germania alluvione alluvioni maltempo frana frane

GERMANIA ANNO ZERO - LE IMMAGINI DELLE ALLUVIONI SEMBRANO FOTO DI GUERRA: CASE SBRICIOLATE, PONTI CROLLATI, STRADE SOMMERSE E GENTE DISPERATA - FINORA SI CONTANO 106 MORTI, DESTINATI A CRESCERE, E MOLTISSIMI FERITI E DISPERSI - IL FISICO ANTONELLO PASINI: "NON SI TRATTA DI FENOMENI NUOVI, MA A CAUSA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO AVVENGONO SEMPRE PIU' SPESSO" - A PROVOCARE I DANNI SONO "LE FRAGILITA' DEL TERRITORIO. UN PO' TUTTA L'ITALIA E' A RISCHIO..."

Flamia Bussotti per Il Messaggero

 

alluvioni e frane in germania

L'EMERGENZA BERLINO La pioggia diminuisce lentamente, ma aumenta il numero dei morti delle inondazioni che da giorni si abbattono sulla Renania-Palatinato e il Nord-Reno-Vestfalia, nel sud-ovest della Germania. Maltempo anche in Olanda (dove in queste ore la rottura di una diga nel Limburgo sta destando particolare preoccupazione) e in Belgio dove si sono registrati 14 morti.

 

LE IMMAGINI Le immagini che corrono sule tv tedesche sono immagini di guerra: case sbriciolate, ponti crollati, strade sommerse da torrenti di acqua e fango con auto e detriti che galleggiano e sfrecciano con la corrente. Gente disperata.

 

maltempo in germania frana in vestfalia

Se fosse un film, sarebbe Germania ora zero: la capitolazione l'8 maggio 1945. Ma è la Germania del terzo millennio: immagini che hanno dell'incredibile, una tragedia immane. In tutto, finora, 106 morti: 63 in Renania-Palatinato e 43 in Nord-Reno-Vestfalia, ma il bilancio è destinato a crescere. Imprecisato il numero dei feriti, stimato altissimo, e ancor più alto quello dei probabili dispersi.

 

Cifre esatte non si hanno perché in molte parti è saltata l'elettricità e la rete telefonica, cellulari inclusi, per cui la gente ha difficoltà a mettersi in contatto. Oltre 100.000 persone sono rimaste senza corrente, molte senza casa. Per quelle rimaste senza tetto è scattata una gara di solidarietà di cittadini che offrono ospitalità.

 

alluvioni e frane in germania 3

Ad esempio da Bonn, che in brevissimo tempo ha messo a disposizione un migliaio di letti presso famiglie o alberghi. «Siamo commossi dalla quantità e varietà delle offerte», ha detto la sindaca della città sul Reno, ex capitale, Katja Dörner.

 

Nel Nord-Reno-Vestfalia 23 città e comuni sono interessati dalle inondazioni. In Renania-Palatinato, l'epicentro della catastrofe è nella zona di Ahrweiler, con almeno 362 feriti. Nel paesino di Schuld an der Ahr, che conta 700 anime, numerose case sono state travolte dalle acque e molti edifici sono rimasti gravemente lesionati.

 

alluvioni e frane in germania 2

Ingenti danni anche nelle vicine zone della Eifel e di Treviri-Saarburg. Il problema, come ha ricordato il governatore del Nord-Reno-Vestfalia, Armin Laschet, non è il Reno, che anche se ingrossato e con la navigazione per forza di cose drasticamente ridotta, non rischia di esondare, bensì i piccoli corsi d'acqua, i torrenti, i fiumiciattoli trasformatisi con le piogge alluvionali in fiumi minacciosi con forti correnti e rapide che hanno fatto saltare gli argini, i ponti e qualche diga di contenimento.

 

alluvioni e frane in germania 1

Circa 15.000 soccorritori, accorsi anche da altri Länder, sono da giorni al lavoro per cercare di salvare vite e aiutare a sgombrare le montagne di detriti. Mobilitati anche 900 soldati della Bundeswehr dotati di mezzi militari, carri armati inclusi, per rimuovere le macerie. La ministra della difesa Annegret Kramp-Karrenbauer ha dichiarato lo stato di catastrofe per facilitare le decisioni delle autorità locali.

