escort prostituzione massaggi cinese

CONFESSIONI DI UNA ESCORT CINESE A ROMA – NADIA, CHE LAVORA IN UN APPARTAMENTO A PRATI, NON LONTANO DA DOVE DUE SUE CONNAZIONALI SONO STATE UCCISE DA GIANDAVIDE DE PAU: “GLI ITALIANI? A LORO INTERESSA SOLO IL SESSO. E POI I SOLDI. GLI ITALIANI SONO DEBOLI. CON LORO SE SEI FURBA PUOI OTTENERE QUELLO CHE VUOI” – "MIO MARITO NON HA PIÙ VOGLIA DI LAVORARE, FACCIO QUESTO PER MANTENERE LE MIE FIGLIE"

Flavia Amabile per “La Stampa”

escort massaggi

 

Il centro massaggi dà sulla strada. La porta è chiusa, per entrare bisogna suonare un campanello appeso su un lato. Siamo in via Francesco Caracciolo nel quartiere Prati. Via Riboty è a una decina di minuti a piedi. L'eco dei suoi omicidi si è spenta in fretta, l'industria del sesso a pagamento ha ripreso a macinare appuntamenti, i siti di annunci esplodono di inserzioni di nuovi arrivi di donne orientali, cinesi in particolare.

 

Spingo sul pulsante, un suono lontano si diffonde nel locale. Alle mie spalle la cupola di San Pietro si staglia enorme sul fondo della via. La porta resta chiusa ma qualcuno aprirà di sicuro. Ho chiamato il pomeriggio precedente per chiedere un massaggio. Ha risposto una voce femminile in un italiano misto a cinese. Non ha nascosto lo stupore di ricevere la telefonata di una donna, mi ha dato l'appuntamento più innocuo che aveva, alle 9,30 di mattina, a inizio giornata quando nel centro non ci sono altri clienti.

 

appartamento escort cinese a roma

Dopo alcuni minuti, finalmente la porta si apre. Una signora mi fa entrare. Il suo volto non è quello dell'inserzione pubblicata sui vari siti di annunci di escort e sesso dove ho trovato il numero di telefono a cui mi sono rivolta. Né lo è il suo fisico. Lei avrà almeno una ventina di anni in più delle donne esibite per acchiappare clienti. In genere a questo punto gli uomini iniziano a lamentarsi, per loro la corrispondenza tra foto e persona incontrata è il primo dei requisiti richiesti. Gli altri sono il prezzo, il tipo di prestazioni offerte, il luogo. Ognuno di questi requisiti viene sintetizzato da una sigla e inserito in una scheda di valutazione che viene pubblicata sui siti, come in un Trip Advisor del sesso a pagamento.

 

escort massaggi

Io le sorrido e la seguo in questo scantinato senza finestre. La donna racconta di chiamarsi Nadia, ha appena terminato di passare lo straccio e di pulire il bagno, il pavimento è ancora umido. Passiamo davanti a tre stanze-sgabuzzino. Entriamo nell'ultima, luci rosse, specchio, una doccia, un lavandino, un letto con un lenzuolo di carta, un attaccapanni per i vestiti. Sollevo lo sguardo, la parte superiore della parete che dà sul corridoio è aperta. Se accadesse qualcosa di strano nella nostra stanza, si saprebbe subito.

 

escort

La prima domanda tradisce il nervosismo di Nadia. «Puoi pagare in anticipo?». «Meglio alla fine», rispondo. Nadia si rassegna ed esce un istante. Dopo qualche secondo le note di una band cinese si diffondono nell'aria, io ne approfitto per scattare delle foto e attendo. Quando Nadia ritorna, mi fa spogliare e stendere. Parte dalla schiena, si mette a cavalcioni, si strofina, prova a capire che cosa voglio da lei. Non sto cercando sesso. Non le dico che farei volentieri a meno anche del massaggio.

 

Sono qui, in un centro a luci rosse, per ascoltare una delle circa 1500 donne cinesi che si prostituiscono a Roma secondo le cifre riportate in uno studio realizzato da Francesco Carchedi, sociologo della Sapienza. Sono le più lontane, le più irraggiungibili. Non lavorano in strada, soltanto al chiuso. Nessuno le incontra per caso, nemmeno le volontarie che ogni notte perlustrano le consolari per provare a convincere nigeriane e romene a liberarsi dalla tratta. Per capire chi sono e come vivono le donne cinesi che si prostituiscono, c'è un solo modo: bussare alla loro porta e sottoporsi a un massaggio.

