covid aria aperta 19

COME LA METTIAMO? CI HANNO CHIUSO DENTRO CASA PER UN ANNO MA SOLO LO 0,1% DEI CONTAGI COVID AVVIENE ALL'ARIA APERTA – UN REPORT IRLANDESE CONFERMA: LA PERICOLOSITÀ DEL VIRUS DIPENDE DALLA SUA CONCENTRAZIONE. FUORI GLI AEROSOL SI DILUISCONO SUBITO. QUESTO VUOL DIRE, DUNQUE, CHE LE ATTIVITÀ ALL'APERTO NON SONO RISCHIOSE. BASTA MANTENERE LA DISTANZA DI 1,5 METRI. SI POSSONO RIAPRIRE DUNQUE TEATRI, CINEMA E RISTORANTI PURCHE'...

Graziella Melina per “il Messaggero”

 

covid aria aperta 19

Che il virus per diffondersi prediliga gli ambienti chiusi era noto da tempo. Sul fatto che invece all'aperto avesse qualche difficoltà in più a passare da un soggetto all'altro gli scienziati lo hanno sempre ipotizzato, senza però arrivare a dati certi. A dare concretezza ad una questione finora solo dibattuta ci hanno pensato ora gli irlandesi.

 

Secondo l'Health Protection Surveillance Centre, la trasmissione all'aperto avviene in un caso su mille. I dati presi in esame dagli scienziati, dall'inizio della pandemia e fino alla fine del mese scorso, comprendono 232.164 casi di persone infettate. Dopo aver analizzato la catena di contagio e soprattutto i possibili focolai, i ricercatori hanno calcolato che le persone che hanno avuto contatto col virus all'esterno erano 262, ossia lo 0,1 per cento.

covid aria aperta 19

 

La conclusione degli irlandesi però non stupisce più di tanto la comunità scientifica che da mesi si arrovella alla ricerca delle vie di trasmissione del virus, senza però venirne a capo.

 

DATO ASSODATO «È un dato scientifico ormai assodato - spiega Antonio Ferro, presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva e sanità pubblica - che la contagiosità del virus dipenda dalla sua concentrazione nell'aria, che però all'aperto si riduce in maniera esponenziale». Non solo le droplet, ossia le goccioline più grandi, vanno tenute insomma a bada, ma anche l'aerosol, ossia quelle più piccole. E la consolazione, non di poco conto dopo mesi di restrizioni e chiusure, sta ora nella certezza che le attività all'aperto non sono rischiose, sempreché si rispettino le norme di sicurezza.

 

covid aria aperta 9

«Il covid è una malattia che si trasmette negli ambienti confinati e i dati anche nostri dicono che le occasioni di contagio sono sempre stati in ambienti chiusi - precisa Carlo Signorelli, ordinario di Igiene dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - Nell'area esterna c'è una dispersione tale da non rappresentare un rischio, gli aerosol si diluiscono immediatamente nell'aria e non possono arrivare in quantità tali da costituire infezione, poiché la carica virale non è sufficiente. È logico che, se il contatto è stretto, può avvenire anche in ambiente esterno. Lo studio irlandese ci conforta se vogliamo riaprire quelle attività che sono a più basso rischio».

 

LE TRACCE A scovare con più precisione le tracce del virus in realtà ci avevano già provato anche ingegneri dell'università di Hong Kong ed erano arrivati alla conclusione che su 1.245 contagiati solo tre erano attribuibili a incontri all'aperto. In Gran Bretagna, l'Università di Canterbury ha analizzato invece 27mila casi di covid e il risultato è stato altrettanto confortante: secondo i ricercatori il numero di contagi all'aria aperta è quasi insignificante.

 

contagi covid non avvengono aria aperta

All'Università della California, invece, hanno stimato che il rischio di infettarsi all'esterno è di 19 volte più basso rispetto a un ambiente chiuso. In Italia, si sono cimentati nell'impresa del calcolo delle probabilità di contagio in luoghi esterni anche i ricercatori dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia e hanno dedotto che la trasmissione del virus, nel nord Italia tra febbraio e maggio, all'aperto e lontano da assembramenti è «assolutamente trascurabile».

 

Anche Giorgio Buonanno, ordinario di Fisica tecnica ambientale all'Università degli Studi di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane (Australia) da quando è scoppiata la pandemia ha osservato il fenomeno della trasmissione dei contagi via aerosol e ha elaborato diversi studi anche su come minimizzare i rischi. «In ambienti aperti, se manteniamo una distanza di un metro e mezzo - spiega - non abbiamo alcuna possibilità di contagiarci. Il rischio c'è però quando ci si siede al tavolino, si sta di fronte ad un'altra persona e si parla, emettendo così molta più aria.

 

ristoranti aperti in spagna

Per il teatro e il cinema all'aperto, basta invece un metro di distanza, perché lì in genere si resta in silenzio». Inutile dire che al chiuso le possibilità di contagio sono amplificate. «Abbiamo dimostrato come si possa arrivare ad avere l'80% dei casi di covid via aerosol negli ambienti indoor - precisa Buonanno - Mentre all'aperto, se non si ha un'esposizione prolungata e ravvicinata con un contagiato non c'è rischio».

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…