storari davigo

“FU DAVIGO A DIRMI CHE POTEVO DARGLI I VERBALI SEGRETI” - IL PM STORARI, INTERROGATO ALLA PROCURA DI ROMA, HA SPIEGATO CHE È STATO LO STESSO DAVIGO A RASSICURARLO SULLA CONSEGNA DEI VERBALI SENZA VIOLARE LE REGOLE, VISTO CHE I CONSIGLIERI DEL CSM POSSONO CONSULTARE E RICEVERE ANCHE ATTI SEGRETI - A QUESTO AGGIUNSE LA PROMESSA DI ATTIVARSI ALL'INTERNO CONSIGLIO (COSA CHE POI FECE PARLANDO DELLA LOGGIA “UNGHERIA” AL VICEPRESIDENTE ERMINI, AL PG DELLA CASSAZIONE GIOVANNI SALVI, AL PRIMO PRESIDENTE PIETRO CURZIO E AD ALTRI CONSIGLIERI)

PIERCAMILLO DAVIGO E SEBASTIANO ARDITA

Giovanni Bianconi e Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

«Informazioni comunicate a persona autorizzata a riceverle». Per il pubblico ministero milanese Paolo Storari - che con la consegna dei verbali segreti all'allora componente del Consiglio superiore della magistratura Piercamillo Davigo innescò un anno fa la bomba esplosa ora con la diffusione anonima di quelle stesse carte - il caso Amara-Csm-corvo è tutto qui. Per quel che lo riguarda, dunque, non è un caso. Ma resta indagato per violazione del segreto d'ufficio, sebbene all'uscita dall'interrogatorio davanti al procuratore di Roma Michele Prestipino il suo avvocato Paolo Della Sala neghi l'esistenza di reati.

 

PAOLO STORARI

Ricordando che il suo assistito è «un magistrato, come ce ne sono moltissimi, la luce del cui ufficio resta accesa fino a tardi la sera, molto amato all'interno del foro e considerato dai colleghi perché ha sempre saputo lavorare anche con assoluta apertura, in condivisione con gli altri; è tutto meno che un soggetto portato all'individualismo». Parole che tendono a stemperare, o comunque non attribuire a Storari, il contrasto con il procuratore Francesco Greco che l'ha portato a bussare alla porta del collega Davigo.

 

MARCO MANCINETTI E PIERCAMILLO DAVIGO

Ma al di là dei giudizi dell'avvocato difensore sulla «serenità» del pm inquisito, resta l'oscura e intricata vicenda del dossieraggio attribuito alla ex segretaria di Davigo al Csm, Marcella Contrafatto, indagata per calunnia, e tutte le polemiche che ha provocato. Soprattutto all'interno della magistratura e del suo organo di autogoverno, con inevitabili code politiche.

 

PAOLO STORARI CON IL SUO AVVOCATO

Ai colleghi di Roma che hanno nel fascicolo una relazione del procuratore Greco in cui si afferma che Storari riferì che la consegna a Davigo degli interrogatori dove Amara parla della fantomatica loggia massonica coperta Ungheria (luogo in cui politici, magistrati, avvocati, vertici delle forze dell'ordine e professionisti pianificavano nomine e strategie) avvenne a Roma nell'aprile di un anno fa, l'interessato ha invece ribadito ciò che aveva già testimoniato Davigo mercoledì scorso: l'incontro si svolse a Milano, in pieno lockdown anti-Covid, quando il Csm era chiuso e l'ex consigliere non aveva motivo per andare nella capitale.

 

paolo storari

L'indicazione contenuta nella relazione di Greco sarebbe dunque stata frutto di un suo errore di comprensione, che ha radicato per due settimane la competenza dell'indagine sulla violazione del segreto nella Procura sbagliata. All'inizio della prossima settimana il procuratore di Brescia Francesco Prete andrà nella capitale per una riunione di coordinamento con il collega Prestipino, e all'esito della riunione è assai probabile che il fascicolo venga trasmesso per competenza a Brescia, città dove vengono giudicati gli ipotetici reati commessi da magistrati milanesi nel loro distretto.

piercamillo davigo al tg2 3

 

Dopo aver ricevuto l'indicazione precisa sul luogo della consegna, i pm di Roma si sono limitati a raccogliere solo una generale ricostruzione anticipata da Storari sul movente del proprio gesto, vale a dire le ragioni per cui riteneva inerti il procuratore e gli aggiunti Laura Pedio e Fabio Di Pasquale rispetto alla necessità di verificare le dichiarazioni di Amara.

david ermini giovanni salvi

 

Ma il pm milanese ha voluto specificare che è stato lo stesso Davigo a rassicurarlo sulla possibilità di consegnargli i verbali senza violare alcuna regola o legge, giacché i consiglieri del Csm possono consultare e ricevere anche atti segreti. Una garanzia alla quale aggiunse che poi avrebbe pensato lui a muovere i passi giusti all'interno dell'organo di autogoverno. In effetti Davigo parlò delle dichiarazioni di Amara sulla loggia «Ungheria» al vicepresidente David Ermini, al procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, al primo presidente Pietro Curzio e ad altri consiglieri, ma senza atti formali.

 

E ieri Ermini ha smentito di aver mai avuto dall'ex consigliere un appunto scritto. Dopo la riunione della prossima settimana, probabilmente alla presenza del pg Salvi, a Roma resterà l'indagine sulle spedizioni anonime del «corvo», che ha recapitato gli stessi verbali consegnati da Storari a Davigo, a due giornalisti e al consigliere del Csm Nino Di Matteo.

david ermini

 

Il quale ha denunciato il «dossieraggio » ai danni del collega Sebastiano Ardita (tirato in ballo nelle dichiarazioni di Amara), di cui è rimasto amico a differenza di Davigo che ha interrotto ogni relazione. Una spaccatura tra magistrati che continua a provocare reazioni sul fronte politico. Ieri il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra (che venerdì ha riferito alla Procura di Roma di essere stato pure lui informato da Davigo un anno fa dell'esistenza di quei verbali, col riferimento a Ardita), ha aggiunto di essere andato ora dai pm romani «su suggerimento» dello stesso Ardita e di Di Matteo.

 

DAVIGO 1

E ha così spiegato la ragione per la quale era andato a cercare Davigo avendo saputo che si erano rotti i rapporti tra i due leader della corrente di Autonomia e indipendenza: «Lavoravo affinché quel gruppo recuperasse uno spirito di dialogo interno che li rendesse nuovamente punti di riferimento per quanto riguarda la mia azione in termini di politica giudiziaria».

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…