nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria beauty david

“ALLA RAGAZZA È STATO INVIATO UN BONIFICO DI 200 EURO QUANDO ERA STATO PATTUITO UN COMPENSO DI 600” – SONO SCATTATE LE INDAGINI PER LESIONI E MINACCE DOPO IL VIDEO DELLA NIGERIANA PICCHIATA DAL DATORE DI LAVORO 53ENNE PER AVER CHIESTO DI ESSERE PAGATA IN UN LIDO-RISTORANTE DI SOVERATO, IN CALABRIA – PER LA 24ENNE, MAMMA DI UNA BIMBA DI 4 ANNI E DA CINQUE ANNI IN ITALIA, È SCATTATA UNA GARA DI SOLIDARIETÀ - L’AVVOCATO: “STA RICEVENDO TANTE OFFERTE DI LAVORO CHE…” - VIDEO

 

1. "PICCHIATA PERCHÈ HO CHIESTO PAGA":GIÀ MOLTE OFFERTE LAVORO

Da ANSA

 

LA GIOVANE NIGERIANA BEAUTY IN COMPAGNIA DI UN'AMICA DAVANTI ALLA CASERMA DEI CARABINIERI

E' una vera e propria gara di solidarietà con offerte di lavoro e di sostegno quella che è partita nei confronti di Beauty, la giovane donna di origini nigeriane, madre di una bambina, dopo l'aggressione subita per avere chiesto il pagamento delle spettanze dovute per il lavoro di lavapiatti in un lido-ristorante di Soverato, in Calabria. A sottolinearlo è l'avvocato Filomena Pedullà, legale della ragazza. "Sono tante e si stanno moltiplicando - aggiunge il legale - le offerte di occupazione pervenute per mio tramite a Beauty a distanza di poche ore dalla diffusione della notizia. Un coro di disponibilità, anche immediate, provenienti non solo da questa zona ma anche dal resto della Calabria". Da cinque anni in Italia, Beauty, con la propria bambina, vive in un comune del litorale ionico catanzarese non distante da Soverato.

BEAUTY DAVID

 

2. PICCHIATA PER PAGA, INDAGINI PER LESIONI E MINACCE

Da ANSA

 

Lesioni personali, furto e minacce: sono concentrate su queste ipotesi di reato, al momento, le indagini avviate dai carabinieri a seguito dell'aggressione subita da Beauty, la venticinquenne di origini nigeriane, madre di una figlia di 4, aggredita a Soverato dal datore di lavoro, Nicola Pirroncello, di 53 anni, titolare di un lido-ristorante, al quale aveva chiesto il pagamento per le ore di lavoro svolte. A darne notizia è il legale della ragazza, Filomena Pedullà.

 

"Sono in corso delle valutazioni contabili - ha aggiunto l'avvocato Pedullà -. Gli inquirenti stanno vagliando i dati relativi al contratto e dell'accordo verbale tra le due parti. Alla ragazza è stato inviato un bonifico di 200 euro quando era stato pattuito un compenso di 600 euro". Alla base della protesta della donna e della successiva aggressione c'è stato proprio il mancato pagamento della somma rimanente.

 

A seguito della reazione del datore di lavoro davanti alla richiesta di pagare quanto pattuito, Beauty, precisa il legale a seguito di quanto accaduto, "ha riportato una lesione alla mano, testimoniata da un'unghia sanguinante, contusioni alla spalla e strappo del cuoio capelluto".

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 3

 

3. VUOLE ESSERE PAGATA, RICEVE PUGNI E SCHIAFFI. IL CORAGGIO DI BEAUTY, CHE FILMA TUTTO E DENUNCIA

Grazia Longo per “La Stampa”

 

Il video, diventato virale in poche ore, è drammaticamente eloquente. Una giovane nigeriana, martedì pomeriggio, chiede il suo giusto compenso per il lavoro di lavapiatti, e il titolare del ristorante Lido Mare Nostrum di Soverato (in provincia di Catanzaro) la ricopre di botte, insulti e bestemmie.

 

È stata proprio Beauty David, ventiquattro anni, mamma di una bimba di 4 anni, a riprendere la scena con il suo telefonino. Dopo una settimana trascorsa a lavorare per Nicola Pirroncello, 53 anni, in condizioni di totale mancanza di rispetto, subendo una lunga serie di umiliazioni e vessazioni, sospettava una reazione non proprio serena del suo datore di lavoro.

