amara davigo ardita greco storari prestipino

DAVIGO HA PARLATO! - TRA LA PRIMAVERA E L'ESTATE DEL 2020,  "PIERCAVILLO" CONFIDÒ AD ALTRI MEMBRI DEL CSM L'ESISTENZA DI UN'INDAGINE SULLA LOGGIA "UNGHERIA" NELLA QUALE ERANO COINVOLTI NOMI IMPORTANTI E ALCUNI MAGISTRATI - RIVELÒ A TUTTI IL NOME DI UNO DEI MAGISTRATI TIRATI IN BALLO: SEBASTIANO ARDITA, SUO EX AMICO E COMPAGNO DI CORRENTE - IL PM STORARI A RISCHIO TRASFERIMENTO DALLA PROCURA DI MILANO - CHI HA DATO I VERBALI ALLA SEGRETARIA DI DAVIGO, CHE POI LI HA PASSATI AI GIORNALI? - IL PLICO MANDATO A DI MATTEO: "GUARDA CON CHI TI ACCOMPAGNI" - LE INESATTEZZE DI AMARA SU ARDITA

PIERO AMARA

Fiorenza Sarzanini e Giovanni Bianconi per il "Corriere della Sera"

 

Non solo il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini e il procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi. Nella primavera-estate del 2020 l'ex componente dello stesso Csm Piercamillo Davigo confidò ad altri componenti dell'organo di autogoverno dei giudici l'esistenza di un'indagine giudiziaria su una loggia massonica coperta nella quale erano coinvolti nomi importanti e alcuni magistrati, che a suo giudizio non procedeva come avrebbe dovuto.

 

In maniera generica e con qualche dettaglio in più o in meno a seconda dell' interlocutore, ma rivelando a tutti il nome di uno dei magistrati tirati in ballo: Sebastiano Ardita, altro «togato» del Csm suo ex amico e compagno di corrente, con il quale ha interrotto ogni rapporto dal marzo 2020. Subito dopo questa data il pm milanese Paolo Storari gli aveva consegnato i verbali segreti di Piero Amara, l'avvocato inquisito e già condannato per corruzione in atti giudiziari che ha parlato della presunta loggia «Ungheria». Lamentando l'inerzia del procuratore Francesco Greco.

piercamillo davigo al tg2 3

 

È come se avvisando i colleghi (i togati Giuseppe Cascini e Giuseppe Marra, il laico Fulvio Gigliotti, ma probabilmente anche altri), Davigo avesse proseguito la sua partita contro l'ex amico, mentre a Milano il pm Storari ingaggiava quella contro il suo capo, accusandolo di non svolgere i dovuti accertamenti sulle rivelazioni di Amara.

 

david ermini giovanni salvi

Una sfida che adesso potrebbe tradursi in un procedimento disciplinare e di trasferimento per incompatibilità ambientale. Finora al Csm non s'era mosso nulla perché, hanno ribadito ancora ieri «fonti» interne all' istituzione, «il Consiglio opera solo sulla base di atti formali e secondo procedure codificate; in presenza di notizie in sé irricevibili perché estranee ai canali formali e istituzionali, ogni iniziativa sarebbe stata scorretta e avrebbe potuto amplificare voci non riscontrabili».

 

Senza un atto ufficiale di Storari o di Davigo, insomma, non si poteva procedere. Tutto era rimasto confinato nei corridoi del palazzo fino all'autunno del 2020 (dopo che Davigo ha lasciato il Csm con la pensione), quando gli stessi verbali portati da Storari sono stati recapitati in forma anonima prima a un quotidiano e poi a un altro. Secondo la Procura di Roma a spedirli è stata l' ex segretaria di Davigo al Csm, Marcella Contrafatto. Lei per ora si è rifiutata (com' è suo diritto) di spiegare come li abbia avuti, e dunque sarà chi amato a farlo lo stesso Davigo.

 

francesco greco

È probabile che in seguito i pm di Roma ascoltino i consiglieri ai quali l'ex togato ha raccontato per sommi capi ciò che aveva saputo da Storari, per capire chi e perché avesse visto o avuto in mano quelle carte segrete. Di possedere anche i verbali (tutti formalmente secretati) Davigo avrebbe parlato soltanto a Ermini. Ma a lui come agli altri è bastato sapere che Davigo avesse informato il pg Salvi.

 

PAOLO STORARI

Lui sì titolato a chiedere informazioni alla Procura di Milano e agli altri uffici giudiziari coinvolti, come ha fatto. Le perplessità sul comportamento dell' ex collega che non ha formalizzato alcuna denuncia (né ha invitato a farlo il pm Storari), o sulla fondatezza delle accuse ad Ardita, non hanno prodotto altro. Solo qualche giorno fa è arrivata la pubblica denuncia del consigliere Nino Di Matteo, pure lui destinatario di un plico anonimo con l' interrogatorio di Amara nei passaggi su Ardita e una lettera di accompagnamento dal tono ammonitorio, del genere: «Guarda qui con chi ti accompagni».

 

sebastiano ardita

Ma l' ex pm antimafia, che ne ha parlato con l' interessato, ha ritenuto di poter verificare subito la «palese calunnia» nei confronti del collega. Perché, ad esempio, Amara racconta che Ardita gli fu presentato come un componente della loggia dall' ex direttore delle carceri Giovanni Tinebra nel 2006, in qualità di pm a Catania; ma Ardita aveva smesso di lavorare nella città etnea da almeno 6 anni e - soprattutto - nel 2006 aveva rotto da tempo ogni rapporto con Tinebra.

 

nino di matteo

Di Matteo e Ardita sono già stati ascoltati a Perugia, dove il procuratore Raffaele Cantone ha aperto l' indagine per verificare l' esistenza della consorteria massonica che - a detta di Amara - arruolava magistrati, avvocati, politici professionisti e alti ufficiali delle forze di polizia. Il legale sostiene di avere una lista di 40 nomi, ma non l' ha mai consegnata. L' ennesimo mistero di questa intricata e tossica vicenda che sembra alimentare ricatti e vendette.

francesco merloni raffaele cantone

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…