo una scena ero sull'orlo del riso. In quella della gelateria di Divorzio non sono riuscita a nasconderlo.

 

stefania sandrelli catherine spaak io sono curiosa 22

Andavamo a fare il teatrino per il paese, papà Saro Urzì chiedeva a Buzzanca, il fratello geloso e scemotto che gelato volesse e lui, che aveva la febbre al labbro biascicava "oh io al pistacchio". Il padre si arrabbiava, gli buttava il gelato sui denti, "stunk", io ridevo come una matta, Lando se lo ricorda ancora.

 

Al decimo ciak ho dovuto nascondere la bocca dietro il gelato. Germi s' arrabbiava. E pure Scola, ricordo, in una scena con Gassman che raggiungeva me e Manfredi davanti alla scuola, ridevamo troppo sfacciatamente.

 

Per tacere della scena alla trattoria della mezza porzione. Ma come si fa a resistere a dialoghi così? Con Bertolucci giravo Il Conformista, durante la cena con le bacchette, me ne cade una e inizio a ridere, lui non dà lo stop e io fingo di essere ubriaca, poi mi alzo. La scena è nel film».

 

Tra i registi chi la faceva ridere di più?

dustin hoffman stefania sandrelli 33

«Bernardo era allegro. E Roberto Benigni, in Il piccolo diavolo, mi fece preparare un posto speciale per assistere al défilé in chiesa, esilarante. I registi migliori erano quelli che godevano quando ridevo, era una manifestazione che apprezzavo, Roberto era tra questi».

 

E tra gli attori?

«Ho lavorato con i giganti. Sordi, Tognazzi, Manfredi, Gassman, Villaggio. Mica facile tenere loro testa. Ma mi va di ricordare Dustin Hoffman».

 

Non il primo nome che viene in mente. "Alfredo Alfredo"?

«Sì. Di Dustin dicevano che fosse un po' grossier, ogni tanto toccava il sedere di qualche sarta o parrucchiera ed erano urtati. Io non mi sono accorta di nulla. Mi sembrava toscano, come me, mi faceva molto ridere. E ricordo che aveva appena fatto Il laureato, per me era un mito.

 

Tra l'altro su quel set aspettavo un figlio, con mio marito dovemmo spostare le nozze a fine film. All'inizio dovevo fare entrambi i ruoli femminili, Caterina e Maria Rosa.

sandrelli hoffman

Quando gli dissi che non potevo girare - i suoi set erano faticosi e incinta non mi avrebbero assicurato - si inginocchiò, pianse "ti scongiuro".

 

Tirò fuori il contratto con Hoffman e scoprii che il mio nome faceva parte dell'accordo. Così mi diede solo un personaggio. Nessuno doveva sapere che ero incinta, tranne Hoffman.

Nelle scene dei baci gli dicevo "Attento a come ti muovi che mio marito viene e fa uno scandalo". Poi Dustin conobbe la famiglia, adorava "Amandina", che gli dava i giocattoli in testa...ma mi ha sempre rispettato».

 

stefania sandrelli 33

Catherine Spaak aveva rivelato le difficoltà sul set molto maschile di "L'armata Brancaleone". Lei fece il sequel, "Brancaleone alle crociate".

«Mai avuto problemi, ma sono cresciuta tra i maschi, so far valere la mia voce, e Monicelli apprezzava il carattere. Tra fata e strega non ho dubbi: in quel film ero la strega che tutti riempivano di improperi e veniva bruciata. In quella scena mi intossicai un po' per davvero».

 

Con la Spaak eravate amiche?

«Il giorno dopo la sua morte sono stata male fisicamente, avevo un vuoto dentro. Catherine avrebbe potuto fare di più al cinema. La conobbi quando registrò un disco con Gino Paoli (il 45 contiene Perdono e Tu ed io, 1962). L'ho seguita negli anni, è stata brava nel reinventarsi in tv, con trasmissioni eleganti, importanti per le donne. Ogni volta che chiamava correvo, sapendo che sarebbe stata una cosa di qualità».

