assembramenti risse milano

CIME DI RAPPER – FINISCONO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI NEIMA EZZA E BABY GANG, I DUE RAPPER COINVOLTI NELLA MAXI RISSA DI SAN SIRO, A MILANO: DURANTE LE PERQUISIZIONE DEGLI AGENTI A CASA HANNO FILMATO TUTTO, SBEFEGGIANDO I POLIZIOTTI PER POI PUBBLICARE LE IMMAGINI SU INSTAGRAM – ESPLODE L’ALLARME PERIFERIE A MILANO DOVE LA RABBIA E FRUSTRAZIONE DI QUESTI RAGAZZI DI SECONDA GENERAZIONE FANNO TEMERE L’EFFETTO BANLIEUE… - VIDEO

Cesare Giuzzi per "www.corriere.it"

 

assembramenti e risse tra ragazzini milano 9

Mentre gli amici lanciano pietre e bastoni contro la polizia, Kazir Siffedine, in arte Zefe, 20 anni, rapper marocchino, impugna un machete e lo sventola in direzione degli agenti. Aveva l’obbligo di dimora a Novara arrivato dopo la maxirissa del 27 settembre quando nella città piemontese era rimasto gravemente ferito un ragazzo. Una settimana fa Zefe era a Milano, nel cuore del quartiere popolare di San Siro, insieme ad altri 300 ragazzi per le riprese di un video musicale. Insieme a loro, i rapper 19enni Neima Ezza (Amine Ez Zaaraoui) e Baby Gang (Zaccaria Mohuib), che incitavano la folla: «Oh raga se arrivano gli sbirri nessuno scappa».

 

Una scena di guerriglia che ha fatto esplodere l’allarme periferie a Milano. Polveriere popolari dove ragazzi di seconda generazione cresciuti tra case Aler. Lockdown e violenza oggi fanno temere l’effetto banlieue. Perché sono una trentina i giovani, tra maggiorenni e minorenni, arrestati o collocati in comunità dalla magistratura milanese dalla fine di gennaio. Gang di ragazzi, italiani e stranieri, accusati di rapine, aggressioni, pestaggi e violenze. Un’escalation che preoccupa gli inquirenti perché le restrizioni della pandemia sembrano aver acuito il disagio sociale e l’aggressività soprattutto tra i giovanissimi provenienti da contesti disagiati e famiglie problematiche. «Chiamarla esuberanza è un eufemismo, sono episodi di violenza che rischiano di avere una pericolosità esponenziale», spiega il questore Giuseppe Petronzi.

assembramenti e risse tra ragazzini milano 10

 

Tanto da richiedere una risposta ferma e immediata arrivata all’alba di ieri con i poliziotti della Digos, della Mobile e del commissariato Bonola che perquisiscono le case dei tre cantanti e di altri dieci giovani (tre minorenni) accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata e, per Zefe, di abusivo porto d’armi.

Tredici indagati (per sei sono state adottate anche misure di prevenzione dell’Anticrimine) che sabato scorso hanno partecipato all’assalto contro le forze dell’ordine in piazzale Selinunte dopo l’intervento per la segnalazione del maxi assembramento (organizzato via social) con i giovani che saltavano sulle auto in sosta. 

 

Due di loro, minorenni, sono poi stati collocati in comunità dai poliziotti del commissariato Sempione su ordine del Tribunale dei minori, insieme ad altri due complici, con l’accusa di aver partecipato tra settembre e febbraio a sei rapine e due aggressioni violente a Citylife. A un altro minore, sempre indagato per la guerriglia, è stato sequestrato spray urticante, un disturbatore di frequenze jammer e, nel suo cellulare, un video mentre impugna una pistola in mezzo alla movida dell’Arco della Pace.

 

rapper baby gang si filma durante la perquisizione

«Siamo alla sesta operazione che coinvolge giovanissimi in pochi mesi — ribadisce il questore —. Sia chiaro: non vogliamo criminalizzare l’ambiente musicale ma notiamo delle ripetizioni di atti violenti legati a questo mondo e può diventare pericoloso». Nessuna offensiva contro gli artisti rap emergenti che su Instagram e Spotify contano centinaia di migliaia di follower, ma un intervento di fronte a reati violenti. Perché dietro a questi cantanti delle «perif», carichi di rabbia e odio contro la polizia, e ai loro supporter, c’è un fenomeno giovanile ma anche un passato di comunità, piccoli reati, carcere minorile. E famiglie difficili in un quartiere popolare dove la metà degli oltre 15mila abitanti ha origini magrebine. E spesso nessuna rete sociale alle spalle.

assembramenti e risse tra ragazzini milano 11

 

Un quadro che allarma specie se si considera che da Bonola a Baggio, da via Gola al Corvetto, sono spesso le periferie più disagiate a far da sfondo alle loro vite. Giovedì il sindaco Beppe Sala ha ricevuto, scatenando polemiche, i rapper Rondo da Sosa e Sacky, non coinvolti dalle indagini, ma anche loro espressione della «gang» Seven Zoo di San Siro. Ragazzi che sui social si identificano attraverso i codici d’avviamento postale dei quartieri, che nei video sbeffeggiano la polizia e pubblicano stories in tempo reale mentre gli agenti perquisiscono casa.

 

A coordinare l’indagine, a conferma dell’attenzione degli inquirenti, il capo del pool antiterrorismo della procura, Alberto Nobili: «Questi fenomeni non possono passare impuniti. La repressione e il contrasto devono però essere accompagnati da adeguate politiche sociali di reinserimento e di riqualificazione di certe zone». Il futuro di questi ragazzi e delle periferie milanesi non può essere solo un problema di polizia.

 

assembramenti e risse tra ragazzini milano 1assembramenti e risse tra ragazzini milano 6assembramenti e risse tra ragazzini milano 3assembramenti e risse tra ragazzini milano 2assembramenti e risse tra ragazzini milano 8assembramenti e risse tra ragazzini milano 5assembramenti e risse tra ragazzini milano 4assembramenti e risse tra ragazzini milano 7

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)