il tassista giovanni carrera 1

CHE DIO TASSISTA - UN'INTERCETTAZIONE INCASTRA GIOVANNI CARRERA, 68ENNE TASSISTA DI CREMONA, ACCUSATO DI AVER SPINTO GIÙ DALL’AUTO UN 27ENNE, CHE FINÌ IN COMA DOPO AVER BATTUTO LA TESTA - AL TELEFONO L'UOMO DICEVA: "IL PM MI HA DETTO CHE LE CONDIZIONI DEL RAGAZZO SONO MOLTO GRAVI. BENE, COSÌ NON PUÒ RACCONTARE LA SUA VERSIONE. È UNA COSA POSITIVA" - L'UOMO È AGLI ARRESTI DOMICILIARI. LA NOTTE DI NATALE SCOPPIÒ UNA LITE PER 10 EURO E ORA IL GIOVANE HA DANNI GRAVISSIMI…

Francesca Morandi per www.corriere.it

 

il tassista giovanni carrera 2

«Il pm mi ha detto che il ragazzo è a casa, non è più in ospedale, ma le sue condizioni di salute sono ancora molto gravi. Bene, così non può raccontare la sua versione. È una cosa positiva».

 

Non sapeva di essere intercettato Giovanni Carrera, 68 anni, da oltre trenta tassista molto noto a Cremona. Un tassista «cinico» per dirla con la Squadra Mobile. Già indagato a piede libero, dopo quella telefonata choc fatta il 7 febbraio scorso, subito dopo l’interrogatorio in Procura, Carrera mercoledì è finito agli arresti domiciliari per sequestro di persona e lesioni personali gravissime a Luca, 27 anni, la notte di Natale volato dal taxi van lanciato a forte velocità, caduto a faccia in giù, ridotto in coma da un trauma alla testa.

 

il tassista giovanni carrera 1

La lite per 10 euro

E tutto per 10, maledetti, euro. Luca è stato dimesso dall’ospedale, ma la ripresa è lenta. La vista è compromessa, non distingue una biro. Di «futili motivi», di «ripicca» verso «il malaugurato passeggero» messo in una condizione di «estremo pericolo» da un tassista, «il cui servizio dovrebbe caratterizzarsi per profili di particolare pacatezza, disponibilità e addirittura sicurezza dei trasportati», parla il gip Pierpaolo Beluzzi nella durissima ordinanza di custodia cautelare, motivata «dall’attuale e concreto pericolo» che il tassista reiteri il reato, «anche – e soprattutto – con il pericolo di gravi danni all’incolumità fisica delle persone».

 

La corsa e il bancomat

taxi 1

Secondo la ricostruzione degli uomini del commissario capo Marco Masia, la notte di Natale è andata così. Dopo aver cenato con due amiche alla Chiave di Bacco, in piazza Marconi, alle 3,30 Luca ha chiamato un taxi.

 

I tre giovani volevano andare all’hotel B&B, in via Mantova. È arrivato Carrera. Davanti all’albergo è nata una discussione sul pagamento della corsa: 20 euro in tutto. Luca ne aveva 10. Voleva saldare con il bancomat, ma Carrera non aveva il pos. Non lo ha mai avuto.

 

taxi 3

Il «sequestro» nel Van

Nel van è scoppiata una lite: le ragazze, spaventate, sono scese. Il tassista è ripartito a forte velocità con il portellone aperto e con sopra Luca. Ha imboccato strade contromano a forte velocità, come risulterà dalle telecamere esaminate dalla polizia.

 

Carrera voleva portare il cliente al bancomat, oppure riportarlo in piazza Marconi. Luca era in pericolo su quel taxi, una mina vagante. «Non mi fa scendere», ha detto alle amiche che lo hanno chiamato al cellulare.

 

taxi 2

Cinquanta metri dopo, lo schianto a terra, in via Mantova, nei pressi della Credem. E solo cinque minuti dopo, Carrera è tornato, trovando Luca a terra, in un lago di sangue. Lo ha preso di peso e lo ha trascinato sul marciapiede. Grazie a un passante, ha chiamato il 118.

 

Le accuse a Giovanni Carrera

Il 7 febbraio scorso, il tassista è salito in Procura accompagnato dall’avvocato Paolo Bregalanti. Davanti al pm Messina si è difeso per oltre un’ora. «Le ragazze sono scese, il giovane è rimasto su. Eravamo d’accordo di andare al bancomat. Sono partito, ho dato un colpetto ai freni. Di solito il portellone si chiude. Non si è chiuso. Dopo 5-10 metri mi sono fermato, sono sceso e l’ho chiuso. Andavo pianissimo.

 

polizia 1

Il ragazzo ha ricevuto una telefonata. Ho l’impressione che l’amica gli abbia detto: “Scendi”. Mi sono voltato, non c’era più. Secondo me, aveva già aperto il portellone, probabilmente non ha centrato il predellino ed è caduto. Sono tornato dopo poco per assicurarmi che avesse raggiunto l’albergo. È arrivato un ragazzo, gli ho detto di chiamare il 118».

 

Ma la sua verità non trova riscontro nell’attività investigativa. In particolare, alla polizia non risulta che Carrera si sia fermato a chiudere il portellone nel punto indicato. «La sua versione è incompatibile con i tempi di percorrenza del taxi dall’hotel fino al luogo dell’incidente».

 

Non solo. Sono in corso accertamenti per verificare se nel sollevarlo di peso, trascinandolo sul marciapiede, Carrera abbia ulteriormente aggravato le condizioni del giovane.

 

Le intercettazioni

IL commissario capo Marco Masia

Subito dopo l’interrogatorio, Carrera si è attaccato al telefono. «Ho saputo dal pm che il ragazzo è a casa, ma sta male. Bene, è una cosa positiva». Nel pomeriggio di ieri, la Squadra Mobile si è presentata a casa di Carrera e gli ha notificato l’ordinanza di custodia cautelare.

 

Osserva il gip Beluzzi: «Emerge con evidenza l’assoluta futilità dei motivi, rappresentati dalla mancata accettazione del pagamento della risibile somma di 10 euro a mezzo di carta elettronica, che vanno ad evidenziare l’incontrollato stato di irascibilità dell’indagato, pronto ad adottare condotte violente ed estremamente pericolose per l’altrui incolumità solo per una sorta di “ripicca” verso il malaugurato passeggero, che si trovava nell’impossibilità di saldare completamente – per una parte irrisoria – il corrispettivo per la corsa (e sarebbe stato sufficiente entrare nell’hotel B&B, e avuta conferma della registrazione), avere tutte le garanzie per risolvere tranquillamente la questione anche solo con un impegno di lasciare la somma il mattino seguente presso la portineria.

 

Tale mancanza di controllo dei propri impulsi, e per di più collegata alla sua attività di servizio – che al contrario proprio in quanto collegata ad un servizio pubblico, dovrebbe caratterizzarsi per profili di particolare pacatezza, disponibilità e addirittura ‘sicurezza’ dei trasportati – va a rappresentare un rilevante, attuale e concreto pericolo per la reiterazione in fatti reato della medesima indole per i quali si procede , anche – e soprattutto – con il pericolo di gravi danni all’incolumità fisica delle persone».

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...