matteo gherardi angelo bonomelli

COME E' STATO UCCISO ANGELO BONOMELLI – L’IMPRENDITORE DI 80 ANNI SAREBBE STATO NARCOTIZZATO DA MATTEO GHERARDI, 33 ANNI, CHE AVEVA L’OBIETTIVO DI RAPINARLO CON LA COMPLICITA' DEL PADRE E DELLA FIDANZATA – GHERARDI AVREBBE MESSO DELLE GOCCE DI RIVOTRIL NEL BICCHIERE DELL’IMPRENDITORE PER STORDIRLO MA LA DOSE DI MEDICINALE È STATA FATALE PER L’80ENNE – IL 33ENNE AVEVA PROVATO LA STESSA TECNICA SULLA ZIA. SU DI LUI INFATTI PENDONO ALTRE DENUNCE...

Maddalena Berbenni per www.corriere.it

 

angelo bonomelli 3

È una palazzina di tre piani in una vecchia corte della frazione di Piano, a Gaverina Terme, la casa dove mercoledì notte i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Bergamo hanno prelevato Matteo Gherardi, insieme al padre 68enne e alla fidanzata 23enne. Il vetro del portoncino all’ingresso è a pezzi. Le ragnatele e l’odore di chiuso che filtra verso le scale raccontano di un contesto se non degradato, di desolazione. 

 

angelo bonomelli 2

C’è una sfilza di scarpe consumate sui gradini del pianerottolo al primo piano, fuori dall’appartamento che, si dice in paese, acquistarono per due lire, un paio di anni fa, quando si trasferirono da Negrone di Scanzorosciate.

 

Anche questo rende il colore della vicenda. Sembra sempre più evidente che il 33enne Gherardi e gli altri tre arrestati per la morte, dopo una bibita drogata con un medicinale, dell’imprenditore di Trescore Balneario Angelo Bonomelli, 80 anni, siano balordi alla ricerca disperata di denaro, forse per la droga. 

 

angelo bonomelli 1

Nessuno ha un lavoro, tutti hanno alle spalle problemi con la giustizia. Durante le perquisizioni sono stati trovati qualche grammo di cocaina e dell’hashish nella casa, a Scanzorosciate, dell’amico Omar Poretti, lui 25 anni, figlio di Giuseppe, che nel 2006 sparò a due suoi ex operai romeni, uccidendoli. Fu condannato all’ergastolo, è morto.

 

La droga, dunque. Di sicuro, anche Gherardi ne fa uso. Fermo restando che i ruoli di ciascuno sono stati solo abbozzati rispetto agli elementi raccolti finora e tenuto conto che questa mattina, se lo vorranno, i sospettati potranno dire di più nell’interrogatorio di convalida davanti al gip Maria Beatrice Parati, sembra certo che sia centrale la figura di Matteo. 

 

Pesano, contro di lui e contemporaneamente a suo favore, i precedenti che gli inquirenti stanno studiando con attenzione, fra cui, negli ultimi sei mesi, almeno 3 o 4 denunce per rapine, in cui le vittime sostengono di essere state narcotizzate. 

 

angelo bonomelli

Fra loro, c’è anche una zia del ragazzo, che ha descritto la stessa, identica modalità. Ciò lo penalizza, perché sembra chiudere il cerchio già ben delineato, a quanto pare, dai riscontri in mano ai carabinieri. E penalizza gli altri perché ora si potrebbe ipotizzare che non abbia agito da solo nemmeno in passato.

MATTEO GHERARDI

 

D’altro canto, se quello era il modus operandi, cioè di drogare e rapinare, potrebbe indebolire l’accusa formulata per tutti dal pm Chiara Monzio Compagnoni, di omicidio volontario: se lo hanno fatto anche in altre occasioni, è altamente probabile che non volessero uccidere nemmeno a Entratico. In effetti, l’orientamento è quello del dolo eventuale: i quattro avrebbero messo in conto il rischio di scatenare reazioni gravissime, vista l’età dell’anziano. 

 

Oltre alle possibili dichiarazioni dei sospettati, saranno importanti su questo fronte le analisi tossicologiche (l’autopsia, prevista per ieri, è slittata a lunedì pomeriggio). Potranno dare un’idea precisa, ad esempio, delle dosi somministrate e poi confermare se sono state versate nel bicchiere gocce di Rivotril, come avrebbe sostenuto uno degli arrestati. È un medicinale comune e datato che contiene benzodiazepine. Di norma, viene usato contro l’ansia e per le crisi epilettiche.

Bonomelli si è sentito male quasi subito. È Matteo Gherardi che, lunedì pomeriggio, lo incontra per primo al bar tabaccheria Sintony, affacciato sull’ex statale di Entratico. 

 

carabinieri 2

I due si accomodano ai tavolini sotto la tettoia esterna e vengono raggiunti dagli altri tre: Poretti, Jasmine Gervasoni e Luigi Gherardi. Si trattengono a lungo, a Bonomelli la bibita viene servita da uno del gruppo, non si alza a ordinarla o a prenderla al bancone. Quando va verso il suo Suv Freemont nero, ha un cedimento e allora i due ragazzi lo caricano di peso sull’auto e si avviano verso la zona industriale che sta a pochi minuti. 

 

Il padre e la fidanzata di Gherardi li seguono su una Polo Volkswagen grigia e li aspettano mentre, arrivati al parcheggio fra i capannoni di via Enrico Mattei dove Bonomelli è stato ritrovato morto martedì mattina, gli sfilano l’inseparabile orologio d’oro, il cellulare e forse qualche banconota dal portafogli, che era vuoto. Il sospetto che non si tratti di infarto ai carabinieri viene davanti al telefono e all’orologio mancanti. Poi, le telecamere fanno il resto.

 

carabinieri 1

Dell’orologio, del valore di circa mille euro, è stata ritrovata solo la cassa: il resto era già stato fuso dal compro oro in città, a cui Poretti, anche lui con precedenti per rapina e droga, lo avrebbe venduto. Il cellulare era sempre in casa sua, pure quello già resettato per essere forse ricettato. Non è stato possibile così verificare, nell’immediatezza, se ci siano stati contatti, come chi indaga ritiene, con Matteo Gherardi. 

 

CARABINIERI

Gli amici del centro anziani di Trescore, che lo hanno visto per ultimi, raccontano che Bonomelli aveva ricevuto una chiamata che lo aveva agitato prima di lasciare a metà la partita a carte e di dire che doveva andare a discutere con una persona. Sulla base di quanto dichiarato dal figlio Emanuele, si pensa che Gherardi possa avere agganciato l’imprenditore proponendosi per il rilancio sui social di Villa Ortensie, il centro di Sant’Omobono Terme specializzato nella medicina naturale, il suo pallino da quarant’anni a questa parte.

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...