twin towers 11 settembre undici

LE AGGHIACCIANTI MEMORIE DI JUDY MELINEK, MEDICO LEGALE CHE IDENTIFICO’ I RESTI DELLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE - “HO SCHEDATO E ANALIZZATO QUALUNQUE POTENZIALE RESTO UMANO GRANDE COME UN POLLICE. TUTTO POTEVA CONSERVARE UN’INFORMAZIONE UTILE A IDENTIFICARE UNA VITTIMA” – LE FOTO DELLA DEL 13ESIMO ANNIVERSARIO

“Vidi l’orrore dell’11 settembre in 598 frammenti di corpi”

Il racconto del medico forense nel team che identificava le vittime “Lavoravamo come macchine, poi un dettaglio mi ricordò mio marito...”

tredicesimo anniversario 11 settembre 9tredicesimo anniversario 11 settembre 9

 

Paolo Mastrolilli per “La Stampa

 

«E poi, in mezzo a quel caos, la paura, l’incertezza, ci dissero che i resti delle vittime da identificare non arrivavano ancora, perché a Ground Zero stavano facendo le analisi per verificare se i terroristi avevano usato armi biologiche». Nessuno ha vissuto l’11 settembre 2001 come Judy Melinek.

 

Quando Al Qaeda colpì le Torri Gemelle, lei era entrata da due mesi nel New York City Office of Chief Medical Examiner. Avendo scelto di fare il medico legale, si aspettava autopsie raccapriccianti, «ma nulla avrebbe potuto prepararmi all’orrore di quel giorno, che ci ha cambiati tutti per sempre». Ora quella terribile memoria è scritta nel suo libro «Working Stiff», appena uscito negli Usa.

tredicesimo anniversario 11 settembre 8tredicesimo anniversario 11 settembre 8

 

Che cosa ricorda di quella mattina?

«Stavo arrivando in ufficio, quando notai un aereo che volava molto basso. Ci feci caso, ma senza prestare troppa attenzione. Quando arrivai alla mia scrivania vidi le tv accese sul disastro, e capii subito che cosa era successo».

 

Eravate l’epicentro di quello che avreste battezzato poi come il DM01, Disaster Manhattan 2001. Cosa successe in quei minuti?

«Prima di tutto paura, per noi stessi e per le nostre famiglie, come ogni abitante di New York. Poi una riunione, in cui ci informarono di cosa avremmo dovuto fare».

tredicesimo anniversario 11 settembre 7tredicesimo anniversario 11 settembre 7

 

Ci può spiegare cos’era la «regola del pollice»?

«Dovevamo identificare i resti delle vittime, ma sarebbe stato un lavoro come nessun altro prima. I morti potevano essere anche ventimila, e non dovevamo aspettarci cadaveri interi. L’istruzione era quella di schedare e analizzare qualunque potenziale resto umano grande come un pollice. Tutto poteva conservare un’informazione utile a identificare una vittima».

 

Come procedevate?

«I soccorritori raccoglievano a Ground Zero i resti da quella che avevamo chiamato la “pile”, e li portavano da noi. Ogni medico apriva le body bag e prendeva i frammenti, a volte solo pezzetti di ossa. Li catalogava, e cercava di estrarre il Dna, le impronte digitali se erano rimaste le dita, o qualunque altro indizio».

 

tredicesimo anniversario 11 settembre 64tredicesimo anniversario 11 settembre 64

Il suo primo frammento fu il numero DM01000041. Sa chi era?

«Era rimasto solo un torso con la testa schiacciata. So chi era, ma nel libro ho cambiato nomi e identificativi, per proteggere le famiglie e me stessa».

 

Descrive un episodio, però, in cui crollò.

«Prima o poi, è successo a tutti noi nel Medical Examiner. Dovevamo funzionare come macchine, per essere efficienti, mettendo da parte ogni emozione. Là fuori c’erano famiglie che dipendevano da noi per conoscere la sorte dei loro cari, nulla poteva fermarci. Non guardavamo neppure i manifesti degli scomparsi, per non lasciarci influenzare. Poi però ti capitava un dettaglio che ti faceva crollare. Nel mio caso fu un anello indossato da un pompiere. Dal poco che restava di lui, perché aveva ancora il giubbotto e da dietro sembrava normale, ma davanti aveva il petto dilaniato. Era un tradizionale anello matrimoniale irlandese, un Claddagh, come quello che portava mio marito T. J. Pensai a lui, fu una reazione istintiva, scoppiai a piangere e scappai».

tredicesimo anniversario 11 settembre 63tredicesimo anniversario 11 settembre 63

 

Quanti resti ha esaminato?

«Io 598, su un totale di 19.956. La media di tutti i colleghi».

 

Ha incontrato i famigliari delle vittime che ha identificato?

«Nei normali casi forensici, dove bisogna determinare la causa del decesso, contattiamo i famigliari per avere informazioni che possono aiutare. Nel caso dell’11 settembre, però, non era necessario. Le cause del decesso erano note e il nostro compito era solo identificare le vittime. I famigliari erano assistiti da psicologi, e i campioni che portavano arrivavano a noi per via indiretta, per non compromettere la nostra efficienza. Ho incontrato i famigliari qualche tempo dopo, quando l’emozione era diminuita, ed è stata un’esperienza difficile ma utile. Io ho spiegato la complessità scientifica del nostro lavoro, e perché è stato così lungo; loro mi hanno fatto capire quanto fosse importante avere almeno un frammento, una certezza sulla sorte dei loro cari. Nulla potrà mai riparare il danno provocato dall’11 settembre, ma questo contatto umano ci ha aiutato ad affrontarlo».

tredicesimo anniversario 11 settembre 62tredicesimo anniversario 11 settembre 62

 

Lei fece anche l’autopsia di Kathy Nguyen, la prima vittima dell’antrace. A cosa pensò in quei momenti?

«Alla nostra fragilità. Non sapevamo cosa stesse accadendo, e anche una persona così, senza legami politici, poteva essere colpita. Non era più contagiosa, perché gli antibiotici che le avevano dato avevano eliminato l’antrace, ma era morta per i danni devastanti subiti dal suo corpo».

 

Eppure la sera lei tornava a casa, e giocava con suo figlio Danny.

«Era indispensabile. Separare, per sopravvivere».

 

Ora lei ha lasciato New York e continua a fare il medico legale in California: è scappata dal ricordo dell’11 settembre?

tredicesimo anniversario 11 settembre 61tredicesimo anniversario 11 settembre 61

«Ho ricevuto una proposta interessante e sono andata».

 

Non ha l’impressione che il mondo sia diventato più pericoloso?

«I decessi per incidenti e omicidi in realtà stanno diminuendo, mentre aumentano quelli per cancro. È solo che attraverso i media siamo più coscienti dei pericoli. Qui in California non ci sono i grattacieli di New York che i terroristi avevano preso di mira, ma viviamo con l’incubo del terremoto. È la nostra dimensione, la fragilità. Basta saperlo e difenderci col buonsenso».

tredicesimo anniversario 11 settembre 60tredicesimo anniversario 11 settembre 60

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO