carcere di torino lorusso e cutugno

“ADESSO DEVI FIRMARE UN FOGLIO, DOVE DICI CHE SEI UN FIGLIO DI PUTTANA” - BOTTE, INSULTI, SEVIZIE E VESSAZIONI NEL CARCERE TORINESE “LORUSSO E COTUGNO” - ALCUNI DETENUTI ERANO COSTRETTI A RIPETERE IN CONTINUAZIONE “SONO UN PEZZO DI MERDA”, CHI VENIVA OBBLIGATO A SPOGLIARSI E A SUBIRE IN SILENZIO SCHIAFFI, CALCI, PUGNI: “PER QUELLO CHE HAI FATTO, TU QUI CI DEVI MORIRE” - IL DIRETTORE E IL CAPO DEGLI AGENTI INDAGATI PER FAVOREGGIAMENTO…

Da www.corriere.it

 

CARCERE DI TORINO LORUSSO E CUTUGNO

Avrebbero fatto finta di non sapere, o di non vedere, nonostante i racconti di alcuni detenuti e le relazioni dell’allora Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà, Monica Cristina Gallo: per questo, il direttore e il comandante degli agenti del carcere «Lorusso e Cutugno» sono indagati per favoreggiamento (entrambi) e omessa denuncia (solo il primo). Avrebbero insomma coperto gli atti di violenza e vessazione di cui sono accusati una ventina di agenti della polizia penitenziaria, sei dei quali arrestati nell’ottobre dello scorso anno. Questa, almeno, è l’ipotesi della Procura.

 

La svolta

La svolta è arrivata grazie agli accertamenti del Nucleo investigativo di Torino della stessa polizia penitenziaria, che è riuscita a ricostruire la vicenda tra confidenze, sussurri, false piste e dicerie, che si aggiravano tra le mura del carcere già dall’ottobre 2018. Un’indagine complessa e complicata, in un ambiente molto difficile, sia per i detenuti che per chi, tra le celle, ci deve lavorare.

 

CARCERE DI TORINO LORUSSO E CUTUGNO

«Dici che sei un figlio di p...»

L’inchiesta — coordinata dal pubblico ministero Francesco Pelosi — ha messo in fila gli episodi, almeno una decina, accaduti nel braccio C. C’è chi era costretto a ripetere in continuazione «sono un pezzo di m…», chi veniva obbligato a spogliarsi e a subire in silenzio schiaffi, calci, pugni. E poi minacce, di continuo: «Tu adesso devi firmare un foglio, dove dici che sei un figlio di p…, altrimenti prendi il resto». E ancora: «Per quello che hai fatto, tu qui ci devi morire. Ti renderemo la vita molto dura, te la faremo pagare, ti faremo passare la voglia di stare qui dentro».

 

CARCERE DI TORINO LORUSSO E CUTUGNO

Botte, insulti, perquisizioni a vanvera, devastazioni delle celle erano diventati una routine. Davanti alla quale — sempre secondo la ricostruzione degli uomini del Nucleo investigativo — il direttore Domenico Minervini, 50 anni e il capo degli agenti, Giovanni Battista Albertotanza 46 anni, non avrebbero preso i dovuti provvedimenti. Il direttore — che ha nominato come difensore l’avvocato Michela Malerba — non avrebbe agito nonostante avesse ricevuto più di una segnalazione dal garante per i detenuti. E il comandante delle guardie — tutelato dall’avvocato Antonio Genovese — dopo essere stato informato di quanto accaduto, avrebbe aiutato i colleghi indagati.

CARCERE DI TORINO LORUSSO E CUTUGNO

 

Accuse di tortura

Tra le ipotesi d’accusa, anche quella di aver condotto un’indagine interna arrivata a incolpare però due detenuti. Su 21 agenti, a 17, a suo tempo messi agli arresti domiciliari, è contestato anche il reato di tortura, modificato invece nei confronti di altri. Alcuni, invece, sono accusati di lesioni. Tutte le «persone offese» individuate dagli investigatori, sono detenute per reati a sfondo sessuale. Non è un mistero per nessuno — spiegò un inquirente — che all’interno dei penitenziari reati come questi destino una certa ostilità: ma qui ci sarebbero stati «trattamenti inumani e degradanti per la dignità della persona detenuta», come riassunto nell’avviso di fine indagini notificato ai due. Comportamenti che sarebbe stati «ricorrenti»: si mormorava che, alla sera, nel padiglione C, qualche divisa si dedicasse con regolarità alla cura dei detenuti.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)