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria

 

E ha quindi deciso di filmare la richiesta del pagamento di tutte le ore. Oltre all’orario pattuito nel regolare statino, la ragazza aveva infatti lavorato molto di più e quindi esigeva giustamente il giusto stipendio.

 

Ma Pirroncello ha subito reagito male, anzi malissimo. Forte del fatto che una parte del servizio prestato da Beauty David era stato regolarmente registrato le ha intimato: «Non ti preoccupare, ci sono gli avvocati e adesso arrivano i carabinieri, qui è casa mia», e poi le ha riversato addosso una scarica di schiaffi, pugni e parolacce.

 

Ha anche cercato di strapparle il cellulare di mano per evitare di essere ripreso in quell’atteggiamento violento e aggressivo. Lei, nonostante le botte, continuava a chiedere «Dove sono i miei soldi?», poi le immagini diventano sfocate, è tutta una confusione con l’uomo che cerca di afferrare il cellulare. 

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria

 

La ragazza è subito andata a segnalare l’accaduto ai carabinieri dopo di che si è fatta curare al Pronto soccorso per le escoriazioni subite e la mano sinistra ferita per il parziale distacco di un’unghia. Dal canto suo anche Nicola Pirroncello ha allertato i carabinieri, raccontando loro di aver avuto un litigio con una dipendente che avrebbe preteso più soldi rispetto a quelli stabiliti dallo statino paga.

 

Gli accertamenti dell’Arma proseguono per ricostruire interamente la vicenda, ma intanto c’è quel video che invoca giustizia. Non a caso la vicenda è stata divulgata e rilanciata sui social dal gruppo «Il pagamento? Poi vediamo-Osservatorio sullo sfruttamento in Calabria», e ha provocato una marea di reazioni sia da parte del mondo politico sia di quello sindacale. Il sindaco di Soverato, Daniele Vacca, dichiara di prendere «categoricamente le distanze da questo grave episodio di violenza. Ci riserviamo, in caso di processo, di costituirci parte civile per tutelare l’immagine della nostra città simbolo dell’accoglienza».

 

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 4

Bipartisan le critiche da tutti i partiti, sia di destra sia di sinistra. «Solidarietà e vicinanza a Beauty» viene espressa dalla senatrice Valeria Valente (Pd), presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, che aggiunge come «la giovane nigeriana ha saputo trasformare condizioni di vulnerabilità multiple, l’essere donna, nera, lavoratrice precaria, madre single, straniera, nel coraggio di raccontare pubblicamente la brutale aggressione subita».

La deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro afferma: «La violenza ai danni della ragazza nigeriana è intollerabile, così come non sono accettabili le condizioni di sfruttamento a cui si trovano costretti molti lavoratori stagionali».

 

La segretaria regionale Uil Tucs Caterina Fulciniti stigmatizza «l’accaduto che evidenzia la mancanza di cultura etica e del lavoro da parte dell’imprenditore. Peccato che la giovane, forse perché straniera, non sapesse che i sindacati possono aiutare anche a livello preventivo per la tutela dei diritti».

 

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 3

La Filcams Cgil Calabria incalza: «È un fatto indecente: la Calabria ed il turismo non decolleranno mai se la sua economia continuerà ad essere fondata sul lavoro nero, su imprenditori casalinghi che non pagano le tasse e non rispettano i contratti di lavoro». Anche la Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei pubblici esercizi, annuncia che «se le indagini confermassero quanto emerso ci costituiremo parte civile contro il gestore dello stabilimento». Il governatore della Calabria Roberto Occhiuto conclude: «Il lavoro, che non deve in alcun modo somigliare alla schiavitù, si paga sempre». Si è fatto sentire anche il leader della Lega, Matteo Salvini: «Non conosco la vicenda. Ma se uno aggredisce un’altra persona è un delinquente. Punto».

nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabrianigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 2nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 4nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabrianigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 5nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 6nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 5nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 2nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 7nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 6nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 1nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 1nigeriana aggredita dal datore di lavoro in calabria 7

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...