 

stefania sandrelli

Nei giorni scorsi è tornata online l'intervista che la Spaak le fece nella vasca da bagno. Nel doc "Sex Story" Cristina Comencini cita la scena come emblema di liberazione, "immagine del divertimento, di quella frenesia che abbiamo conosciuto tutte noi all'epoca".

«È vero, fu liberatorio. Catherine venne a casa, vide il mio bagno tutto in boiserie, accogliente: "Ci facciamo il bagno?". Ci pensai un po'. "Nude?". E lei, "beh ma il bagno come lo fai?" Mercanteggiammo sulla nudità, anche lei non era un'attrice ansiosa di spogliarsi, e mi fidai. Feci bene».

 

Al cinema la sua svolta sul nudo è stata "La chiave" di Tinto Brass.

catherine spaak stefania sandrelli io sono curiosa

«Una sfida con l'età. Avevo superato i quarant' anni, non ero più di primo pelo e si vede. Il fisico era tonico, ho fatto danza da ragazza, sono attiva, ma era quello di una donna della mia età. Un fisico naturale, che non mi vergognavo di esporre.

 

Che non fossi malaccio lo sapevo da quando avevo portato il mio bikini da Viareggio per la scena di Divorzio all'italiana. Ma sapevo però che se mi fossi denudata gratuitamente in un film avrei poi dovuto farlo spesso, funziona così nel cinema. Allora l'ho evitato, è stato uno slalom nella carriera. La scelta di La chiave non fu a tavolino, ma spontanea...Ed era diverso dal filone di Pierino e le pernacchie».

 

C'è poi stata un'altra generazione di registi di commedia, da "Eccezzziunale...veramente" a "Vacanze di Natale".

«Ricordo pareri discordi anche tra le persone che si occupavano di me. Conoscevo Enrico Vanzina, uscivamo, ridevamo, tante cene. Eccezzziunale lo presi davvero come un'occasione. Ero consapevole che non fosse il set di Germi o Scola, ma la parrucchiera di quel film era un personaggio delizioso.

catherine spaak io sono curiosa 11

 

Non ho mai ragionato in termini di serie A e film minori. Se c'era amicizia, stima e una buona sceneggiatura non discriminavo. Quella di Vacanze di Natale era deliziosa. Stupenda quella di Mignon è partita, anche se a conquistarmi furono le lettere scambiate con Francesca Archibugi. Ho sempre scelto in libertà».

STEFANIA SANDRELLI 19

 

Cosa la fa ridere oggi?

«Sono tempi difficili, il Covid, la guerra. E sono preoccupata per i giovani, per la mia nipotina. Mi ha appena fatto sorridere il video che mi ha mandato Giovanni (Soldati, il suo compagno, ndr) in cui cammina di nuovo, dopo un periodo durissimo. Ogni giorno cerco di trovare la forza nel sorriso, come tutti noi».

stefania sandrelli sedotta e abbandonataamanda sandrelli gino paolialberto sordi stefania sandrelli quelle strane occasionistefania sandrelli sedotta e abbandonata amanda stefania sandrelli stefania sandrelli d'annunzio di sergio nasca stefania sandrelli 3stefania sandrelli la moglie ingenua, il marito malatostefania sandrelli marzio honorato una donna allo specchio stefania sandrellistefania sandrelli nino manfredi c'eravamo tanto amatiSTEFANIA SANDRELLI E RENATO POZZETTO SUL SET DI LEI MI PARLA ANCORAstefania sandrelli la chiavestefania sandrelli la chiave 12stefania sandrelli la chiave 2stefania sandrelli la chiave 2stefania sandrelli la chiave stefania sandrelli la chiave 3sandrelli proiettistefania sandrellistefania sandrellistefania sandrelli ugo tognazzi dove vai in vacanza sandrelli proiettistefania sandrelli e frank finlay la chiavestefania sandrelli la chiave 3stefania sandrelli la chiave 2stefania sandrelli stefania sandrelli gianni cavina una grande famiglia

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…