anis amri morto

CHI SONO I CONTATTI ITALIANI DI ANIS AMRI? IL TERRORISTA TUNISINO AVEVA FALSI DOCUMENTI RILASCIATI DA UNA QUESTURA SICILIANA - IL NOME DI AMRI, PRIMA E DOPO LA STRAGE, TORNA IN UN’INDAGINE SU UNA RETE DI TRAFFICANTI INTERNAZIONALI DI STUPEFACENTI. C'E' UN NUOVO ASSE TRA DROGA E JIHAD?

ANIS AMRIANIS AMRI

Giuliano Foschini e Massimo Pisa per la Repubblica

 

Un permesso di soggiorno italiano falso, esibito a un controllo nel Nord Westfalia. Contatti diretti e indiretti con un gruppo di persone sotto indagine per traffico internazionale di stupefacenti. Soldi mandati a casa per convincere il nipote ad arruolarsi nell’esercito della Jihad. Anis Amri non era un fantasma per l’Italia. La sua storia non si era esaurita nelle carceri di Catania e Palermo. Ma più passano le ore e più gli investigatori si convincono che il terrorista tunisino continuasse a essere legato con un filo all’Italia. Quello stesso filo che in queste ore si sta cercando di riannodare.

ANIS AMRIANIS AMRI

 

Un primo punto di partenza è il permesso di soggiorno che Amri esibisce a un normale controllo di polizia nel Nord Westfalia qualche settimana prima di piombare con un tir sul mercatino di Natale di Berlino. È un documento rilasciato da una questura siciliana e gli riconosce lo status di rifugiato.

 

È un falso, hanno accertato ora gli investigatori tedeschi. Sul documento c’era una foto vera e uno degli alias che Amri utilizzava per nascondere le sue vite: nell’ultimo anno e mezzo il terrorista si è trasformato in Amri Zaghloul, egiziano classe 1995, Ahmad Zarzour, libanese, Ahmed Almasri egiziano di Iskandaria o di Alessandria a seconda del documento fasullo; Mohammed Hassa, egiziano di Cafrick. Una strategia che gli ha permesso di eludere sistematicamente i controlli tedeschi, che lo conoscevano e che a novembre avevano ricevuto anche un nuovo alert dai servizi egiziani. Il punto però è un altro: chi formava i documenti falsi ad Amri? Chi gli aveva dato quel permesso falso di soggiorno siciliano?

anis amri dopo l attentato a berlino  3anis amri dopo l attentato a berlino 3

 

Una copia del documento falso annotato in Germania dovrebbe essere in Italia nelle prossime ore. A disposizione così dell’Antiterrorismo che ha in piedi, in questo momento, almeno tre indagini sul business dei documenti falsi: una è in Sicilia. Una seconda in Puglia, attorno al Cara e al porto di Bari. E infine a Roma, base di partenza e di arrivo. È qui che si cercherà chi ha fornito i documenti falsi ad Amri. Partendo da un dato non irrilevante.

 

IL CAMION  GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINOIL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINO

Il nome del tunisino, prima e dopo la strage, torna in un’indagine molto delicata, condotta da una procura del centro Italia, su una rete di trafficanti internazionali di stupefacenti. Alcuni di essi hanno avuto contatti, diretti e indiretti, con il terrorista tunisino ai tempi della carcerazione. Ma evidentemente il filo non si è spezzato. Qualcuno in Italia sapeva di Berlino? Chi ha offerto al ragazzo supporto logistico ed economico? Che collegamento c’è tra la droga e il terrore?

 

IL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINOIL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINO

Gli investigatori italiani hanno chiesto in queste ore informazioni ai colleghi tunisini sull’arresto di tre persone legate ad Anri. Uno, in particolare: il nipote. Il ragazzo farebbe parto di una cellula terroristica e — così come raccontano alcune agenzie di stampa arabe — avrebbe comunicato via Telegram con lo zio prima della strage.

 

Amri gli avrebbe inviato anche denaro attraverso money transfer e fornito un’identità falsa affinché lo raggiungesse in Germania. Di tutto questo non è però stata informata la polizia italiana. Che, dalla mattina del 23 dicembre, notte e giorno, è al lavoro, con gli agenti della Digos di Milano, per ricostruire la fuga di Amri.

 

Ieri dalla Francia è arrivata una conferma: il ragazzo è passato da Lione prima di arrivare in Italia. Le telecamere francesi lo hanno inquadrato giovedì scorso, nella stazione Part-Dieu di Lione. Lì ha comprato in contanti un biglietto con destinazione Milano, via Chambery. Il tunisino è sceso dal Tgv a Torino dove è rimasto per tre ore per poi proseguire verso la stazione Centrale di Milano.

LA PISTOLA DI ANIS AMRILA PISTOLA DI ANIS AMRI

 

Qui è stato ripreso da una telecamera alla stazione Centrale, poco prima dell’una. Poi stazione ferroviaria e metropolitana di Sesto San Giovanni, alle 2.58. Sbarca da un treno in arrivo da Torino e prende un mega bus, piuttosto vecchiotto, che percorre in superficie le fermate della linea rossa della metropolitana, ferma durante la notte. Tra le due stazioni, quale percorso ha fatto?

 

Sinora, nessun riscontro attendibile sposta la prima ipotesi di lavoro, e cioè che il terrorista sia andato a piedi sino in piazza Lima. Resta poi un’altra domanda: perché Sesto? Qualcuno, a favore delle telecamere, ha raccontato di averlo visto, ma ogni volta che la polizia ha controllato, la segnalazione s’è rivelata fasulla. Sino a questo momento, non esistono attendibili riscontri delle presenza di Amri a Milano, nelle sue periferie, nei paesi dell’ex cintura industriale. Amri c’era. Ma sembra non esserci mai stato.

IL CADAVERE DI ANIS AMRIIL CADAVERE DI ANIS AMRI

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”