fausta bonino

“È STATO UN ERRORE GIUDIZIARIO CLAMOROSO” – FAUSTA BONINO, L’INFERMIERA DI PIOMBINO CONDANNATA ALL’ERGASTOLO IN PRIMO GRADO E POI ASSOLTA IN APPELLO: “LO CHOC DI QUELLA SENTENZA ME LO PORTO ANCORA DENTRO. PER SEI ANNI MI HANNO ACCUSATO DI AVER ASSASSINATO I PAZIENTI DELL'OSPEDALE DOVE LAVORAVO. PER ME ERA IL MALE ASSOLUTO” – GRAMELLINI: “IL PENSIERO VA AI FAMILIARI DEI PAZIENTI. DOPO AVERE SPERIMENTATO IN SEQUENZA L'EFFICIENZA DEL SISTEMA OSPEDALIERO E DI QUELLO GIUDIZIARIO, NON SO QUANTO RIUSCIRANNO A CREDERE ANCORA IN UNO STATO CHE IN QUESTI GIORNI SI STA DANDO UN NUOVO CAPO, MA ASPETTA DI RITROVARE LA TESTA…”

massimo gramellini

1 - DA TUTTO A NIENTE

Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

Come si fa a credere nella giustizia, quando l'infermiera Fausta Bonino viene condannata in primo grado all'ergastolo e poi assolta in appello «perché il fatto non sussiste»? Dopo essere stata indagata per dieci omicidi, condannata per quattro e nuovamente accusata per nove. Dieci, quattro, nove, zero: in due soli gradi di giudizio.

 

intervento di fausta bonino

Questo si chiama «dare i numeri». Fausta Bonino lavorava presso il reparto di rianimazione di Piombino ed era stata ritenuta colpevole di una vera e propria strage, realizzata iniettando ai pazienti delle dosi massicce di eparina. Il (folle) movente: una vendetta verso l'ospedale per qualche torto che sosteneva di avere ricevuto. Ora si scopre che non è vero nulla, e noi naturalmente ci crediamo.

 

OSPEDALE PIOMBINO FAUSTA BONINO

Ma allora chi è stato a iniettare l'eparina, visto che nessuno ha mai fatto cenno ad altri sospettati? Ed è previsto che chi ha sbagliato, trasformando l'infermiera in un mostro, paghi? Tra un ergastolo e il non avere commesso il fatto, il divario è troppo eccessivo per poter essere accettato. Sarebbe come se un medico mi dicesse che ho un'infezione all'orecchio e quello successivo che ce l'ho al malleolo.

 

FAUSTA BONINO

Almeno uno dei due verdetti non è solo sbagliato, ma sciatto e dilettantesco. Il pensiero va ai familiari dei pazienti uccisi. Dopo avere sperimentato in sequenza l'efficienza del sistema ospedaliero e di quello giudiziario, non so quanto riusciranno a credere ancora in uno Stato che in questi giorni si sta dando un nuovo Capo, ma aspetta di ritrovare la testa.

 

2 - «MIO FIGLIO È UN MEDICO, HA SEMPRE CREDUTO IN ME IO LE VITE LE HO SALVATE»

Marco Gasperetti per il “Corriere della Sera”

 

fausta bonino (2)

Racconta l'imputata che la cosa più bella non è stata la lettura della sentenza di assoluzione, ma l'abbraccio del figlio Andrea, un medico dell'ospedale di Firenze. «Mentre piangevo, ancora frastornata - ricorda - mi ha baciata e mi ha detto che era convinto che sarei stata assolta. Mi è stato sempre vicino questo figlio dottore, mi ha dato la forza, ha creduto in me e io non l'ho tradito, non solo come mamma ma anche come infermiera».

 

Accanto all'avvocato Vinicio Nardo, poche ore dopo la sentenza della Corte d'assise d'Appello di Firenze, Fausta Bonino l'ex «infermiera killer di Piombino», si commuove ancora.

 

«Per sei anni lunghissimi mi hanno accusato di aver assassinato con iniezioni di eparina dai 4 a 14 pazienti dell'ospedale di Piombino dove lavoravo. Sa che cosa ha significato per me?»

 

Che cosa, signora Bonino?

FAUSTA BONINO

«Il male assoluto. Non solo come donna e come mamma di due figli, uno dei quali medico, ma come infermiera. Io le vite le ho salvate non soppresse. E solo il sospetto sarebbe stato insopportabile. Chi mi conosce sa come ho lavorato in reparto. Non mi sono mai risparmiata, ho lavorato da sola anche con turni pesantissimi e l'ho fatto con amore e dedizione».

 

Quali sono stati i momenti più difficili?

«L'arresto nel marzo del 2016. Mi chiusero in una cella del carcere Don Bosco di Pisa senza che io riuscissi a capire quale fosse l'accusa. Non potevo parlare con nessuno, neppure con mio marito e i miei figli.

 

Tutte le carcerate giuravano di essere innocenti, ma io lo ero davvero e non parlavo. Ci sono stata 21 giorni in galera ed è stato terribile. Quando sono uscita, grazie al tribunale di sorveglianza, ho pensato che ormai le cose peggiori fossero passate, che la verità sarebbe venuta alla luce. E invece poi è arrivata la sentenza di primo grado».

FAUSTA BONINO

 

Con la quale il giudice monocratico del tribunale di Livorno l'ha condannata all'ergastolo per 4 dei 13 omicidi di cui inizialmente era accusata. C'erano le prove?

«No, si era indagato a senso unico. Ma non do giudizi, non ho rancori. È stato un errore giudiziario clamoroso ma per fortuna oggi (ieri, ndr) a Firenze si è dimostrato che la giustizia esiste.

 

Lo choc però di quella sentenza me lo porto ancora dentro. Ero libera, in attesa degli altri gradi di giudizio, ma non riuscivo ad uscire da casa. Mi sono auto condannata ai domiciliari».

 

Aveva timore del giudizio della gente?

«Assolutamente no. Anzi sono rimasta stupita dalla solidarietà che mi ha circondato. Tutti credevano alla mia innocenza. Non ho mai ricevuto minacce, critiche, sguardi di odio».

 

Ha mai incontrato i familiari delle vittime?

fausta bonino (1)

«Li ho visti solo durante le udienze. Avrei voluto parlare con loro, ma ero imbarazzata. Che cosa avrei potuto raccontargli se non che ero innocente? Mi dispiace che dopo anni ancora non sia stato trovato il colpevole».

 

Lei ha un'idea di chi sia il killer?

«No, le cose che sapevo le ho dette agli investigatori. Spero che prima o poi la verità venga fuori».

 

Che cosa farà adesso?

FAUSTA BONINO

«Non ho dormito tutta la notte e non ho mangiato. Ora l'unico mio pensiero è quello di riposarmi e di stare in famiglia. Poi arriveranno i miei figli e cercheremo di ritrovare un po' di serenità. Poi andrò al santuario di Montenero, sulle colline di Livorno, a ringraziare la Madonna».

 

Ci potrebbe essere anche un ricorso in Cassazione. Si sente tranquilla?

«Sì. È tornata la mia fiducia nella giustizia. Non ho più paura».

AVVOCATO CON FAUSTA BONINOfausta bonino l infermiera di piombinoFAUSTA BONINOFAUSTA BONINO

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?