 

LIA - UNA DELLE DUE PROSTITUTE CINESI UCCISE DA GIANDAVIDE DE PAU

Lascio che continui a tormentarmi le spalle e inizio a farla parlare. All'inizio Nadia risponde a monosillabi, non è abituata alle domande, teme problemi. Insisto. Le chiedo dei figli, di Roma, del Colosseo, che ne pensa dell'Italia. Dopo una decina di minuti finalmente lei rallenta il massaggio, si siede sul letto e inizia a raccontare. Le frasi più semplici a voce, le altre digitando in cinese sul telefonino e mostrandomi la risposta di Google Translator.

 

È arrivata in Italia una decina di anni fa, prima ha vissuto in provincia di Teramo poi si è trasferita a Roma. Non le capita di parlare molto, si scusa, non conosce bene l'italiano. Provo a chiederle che ne pensa di Roma, la grande capitale, il mito di tanti cinesi, i monumenti. Lei fa un gesto con la mano per dire che non le importa nulla, né della capitale, né dei monumenti.

 

Cambio argomento. Parliamo di uomini, Nadia. Lei si illumina. «Gli italiani? A loro interessa solo il sesso. E poi i soldi. Gli italiani sono deboli. Con loro se sei furba puoi ottenere quello che vuoi», aggiunge facendo l'occhiolino. «E tu ci riesci? Gli italiani sono convinti che le donne orientali siano obbedienti, miti, arrendevoli», chiedo.

 

IL CASO DEL SERIAL KILLER DI PRATI A ROMA

«Gli italiani non sanno nulla di noi», risponde lei. Provo a farle dire qualcos'altro, vorrei sapere dei suoi incontri, ma lei elude con sapienza tutte le domande sul sesso. Tace sul racket, le mistress, l'organizzazione che l'ha portata in Italia e le ha permesso di aprire un'attività. Nega di avere clienti anche se gli annunci che portano al suo numero di telefono e al suo centro sono molto espliciti. «Gli uomini italiani sono identici ai cinesi», dice soltanto. Inizia a massaggiarmi un piede e si perde a pensare a quello che un tempo è stato il marito. «Era bello, ero innamorata, ci siamo sposati, abbiamo avuto due figlie. Poi, però, ha smesso di lavorare. All'improvviso non voleva fare più nulla, ero io a mantenere la famiglia. Ma io non ho studiato, mi arrangiavo con lavori da poco, vendevo cibo al mercato. Guadagnavo mille yuan, bastavano solo per mangiare».

 

IL CASO DEL SERIAL KILLER DI PRATI A ROMA

Un giorno lui ha anche provato a picchiarla. «Ho risposto lanciandogli addosso il primo oggetto che mi è capitato tra le mani e picchiandolo anche io. Era più basso di me, si è fermato. Da quel momento non ci ha più provato», racconta Nadia. Né lei gli ha dato modo di alzare di nuovo le mani. Le figlie crescevano, c'era sempre più bisogno di soldi. A una donna come lei la Cina della grande avanzata degli Anni Duemila non poteva offrire nulla.

 

giandavide de pau

Allora, è partita per l'Italia. «Finalmente ho iniziato a guadagnare abbastanza e a mandare soldi alle mie figlie per farle studiare», spiega. Quando parla delle figlie il suo tono cambia: «Non le vedo da cinque anni. Tornare costerebbe troppo. Ieri era il compleanno di una di loro, abbiamo festeggiato in video». Davanti a uno schermo finiscono tutte le sue giornate.

 

 Dopo ore con i clienti torna a casa e accende la televisione o si collega con la Cina. Non c'è altro nella sua vita. Non è mai stata al Colosseo e nemmeno a vedere San Pietro che con la sua cupola fa ombra al palazzo. Non ha nessuno accanto né vuole qualcuno. «Un fidanzato? Sarebbe un terzo figlio da mantenere, ne ho abbastanza. Non mi importa l'amore, voglio solo far terminare gli studi alle mie figlie. Quando finalmente ci riuscirò potrò tornare in Cina». Quanto manca Nadia? «Non molto, per fortuna», risponde lei. Con un grande sorriso.

centro massaggi cinesecentro massaggi cinese 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?