di pietro borrelli

“IL GIORNALE”: “L’ULTIMO MIRACOLO DI BORRELLI E’ AVER FATTO SEMBRARE, AL SUO FUNERALE, COME SE FOSSERO TUTTI DALLA STESSA PARTE, NONOSTANTE RIVALITÀ ULTRADECENNALI - ALLA FINE APPARE DI PIETRO. SENZA DI LUI, MANI PULITE NON SAREBBE MAI COMINCIATA: MA SENZA BORRELLI, SAREBBE STATA ASSASSINATA NELLA CULLA. DI PIETRO LO SA. E, UNICO TRA TUTTI, SI INGINOCCHIA A PIANGE DAVANTI ALLA BARA CON LA TOGA DI PORPORA DEL SUO CAPO. ECCO, ADESSO MANI PULITE È DAVVERO FINITA”

Luca Fazzo per “il Giornale”

 

Non c'è Milano. La Milano dei girotondi e dei fax ha chiuso la sua stagione prima ancora che si chiudesse la stagione terrena di Francesco Saverio Borrelli. Così non c' è coda, all' ingresso del Palazzo di giustizia, per scorrere davanti alla bara coperta dalla toga purpurea. L'addio al procuratore di Mani Pulite è un addio tutto interno all' orgoglio di una magistratura che ancora oggi, a oltre un quarto di secolo dall' attacco a Tangentopoli, vive della luce riflessa da quella stagione, immersa nei meriti e nelle colpe che portò con sé.

DI PIETRO COLOMBO GRECO AI FUNERALI DI BORRELLI

 

A salutare Borrelli sono i magistrati che con lui hanno vissuto gli anni dell' assalto al cielo. Fuori, Milano arranca nella canicola del giorno feriale. Ma anche il resto del palazzo di giustizia vive la sua vita di tutti i giorni, la gente in coda agli sportelli, le udienze per direttissima degli arrestati. I giovani giudici degli ultimi concorsi, quelli che di Mani Pulite sanno solo il poco che ne dicono i libri, continuano il loro lavoro.

 

La conseguenza è che riesce ancora più evidente, nella sala grande del palazzaccio milanese, l'ultima impresa di Borrelli. Nei lunghi anni del suo regno, aveva saputo tenere unita la Procura, tenendo a bada l'agitarsi delle gelosie, dei protagonismi, degli scontri anche aspri che la visibilità piombata sul Palazzo stimolava e amplificava.

 

FUNERALI DI BORRELLI

Lo faceva con un mix di durezza e di equilibrio, e soprattutto di conoscenza infinitesimale di quanto accadeva e di quello che i suoi sostituti facevano. E anche ieri è Borrelli a rimettere tutti insieme, nello stesso androne di marmo, magistrati amici e nemici, giudici che si stimano sinceramente con gente che si porta dietro rancori di lunga data.

 

Ma che ieri sfilano uno dopo l' altro, a rendere omaggio alla bara e poi a Maria Laura Borrelli, lieve e sorridente come solo una vedova milanese sa di dover essere.

A rompere il velo delle convenzioni ha provveduto solo Ilda Boccassini: che con lo scomparso aveva avuto un rapporto tempestoso, cacciata dal pool antimafia con un diktat che, in borrellese puro, la accusava di «carica incontenibile di soggettivismo»; partita per Palermo alla caccia degli assassini di Falcone insultando tutto e tutti, ma poi tornata al nord, recuperata da Borrelli al lavoro di Procura, e che nel necrologio solitario ha avuto parole di fuoco per gli eredi del capo: «Dopo di te le tenebre». Ieri Ilda non viene in Procura, non viene alla camera ardente: e forse è meglio così, perché chissà se il clima composto avrebbe retto alla sua apparizione.

 

DI PIETRO E COLOMBO AL FUNERALE DI BORRELLI

Ma gli altri ci sono tutti, i Borrelli-boys di quegli anni, a darsi il turno nel picchetto d' onore intorno al feretro. Quelli di cui Borrelli aveva stima profonda: come Alberto Nobili, il pm delle missioni impossibili cui il capo ricorreva quando non sapeva più a che santo votarsi; ma anche quelli di cui, senza farne mistero, non si fidava. All' inizio il clima è rigido, commosso; poi la tensione come è giusto si stempera, iniziano i capannelli, le pacche, i sorrisi. E diventa più facile studiare chi saluta chi, notare rivalità ultradecennali sospendersi come se davvero stessero tutti dalla stessa parte. È l' ultimo miracolo di Borrelli.

 

DI PIETRO SI INGINOCCHIA DAVANTI AL FERETRO DI BORRELLI

E inevitabilmente, con il passare del tempo, monta la domanda: e Di Pietro? Perché accanto alla bara c'è Gherardo Colombo con i pochi riccioli superstiti, c'è un incanutito Davigo, c' è Francesco Greco che oggi siede nella stanza che fu di Borrelli. Ma il pm che incarnò l'inchiesta, quello del «Borrelli-Di Pietro non tornate indietro», non c'è: e sembra destinata a essere l' ultima puntata del rapporto tormentato tra due magistrati che più diversi non potevano essere, l' aristocratico e il contadino, ma che insieme hanno cambiato il paese. Invece, alla fine, Di Pietro appare. Senza di lui, Mani Pulite non sarebbe mai cominciata: ma senza Borrelli, sarebbe stata assassinata nella culla. Di Pietro lo sa. E, unico tra tutti, si inginocchia a piange davanti alla bara con la toga di porpora del suo capo. Ecco, adesso Mani Pulite è davvero finita.

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…