assembramenti shopping

DAVANTI ALLE SCENE DI AMMASSAMENTO SELVAGGIO DEL FINE-SETTIMANA IL GOVERNO DECIDE LA STRETTA: L’ITALIA DIVENTERA’ ZONA ROSSA A NATALE E CAPODANNO - NEGOZI, BAR E RISTORANTI CHIUSI NEI GIORNI FESTIVI E PREFESTIVI. SI ADOTTERÀ IL “MODELLO MERKEL”, COME INVOCATO PIÙ VOLTE DAL MINISTRO DELLA SALUTE ROBERTO SPERANZA CHE ADESSO RIBADISCE: “È IMPORTANTE CHE VI SIA CONSAPEVOLEZZA DA PARTE DI TUTTI CHE LA SITUAZIONE È ANCORA MOLTO SERIA” - VIDEO

 

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per corriere.it

 

ASSEMBRAMENTI SHOPPING

Negozi, bar e ristoranti chiusi nei giorni festivi e prefestivi: è la stretta che il governo potrebbe decidere già oggi, lunedì 14 dicembre, per impedire quanto accaduto negli ultimi giorni. Di fronte alla folla nelle strade, alle migliaia di persone in fila per far shopping e per entrare nei ristoranti, oppure ammassate fuori e dentro i bar per pranzi e aperitivi, «nuovi provvedimenti diventano inevitabili» per fermare i contagi da Covid- 19.

 

E così, durante il vertice d’urgenza chiesto dal Pd e convocato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i capidelegazione, passa la linea del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che rappresenta il M5S: convocazione urgente del Comitato tecnico scientifico per decidere, con la titolare del Viminale Luciana Lamorgese, nuove «misure anti-assembramento».

 

 

Il modello Merkel

ASSEMBRAMENTI SHOPPING

Il divieto di spostamento a Natale, il 26 dicembre e l’1 gennaio 2021 sarà eliminato soltanto per i piccoli comuni, il resto d’Italia sarà invece considerato come «zona rossa». Si adotterà il «modello Merkel», come invocato più volte dal ministro della Salute Roberto Speranza che adesso ribadisce: «È importante che vi sia consapevolezza da parte di tutti che la situazione è ancora molto seria».

 

Conte sa bene che i cittadini sono provati dai dieci mesi di restrizioni e per questo in serata sceglie di lanciare un appello via Facebook: «Sono ormai lunghi mesi che siamo tutti impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il Covid-19. La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie».

 

 

 

La terza ondata

assembramenti per lo shopping a riccione 3

Nel corso della riunione serale Bonafede indica la strada: «Dobbiamo valutare il rischio sanitario e dunque è necessario avere un quadro della situazione degli esperti. Se c’è il pericolo di una terza ondata imminente, dobbiamo scongiurarlo intervenendo per impedire gli affollamenti».

 

Ecco perché questa mattina toccherà ai componenti del Cts delineare i vari scenari e poi suggerire i rimedi adeguati a evitare che quanto accadrà durante le festività, faccia nuovamente impennare la curva epidemiologica. Ma soprattutto possa mandare in affanno le strutture sanitarie. Anche tenendo conto di quanto potrà succedere con il ritorno a scuola dei ragazzi già fissato per il 7 gennaio e rispetto al quale il governo non può permettersi nuove retromarce.

 

Gli assembramenti

REGALI DI NATALE

Sarà Lamorgese a dare conto dei controlli effettuati, delle multe, ma soprattutto dei provvedimenti scattati nelle ultime ore per impedire gli assembramenti. Molte piazze e strade sono state chiuse perché piene di gente, il timore è che tutto questo possa ripetersi nei prossimi giorni.

 

Saranno i prefetti a individuare i luoghi dove dovrà essere bloccata la circolazione, considerando che la vera insidia arriva dagli affollamenti nelle vie dello shopping e nei centri storici, dove bar e ristoranti possono rimanere aperti fino alle 18. Su esercizi commerciali e locali pubblici la stretta sarà pesante. L’ipotesi è una modifica al Dpcm in vigore che ora ne prevede l’apertura per i giorni festivi. Si torna indietro, si pensa alla serrata.

 

Le zone rosse

La risalita del tasso di positività è un dato che allarma. E dunque, anche se la maggior parte delle regioni tornerà già la prossima settimana in «fascia gialla», in tutta Italia si è deciso di far scattare i divieti della «fascia arancione» o addirittura «rossa» nei giorni festivi e prefestivi. Vuol dire chiudere bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Serrare i negozi ad eccezione di farmacie, tabaccai, edicole, anche se le deroghe concesse dai codici Ateco lasciano comunque margini piuttosto ampi.

REGALI DI NATALE 2

 

Oggi si deciderà se far scattare il provvedimento già il 19 e 20 dicembre — come vorrebbe l’ala rigorista del governo — o se invece slittare a ridosso del Natale. La discussione non sarà comunque senza ostacoli, almeno a sentire le parole della ministra Teresa Bellanova: «Confrontiamoci con la comunità scientifica e decidiamo misure coerenti e comprensibili. Scegliamone anche più restrittive di quelle attuali, se necessario, ma comprensibili. Perché solo così i cittadini saranno indotti a rispettarle».

 

I piccoli comuni

Chi si aspettava una deroga ampia rispetto al divieto di spostamento tra comuni resterà deluso. La mozione che potrebbe essere depositata questa mattina in Senato dai partiti della maggioranza prevede che il giorno di Natale, il 26 dicembre e l’1 gennaio 2021 si possa uscire soltanto dai confini dei centri con meno di 5.000 abitanti e raggiungere posti che si trovano a una distanza massima di 30 chilometri.

 

Non si può escludere che durante il dibattito a Palazzo Madama passi una versione della norma meno restrittiva, «ma se così fosse — hanno già ammonito Conte e il ministro Speranza — sarà il Parlamento ad assumersi la responsabilità di quanto potrà accadere in seguito». Il ragionamento non lascia spiragli: «Se ci sarà la terza ondata dovrà risponderne chi ha spinto per

l appello di angela merkel ai tedeschi per il natale

 

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