nicola gratteri giovanni melillo csm consiglio superiore di magistratura

GRATTERI FINISCE GRATTUGIATO - LA NOMINA DI GIOVANNI MELILLO ALLA PROCURA ANTIMAFIA FA EMERGERE ANCORA UNA VOLTA (SE CE NE FOSSE IL BISOGNO) LA SPACCATURA DEL CSM: A PESARE CONTRO GRATTERI È STATA ANCHE LA SUA SOVRAESPOSIZIONE MEDIATICA, E FORSE ANCHE L’APPOGGIO DELL’ALA DURA DELLE TOGHE, CIOÈ GLI EX DAVIGHIANI ARDITA E DI MATTEO - A GARANTIRE A MELILLO IL SUCCESSO AL PRIMO TURNO SONO STATI I VOTI DEI VERTICI DELLA CASSAZIONE, CURZIO E SALVI, ENTRAMBI PROVENIENTI DALLA CORRENTE DI SINISTRA DI “AREA”

1 - MELILLO SI AGGIUDICA LA PROCURA ANTIMAFIA LITE SUL NO A GRATTERI

Estratto dell’articolo di Liana Milella e Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

giovanni melillo

Lo scontro è durissimo, anche se i toni restano garbati. Ma la nomina di Gianni Melillo al vertice della Direzione nazionale antimafia vede fronteggiarsi due distinti modelli di procuratori e porta alla luce una divisione ideologica profonda in questo Csm che corre verso la sua naturale scadenza.

 

[…] Il voto rivela una concezione contrapposta della carriera, tra chi è convinto - come i magistrati Di Matteo e Ardita - che non si possa delegittimare con una bocciatura chi fa i processi antimafia, e vota per Gratteri; e chi ritiene che debbano contare di più i meriti frutto delle tante esperienze fatte, e quindi sta con Melillo.

 

NICOLA GRATTERI

Chi lo preferisce - i 5 togati della sinistra di Area, i 3 di Unicost, i 2 laici di M5S Benedetti e Donati, nonché i due capi della Cassazione Curzio e Salvi - fa una precisa scelta di campo. Privilegia l'abilità nel coordinare un ufficio come Napoli con 102 pm e 9 procuratori aggiunti. E sono le parole del primo presidente Pietro Curzio e del Pg Giovanni Salvi a sciogliere i dubbi di chi, come Unicost, in commissione s' era astenuto. La votazione per Melillo è secca. Nessun ballottaggio, come pure s' era temuto.

 

SEBASTIANO ARDITA NINO DI MATTEO

Ma chi parla di Gratteri scuote il plenum. L'ex pm Nino Di Matteo dice che «sono state acquisiste notizie circostanziate di possibili attentati poiché i mafiosi lo percepiscono come un pericolo concreto». Di Matteo che, finito il mandato al Csm tornerà proprio in via Giulia, sostiene che la "bocciatura" di Gratteri per i mafiosi sarebbe «una presa di distanza istituzionale». […]

 

Né Di Matteo né Ardita nominano Falcone. Ma dietro le parole di Ardita - «È come se la storia non ci avesse insegnato nulla, la tradizione del Csm è deludere le aspirazioni di magistrati esposti nel contrasto alla mafia finendo per contribuire indirettamente al loro isolamento» - c'è il suo nome. […]

 

il plenum del csm

2 - UNA TOGA DI SINISTRA ALLA PROCURA ANTIMAFIA IL CSM SI SPACCA ANCORA

Luca Fazzo per “il Giornale”

 

Cultura giuridica contro irruenza investigativa: alla fine erano questi i corni del dilemma che il Consiglio superiore della magistratura era chiamato a sciogliere ieri, dovendo scegliere il nuovo procuratore nazionale Antimafia.