 

Sul posto è gara dei politici a farsi vedere. Nessuno dimentica di essere in piena campagna elettorale e un messaggio sbagliato a due mesi dal voto dinanzi a una tragedia nazionale potrebbe essere fatale per gli elettori nell'urna. Armin Laschet, che oltre che ministro presidente del Land è anche candidato cancelliere per il dopo Merkel, è da giovedì sul campo. Studia da cancelliere e per lui è d'obbligo dar prova in quest' ora di essere all'altezza della situazione.

 

maltempo in germania frana in vestfalia 2

La sua performance il primo giorno non è stata in realtà un granché: è arrivato tardi e si è pure accapigliato con una giornalista che lo incalzava sulla politica sul clima chiedendo se ci sarà ora una svolta nella Cdu (finora tiepida al riguardo).

 

I VERDI Trattandosi di un'emergenza climatica e di ambiente, non poteva mancare la candidata cancelliera del Verdi, Annalena Baerbock, che dopo avere interrotto le ferie si è anche lei precipitata ieri nelle regioni disastrate.

 

Presente da subito la governatrice della Renania Palatinato (Spd), Manu Dreyer, la cui costernazione stampata in volto era sincera e non è sfuggita ai media. La governatrice ha subito stanziato 50 milioni per la ricostruzione delle infrastrutture precisando però che per rifare case, strade e ponti ne serviranno molti di più.

alluvioni e frane in germania 4

 

Aiuti sono stati assicurati anche dal ministro delle finanze Olaf Scholz, sfidante cancelliere per la Spd e pure lui da subito sul posto e immortalato in una tenera immagine a braccetto con la Dreyer dove non si sapeva chi faceva coraggio a chi.

 

Anche la cancelliera Angela Merkel, di rientro dagli Usa, ha annunciato che si recherà in visita nei luoghi alluvionati. Già da Washington aveva parlato di «catastrofe», mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier, ieri, ha parlato di «tragedia».

 

Antonio Calitri per il Messaggero

 

maltempo in germania frana in vestfalia 3

L'alluvione che si è abbattuta sulla Germania provocando danni miliardari e oltre 100 vittime per molti può essere considerato uno dei primi segni concreti del cambiamento climatico in corso e dell'innalzamento globale della temperatura. Cose che rendono urgente il taglio delle emissioni in Europa come si propone di fare il Green Deal appena varato dalla Commissione Europea.

 

Ma non è solo così. Se dopo tanti allarmi lanciati da più parti, la creazione di nuove icone a partire dalla svedese Greta Thumberg e l'ascesa dei partiti verdi in quasi tutto il Continente, gli esperti del settore, climatologi e meteorologi ci vanno con i piedi di piombo. Nel senso che stiamo assistendo a fenomeni che ci sono sempre stati. Soltanto che il cambiamento climatico li fa avvenire con maggiore frequenza e intensità. Il resto però, e in particolare i danni, sono causati soprattutto dall'uomo e da come protegge o non protegge il territorio.

 

maltempo in germania frana in vestfalia

LA TESI A spiegarlo con chiarezza è Antonello Pasini, fisico del clima all'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR e che già un anno fa lo spiegava nel suo libro "L'equazione dei disastri". Cambiamenti climatici su territori fragili come i disastri sono frutto di almeno tre condizioni e non solo del cambiamento climatico fine a se stesso.

 

«Quello che stiamo vedendo in queste settimane, dalle ondate di caldo ai forti temporali, forma un quadro coerente con il cambiamento climatico in corso» spiega Pasini, «e questo cambiamento causa una variabilità maggiore dei fenomeni, non fenomeni nuovi perché ci sono sempre stati, soltanto che avvengono più volte così come vediamo sempre più spesso le correnti del sud, i famosi anticicloni, arrivare al nord».

 

ALLUVIONE IN GERMANIA ARMIN LASCHET CON GLI STIVALI

D'altra parte, proprio in Germania negli ultimi 20 anni ci sono stati altri due grandi alluvioni, uno nel 2002 e l'altro nel 2013.

