coronavirus covid africa sudafrica sudafricana variante omicron

“SE NON VACCINIAMO A LIVELLO GLOBALE AVREMO SEMPRE LO STESSO PROBLEMA” – IL PRESIDENTE DEL’ISTITUTO NEGRI, SILVIO GARATTINI, LANCIA L’ALLARME SULLE IMUNIZZAZIONI NEI PAESI PIÙ POVERI: “VACCINARE NON È UN ATTO DI BENEFICIENZA O DI BENEVOLENZA. È UN ATTO DI SANO EGOISMO PERCHÉ SIAMO NOI CHE CE NE AVVANTAGGIAMO” – SOLTANTO 1 CASO SU 7 DI COVID VIENE INDIVIDUATO IN AFRICA. E NON PERCHÉ NON CE NE SIANO, COME DIMOSTRA LA VARIANTE OMICRON: IL TRACCIAMENTO È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE E QUASI NESSUNO È VACCINATO. E COSÌ IL VIRUS MUTA…

SILVIO GARATTINI 1

1 - OMICRON: GARATTINI, CI DICE NECESSITÀ DI VACCINAZIONE GLOBALE

(ANSA) - "La variante sudafricana ci dice che se non vacciniamo a livello globale avremo sempre lo stesso problema che circola". Lo ha detto il farmacologo e presidente dell'Ist.Negri Silvio Angelo Garattini a margine della sua partecipazione alla VI Conferenza sulle dipendenze in corso a Genova. "Vaccinare non è un atto di beneficienza o di benevolenza - ha concluso -, è un atto di sano egoismo perché siamo noi per primi che ce ne avvantaggiamo"

 

2 - POCHI VACCINI, BUIO SUI DATI PERCHÉ L'AFRICA FA COSÌ PAURA

Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”

 

Sembra avere qualcosa a che vedere con la paura del buio il panico generato in Occidente dalla nuova variante africana del coronavirus. Non che non ci siano motivi, anzi, per temere la B.1.1.529 ribattezzata Omicron e aggiunta dall'Oms tra i ceppi «preoccupanti».

 

AFRICA - VACCINAZIONI COVID

A iniziare dall'alto numero di mutazioni a livello della proteina Spike, quella su cui agiscono molti vaccini, i contagi aumentati del 258% in una settimana in Sudafrica, i primi casi in Europa. Ma Omicron fa paura anche perché proviene da un continente poco monitorato: i dati sono scarsi, spesso poco affidabili. Gli unici numeri certi sono quelli, preoccupanti, sui vaccini consegnati.

 

Test e tracciamenti

Soltanto 1 caso di Covid su 7 viene individuato in Africa, stima l'Organizzazione mondiale della sanità. Il problema è noto: la scarsa disponibilità di tamponi. In un recente report, l'Oms calcola che dall'inizio della pandemia i Paesi africani hanno riferito di 70 milioni di tamponi su una popolazione complessiva di 1,3 miliardi di persone.

 

SILVIO GARATTINI SI VACCINA

Gli Usa con un terzo degli abitanti hanno somministrato più di 550 milioni di test: 8 volte tanto. Per dare idea della scarsissima capacità diagnostica del continente indica due cifre Giovanni Putoto, responsabile programmazione e ricerca operativa del Cuamm, ong di Medici con l'Africa: «In Sud Sudan dall'inizio della pandemia sono stati somministrati 230mila test, contro i 400-500 mila al giorno dell'Italia».

 

Certo ci sono tante Afriche: quella in emergenza cronica anche per i conflitti, come Somalia e Congo, dove non esiste alcun tipo di tracciamento; e le parti dotate di una certa capacità di controllo, come Sudafrica, Senegal, Marocco, Egitto, Botswana e Kenya, con più casi rilevati.

CORONAVIRUS AFRICA

 

Caccia alle mutazioni

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, la cosa positiva con Omicron è che si è sviluppato nell'Africa meridionale, vicino al Sudafrica, l'unico Paese africano con una buona capacità di sequenziare le varianti, operazione fondamentale per poter studiare tempestivamente le mutazioni invece di rincorrerle.

 

«Quasi nessun Paese in Africa è in grado di farlo. Per sorvegliare le mutazioni occorrono tecnologie e preparazione, i Paesi ricchi devono tener conto di questo» osserva Putoto. «Se questa variante avesse fatto un altro giro, magari dal Sud Sudan chissà quando sarebbe stata identificata. Quanto avrebbe potuto diffondersi senza essere individuata? - riflette Guglielmo Micucci, direttore generale di Amref - È l'incertezza a generare il panico, questo gioco delle varianti non sappiamo dove può portare. Dove sorgerà la prossima?».

CORONAVIRUS AFRICA

 

Vaccini

Il grande argine sono i vaccini. Da mesi in molti ricordano, contro il «nazionalismo delle dosi», che nessun Paese si salva da solo, ma Omicron mostra ora cosa significa un'Africa non immunizzata per il futuro della pandemia: libertà di movimento per il virus e proliferare di mutazioni. Il continente ospita il 17% della popolazione mondiale, ma finora ha avuto accesso solo al 3% delle fiale globali.

 

CORONAVIRUS AFRICA

Attualmente al mondo si somministrano più terze dosi che prime: le nazioni ricche stanno erogando più richiami rispetto alle prime dosi somministrate dalle nazioni povere. Il risultato è preoccupante: solo 15 dei 54 Paesi africani hanno così raggiunto l'obiettivo di immunizzare almeno il 10% della popolazione entro settembre, valuta l'Oms. Questo soprattutto perché Covax, il programma nato per la distribuzione equa dei vaccini, non è stato in grado di reperire dosi al ritmo necessario.

 

No vax africani

LA PROTEINA SPIKE DELLA VARIANTE DELTA E QUELLA DELLA OMICRON

Ma al basso tasso vaccinale concorre anche un certo scetticismo. Soprattutto in Sudafrica: se all'inizio dell'anno il programma era stato rallentato dalla scarsità di fiale, ora è stata Pretoria stessa a chiedere a Johnson & Johnson e Pfizer di ritardare le consegne. Troppa giacenza: 16,8 milioni di dosi stoccate, ha rivelato la Reuters . Così è l'esitazione ora a rallentare la campagna.

VARIANTE SUDAFRICANA - OMICRON

 

Oggi il 35% dei sudafricani è completamente vaccinato, un valore più alto rispetto alla maggior parte delle altre nazioni africane, ma è soltanto la metà dell'obiettivo di fine anno fissato dal governo. «In realtà c'è una buona dose di esitazione anche in molti altri Paesi africani», considera Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità di Sant' Egidio, presente in 30 Paesi del continente.

 

SILVIO GARATTINI 2

«Bisogna tener conto che in Africa sono arrivati diversi vaccini tra cui quelli cinesi che coprono soltanto al 40-50% e il russo Sputnik. Con Covax è arrivato AstraZeneca, un vaccino adatto all'Africa visto che non necessita della catena del freddo ma è stato vissuto da molti come uno scarto dell'Occidente dopo che in Europa diversi stati hanno iniziato a vietarlo. Infine è arrivato Pfizer. Ma bisogna occuparsi di sensibilizzare la popolazione sull'utilità dei vaccini perché la percentuale degli immunizzati è ancora bassissima. Noi stiamo cercando di farlo seguendo il metodo usato contro l'Aids: con il programma Dream, combattendo i pregiudizi».

CORONAVIRUS AFRICA Africa Covid 3

Ultimi Dagoreport

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI