stefano savi

“MI HA SALVATO L’URGENZA DI RICOMINCIARE” – STEFANO SALVI È STATO SFIGURATO CON L’ACIDO NEL 2014 DA MARTINA LEVATO E ALEXANDER BOETTCHER DOPO UNO SCAMBIO DI PERSONA – LA CHIRURGIA PROVA A RESTITUIRGLI L’ASPETTO CHE AVEVA, MA A UN PREZZO ALTISSIMO: 50 OPERAZIONI ALLA PELLE, MASCHERA RIGIDA CICATRIZZANTE DA TENERE ADDOSSO, I FLACONI DI COLLIRIO DA PRENDERE OGNI DUE ORE: “FUORI CASA HO UN’AUTONOMIA DI 120 MINUTI, POI DEVO RIENTRARE. UN GIORNO TUTTO QUESTO FINIRÀ…”

Elisabetta Andreis per “Sette”

 

stefano savi 5

I segni di questa storia li porta marchiati sul volto ustionato. Gli impediscono ancora oggi, a distanza di cinque anni, di leggere, studiare, vedere in profondità. L’acido che la coppia del “piano diabolico” gli ha tirato addosso per un drammatico scambio di persona, nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2014, gli ha letteralmente sciolto il viso, il naso, l’orecchio, rendendolo tra l’altro quasi cieco da un occhio.

stefano savi 4

 

Per mesi Stefano Savi, studente che stava per laurearsi, non è riuscito a guardarsi allo specchio. Ma aveva vicino il fratello gemello Luca, cui è legatissimo, in qualche modo a “memento” di quello che fisicamente era stato e non era più. «È andata così, non posso tornare indietro. Per restituirmi il mio aspetto fisico lavorano i medici, ho fatto tantissimi progressi, ma è molto lunga. Io lavoro su me stesso, ho imparato a non avere fretta». Aveva 24 anni Stefano, quando è entrato senza saperlo nel delirio criminale di Martina Levato e Alexander Boettcher, che non aveva neanche mai conosciuto.

 

stefano savi 6

Fu per caso. Somigliava in modo impressionante ad uno degli ex fidanzati che lei doveva «annullare per purificarsi ». Così di notte «un uomo mai visto, robusto, più basso di me, con il volto nascosto da un cappuccio e dalla sciarpa» gli ha scagliato addosso l’acido: sfregiato per una somiglianza fisica. Lui stava per scendere dall’auto ed entrare a casa, a Quarto Cagnino, quartiere periferico di Milano. Il padre Alberto lo ha sentito urlare che impazziva dal dolore: «Brucio, brucio!». L’inferno Una discesa agli inferi. «Nessuno immagina quanto siano atroci le sofferenze da ustione, con l’acido che continua a corrodere per settimane, senza poter fare niente per fermarlo», ancora rabbrividisce.

stefano savi 3

 

Ma non è uno che indugia nel vittimismo, Stefano: anzi, è tutto il contrario. Indossa una maglietta grigia e i jeans strappati, parla seduto sul divano di casa, il cane Pepe acciambellato sulle gambe, e con tutto il suo metro e novanta di altezza sorride. Alto e bello come il sole, nonostante tutto, dritto e orgoglioso. Mostra sul braccio un tatuaggio fatto dopo l’agguato.

stefano savi 2

 

«È un lupo pronto a combattere, e c’è la scritta Stay strong, sii forte, un po’ una raccomandazione a me stesso. Devo ripetermelo spesso anche ora». Ne scopre un altro, questo fatto prima dell’aggressione. È un’a un’aquila con il numero 13 e la scritta Lucky. «In fondo sono ancora fortunato - cerca di convincersi -. Se sono qui ....». Ci sa fare con le persone, Stefano. Abituato a stare sempre in mezzo alla gente, ad essere tra i più corteggiati della compagnia come il suo gemello.

stefano savi 7

 

Ultimamente Martina Levato, in una intervista dal carcere (lei è stata condannata a più di 19 anni, Boettcher a 23), ha lanciato un appello perché le concedano di prendere contatto con il figlio concepito insieme al complice nel mezzo del loro piano criminale: il bimbo appena nato è stato dato in affidamento, e nulla saprà mai di questa storia. Martina, così come Alexander, sta facendo un percorso di rieducazione rieducazione da reclusa, tutti sperano ci riesca.

 

martina levato, alexander boettcher, syefano savi

Perché se riducendo per un attimo il mondo ad un codice semplice, binario, manicheo, possiamo anche definire che cosa è il bene e cosa è il male, mai potremo dire che un uomo o una donna sono definitivamente buoni o cattivi. «Tutti nella vita siamo di fronte alla necessità di trasformarci» ammette Stefano «Nella sua intervista però non una parola sulle vittime. Ho pena per loro ... Non li giudico, ma non li perdono neanche», aggiunge. Gli imputati li ha visti circa un anno dopo l’agguato, nel settembre 2015, quando – nonostante il volto che all’epoca era completamente sfigurato – decise di presentarsi in aula, al processo.

 

stefano savi 8

Forse ci sarà un tempo anche per la riconciliazione. Per adesso l’estate è una stagione difficile. La luce, il sole, purtroppo sono diventati nemici da cui proteggersi. La rabbia Tutto il metro e novanta si rabbuia. «C’è stato il momento della rabbia per l’ingiustizia subita. Una incredibile sofferenza psicologica, oltre che fisica. Il terrore di uscire di casa da solo.

stefano savi 1

 

Mi sentivo mostruoso. Pensavo che non avrei più potuto fare il mio lavoro, responsabile commerciale, a contatto con la gente. Non La sua forza sono la famiglia – due rocce, la mamma Patrizia e il papà Alberto, oltre al gemello – e gli amici, una in particolare che non lo ha lasciato un attimo, dopo quella sera, e lo accompagnano anche nella trafila medica che ancora deve sopportare. La lezione «Ho provato a cercare un senso in quello che è successo.

 

martina levato

Non l’ho ancora trovato. Però ho ricominciato a ridere, e quindi a vivere. La rabbia poco a poco è sfumata, da qualche tempo non ho più gli incubi ». Stefano accarezza il cane, parla quasi a se stesso: «Mi viene in mente Vasco Rossi: “Sai cosa penso/che se non ha un senso/ domani arriverà /Senti che bel vento / Non basta mai il tempo/ Domani un altro giorno arriverà”... ». E così chiude: «Se posso dare un messaggio ai ragazzi più giovani di me, ancora attaccati alla bellezza fisica come fosse il valore principale, vorrei dire loro che non vale la pena puntarci così tanto».

alexander boettcher

 

Cosa ti ha salvato? «L’urgenza di ricominciare». so neanche se potrò più guidare un’auto». I miracoli della chirurgia ricostruttiva provano a restituirgli l’aspetto e ci riusciranno, ma a che prezzo? Cinquanta operazioni alla pelle (altre seguiranno), la maschera rigida cicatrizzante da tenere addosso, i flaconi di collirio che deve conservare in frigorifero, da prendere ogni due ore: «Fuori casa ho un’autonomia di 120 minuti, poi devo rientrare. Un giorno tutto questo finirà», sospira.

STEFANO SAVI

stefano savistefano savistefano savi prima dell aggressione con l acidostefano savi STEFANO SAVIstefano savi sfigurato dalla coppia dell acido boettcher e levato 2STEFANO SAVI stefano savi stefano savi

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...