 

pietro curzio

I due candidati rimasti a contendersi una delle poltrone più ambite d'Italia (anche se di utilità concreta piuttosto discussa) erano rimasti due magistrati che rappresentavano plasticamente due approcci opposti al ruolo inquirente: da una parte Giovanni Melillo, oggi procuratore di Napoli, spessore culturale indiscusso; dall'altra il sanguigno Nicola Gratteri, capo della Procura di Catanzaro, l'uomo delle maxiretate contro la 'ndrangheta.

 

Prevale nettamente il primo: il Csm si spacca, come era avvenuto il mese scorso per la nomina del capo della Procura di Milano, ma a Melillo non serve neanche il ballottaggio. Viene nominato con 13 voti contro i 7 di Gratteri.

 

giovanni salvi foto di bacco (2)

A garantire a Melillo il successo al primo turno, sono - significativamente - i voti dei vertici della Cassazione, il presidente Pietro Curzio e il procuratore generale Giovanni Salvi, che nel voto su Milano invece si erano astenuti.

 

Sia Curzio che Salvi vengono dalle file di Area, la corrente dei giudici di sinistra, ma sarebbe riduttivo leggere l'endorsement per Melillo, anche lui di Area, come una faccenda di schieramento. A pesare contro Gratteri è probabilmente anche una certa sovraesposizione mediatica, una visione un po' muscolare del ruolo, pugno di ferro in guanto di ferro (non sempre sorretta da altrettanti successi al momento delle sentenze).

 

NICOLA GRATTERI CAFIERO DE RAHO

Non a caso a favore di Gratteri si sono spesi ieri nel plenum del Csm gli ex «davighiani» Sebastiano Ardita e Antonino Di Matteo, ala «dura» delle toghe: Ardita arriva ad ammonire il Csm che non nominare Gratteri a capo della Procura nazionale «sarebbe non solo una bocciatura del suo impegno antimafia ma un segnale devastante al movimento culturale antimafia».

 

Il plenum non se ne dà per inteso e nomina Melillo, a suo favore vota compatta Area ma anche consiglieri moderati come i laici Michele Cerabona e Alberto Maria Benedetti, a riprova che il diverso profilo dei due candidati ha scavallato anche gli schemi di schieramento.

 

giovanni falcone

Resta il fatto che per la guida della Procura voluta da Giovanni Falcone (cui il Csm negò di diventarne il primo capo) la nomina di Melillo conferma la tendenza a farne un feudo della sinistra giudiziaria: a partire dal 2005 è stata guidata da due magistrati così dichiaratamente marchiati che dopo averla lasciata entrarono in Parlamento per il Partito democratico, cioè Piero Grasso e Franco Roberti.

 

La nomina dell'attuale titolare Federico Cafiero de Raho, uomo della corrente di centro Unicost, fu nel 2017 una sorta di risarcimento che il Consiglio superiore gli tributò all'unanimità per avere bocciato, nonostante il forte sostegno di Luca Palamara, la sua candidatura alla Procura di Napoli: gli venne preferito proprio Melillo, che diviene ora il suo successore. Alla fine i nomi che girano sono sempre gli stessi, a riprova di una certa difficoltà di ricambio nelle posizioni di vertice della magistratura.

 

Giovanni Melillo

Con la nomina di Melillo si chiude una prima tornata di nomine giudiziarie importanti. Ancora da coprire resta la procura generale della Cassazione, che Salvi libera a luglio. Di tutto il resto, dal tribunale di Milano alle procure di Firenze e Palermo, si occuperà probabilmente il prossimo Csm: quello attuale scade tra pochi mesi, ma per eleggere quello nuovo il Quirinale pretende che venga prima varata la riforma portata dal ministro Cartabia all'esame del Parlamento.

nicola gratteri 1

il procuratore generale giovanni salvi foto di bacco (1)sergio mattarella al plenum del csmgiovanni melillo 1sergio mattarella al plenum del csm 20 gennaio 2022 Consiglio Superiore della MagistraturaPIETRO CURZIOpietro curziogiovanni melillo 2

nicola gratteri

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…