 

LE FRAGILITÀ «Quello che ha provocato e provoca i danni quando si hanno questi fenomeni sono le fragilità del territorio» continua Pasini, «e l'esposizione dei beni. Se in Italia spesso i danni sono provocati dalla poca manutenzione del territorio, in Germania, dove invece l'attenzione su questo è alta, è un terzo fattore dell'equazione che può aver inciso sui danni, quello dell'esposizione dei beni cioè, dove vengono costruiti gli immobili e le infrastrutture. Nella progettazione infatti si ragiona sulle statistiche e generalmente si costruisce dove non ci sono state calamità. Considerando però che le cose stanno cambiando velocemente, si dovrebbe cambiare modo di decidere dove costruire, con modelli previsionali che ragionano sul futuro».

 

alluvione in germania 16

Per un meteorologo di grande esperienza come Mario Giuliacci, direttore di www.meteogiuliacci.it, «anche le precipitazioni che hanno provocato gli allagamenti in Germania sono dipese dalle ultime ondate di caldo che il cambiamento climatico sta rendendo più frequenti e intense. Quei temporali sono stati provocati dall'arrivo del ciclone atlantico pieno di acqua e freddo che ha trovato un suolo molto più caldo del solito proprio per l'ondata di calore che c'è stata la scorsa settimana».

 

alluvione in germania 17

IL TERRITORIO Però, aggiunge Antonio Sanò, fondatore del sito ilmeteo.it «bisogna tenere conto che a parte casi isolati ed estremi come i tornado che con il loro passaggio distruggono ciò che trovano, normalmente i disastri ambientali non sono mai solo colpa dei fenomeni meteorologici. E le alluvioni in particolare sono conseguenza dell'interazione dei fenomeni climatici e della manutenzione del territorio. Un fenomeno che ad esempio avviene spesso anche in Italia e anche a fronte di precipitazioni inferiori a quelle che ci sono state questa settimana in Germania. Penso ad esempio alla Liguria, dove una gestione non attenta del territorio fa registrare ogni anno alluvioni, smottamenti e rischi vari».

 

alluvione in germania 15

Conferma un aumento del pericolo per la nostra penisola anche Pasini che mette sempre al centro delle responsabilità l'uomo e la fragilità territoriale: «Un po' tutta l'Italia è a rischio a causa delle ondate di calore e dei fenomeni collegati, dalle città alle campagne, ma questo sempre per la poca attenzione dell'uomo a un territorio. Città fragilissime sono Genova e Messina che hanno tombato interi torrenti e con le piogge più intense rischiano alluvioni e danni ma è la maggior parte delle città italiane è a rischio perché si è cementificato molto e si è asfaltato tantissimo e questo impedisce all'acqua di penetrare nel terreno. E poi ci sono pochi alberi, spesso abbandonati a se stessi, che gli eventi climatici fanno cadere. Senza dimenticare le campagne, soprattutto quelle abbandonate, il disboscamento e le costruzioni vicino ai fiumi».

 

alluvione in germania 14

IL FRONTE EUROPEO In questo quadro, il Green deal europeo molto duro appena approvato dalla Commissione può davvero invertire la rotta visto che l'Europa costituisce poco più dell'8% delle emissioni globali? «Da sola l'Europa sicuramente non basta» conclude Pasini «ma in questo momento si stanno muovendo anche la Cina e gli Stati Uniti e questo può innescare un cambiamento globale o meglio, può rallentare il riscaldamento globale ma non si può tornare indietro. Per questo non c'è altra strada al taglio delle emissioni. Che da sole comunque non bastano e dovremmo convivere con questi fenomeni per anni. Per questo, oltre al taglio della CO2 dovremmo adattare il territorio ai sempre più frequenti fenomeni climatici». Tenendo conto, aggiunge Giuliacci, «che il taglio delle emissioni non farà sparire di colpo la CO2 accumulata nell'aria e i primi risultati si vedranno solo fra qualche decennio».

alluvione in germania 23alluvione in germania 5alluvione in germania 8alluvione in germania 12alluvione in germania 13alluvione in germania 10alluvione in germania 11alluvione in germania 9

 

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO