“SIAMO ALLE PRESE CON NUOVE VARIANTI DI OMICRON ALTAMENTE TRASMISSIBILI” – ANTHONY FAUCI LANCIA L’ALLARME NEGLI STATI UNITI DOVE IL COVID HA RICOMINCIATO A GALOPPARE, SOPRATTUTTO NEL NORDEST: L’EPICENTRO È NUOVAMENTE NEW YORK MENTRE LA MEDIA NAZIONALE SEGNA UN +61% DEI CASI IN QUESTA SETTIMANA RISPETTO ALLA PRECEDENTE – SERVONO 22,5 MILIARDI PER NON FARSI TROVARE IMPREPARATI AL PROSSIMO AUTUNNO DOVE SI RISCHIA UNA NUOVA IMPENNATA DI CONTAGI: L’EFFICACIA DEI VACCINI STA DIMINUENDO E…

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Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

ANTHONY FAUCI ANTHONY FAUCI

Anthony Fauci è preoccupato: le varianti Omicron possono riportare l'America in piena emergenza. L'infezione sta già correndo nel Nordest del Paese. Anche questa volta, come è successo nel 2020, all'inizio della pandemia, l'epicentro è New York. La media dei nuovi positivi è pari a 3.500 al giorno, con circa 130 pazienti finiti in ospedale. Ma la previsione è che l'ondata investirà presto il resto degli Stati Uniti. Si vedono già i primi segnali: dal Connecticut alla Pennsylvania; dalla Florida alla California.

 

stati uniti covid stati uniti covid

Al momento la media nazionale è pari a 101 mila casi al giorno, il 61% in più rispetto a 15 giorni fa, con 22.642 persone ricoverate (+27%). La quota dei positivi, però, potrebbe essere molto più alta: tanti cittadini usano i test fai da te in casa e non comunicano l'esito alle autorità. Il numero dei morti è relativamente basso: 318 ogni 24 ore(-7%). Ma le diverse fasi della pandemia hanno insegnato che questo indicatore si muove in ritardo rispetto agli altri e quindi potrebbe aumentare nelle prossime settimane.

il virologo americano anthony fauci 2 il virologo americano anthony fauci 2

 

La Casa Bianca è in allarme, tanto che ha deciso di prolungare a tempo indeterminato lo stato di emergenza che sarebbe dovuto durare fino al 15 luglio. Il team anti Covid, guidato da Ashish Jha, si è presentato davanti alle telecamere, dopo un mese e mezzo di silenzio. Il coordinatore ha avvisato l'opinione pubblica: «Abbiamo bisogno al più presto di altre risorse finanziarie, altrimenti in autunno non saremo in grado di garantire a tutti vaccini, test e cure anti Covid». Il team ha chiesto al Congresso di approvare un finanziamento di 22,5 miliardi di dollari. I repubblicani sarebbero disposti ad arrivare fino a dieci miliardi.

Si prevede che, senza i fondi necessari, da settembre in poi verrebbero infettati almeno 100 milioni di americani.

tamponi a new york tamponi a new york

 

Jha ha aggiunto: «Ci servono i soldi per iniziare al più presto le trattative con le case farmaceutiche per acquistare i nuovi vaccini efficaci contro le varianti Omicron che potrebbero essere pronti in tre mesi». Gli Usa hanno fronteggiato l'impennata dello scorso inverno, con punte fino a 800 mila casi giornalieri, grazie all'efficacia dei vaccini. Ora, però, spiega Fauci, lo scenario sta cambiando: «Siamo alle prese con varianti di Omicron altamente trasmissibili e dobbiamo tenere presente che la copertura dei vaccini sta svanendo; inoltre c'è stato un rilassamento generale nelle misure di mitigazione, come indossare le mascherine o evitare riunioni affollate negli spazi chiusi». Il problema di fondo, quindi, non è solo sanitario.

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Negli ultimi mesi la politica e la società americane hanno di fatto archiviato il Covid-19. Ormai quasi tutti gli Stati, e non solo quelli governati dai repubblicani, hanno abolito l'obbligo di proteggersi con la mascherina, limitandosi, in alcuni casi, a raccomandare «prudenza» ai cittadini. Basta osservare ciò che sta accadendo proprio a New York. La città è entrata nella zona «arancione», allerta di «alto livello». Ma il sindaco Eric Adams sostiene che «non siamo ancora arrivati al punto da tornare alle mascherine obbligatorie». In questa situazione le fasce più esposte sono ancora una volta quelle degli adulti in età matura e degli anziani.

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Rochelle Walensky, direttrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha spiegato che il 62% dei cittadini tra i 50 e i 64 anni non ha ricevuto una dose di vaccino negli ultimi sei mesi. La percentuale scende al 57% se si considerano coloro che hanno più di 65 anni. Saranno soprattutto loro a rischiare, se non verrà di nuovo rafforzata la prevenzione.

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