statua montanelli

MA TRA L’AMICO DEI SANTI E LO STUPRATORE CI SARÀ UNA VIA DI MEZZO? – "L’OSSERVATORE ROMANO" RIPULISCE L'IMMAGINE DI MONTANELLI, DEDICANDO UN ARTICOLO AGIOGRAFICO IN CUI SI ELENCANO I SUOI RAPPORTI CON I SANTI, IN PARTICOLARE SAN GIOVANNI XXIII, IL BEATO MARELLA E IL CARDINALE SCHUSTER – E MACRON SI INCAZZA CON CHI VUOLE RISCRIVERE LA STORIA: “NO A UNA ODIOSA E FALSA RISCRITTURA DEL PASSATO: LA REPUBBLICA NON CANCELLERÀ ALCUNA TRACCIA O NOME DALLA SUA STORIA…”

 

Montanelli e la moglie dodicenne - Video Completo 1080p - YouTubehttps://www.youtube.com

1 - MONTANELLI VANDALIZZATO DAI COLLETTIVI STUDENTESCHI

Claudia Guasco per “il Messaggero”

 

montanelli 9

Un ragazzo percorre in bicicletta via Manin, la stessa strada in cui la mattina del 2 giugno 1977 Indro Montanelli è stato gambizzato dalle Brigate Rosse. Poi gira a sinistra ed entra nei giardini di via Palestro, parco che dal 2002 è intitolato al giornalista, e si avvicina a quella figura smilza scolpita nel bronzo china a battere sui tasti della sua Lettera 22.

 

statua montanelli

È l'inizio del video di quaranta secondi girato da RSM e LuMe, collettivi studenteschi milanesi, con il quale hanno rivendicato l'imbrattamento della statua di Indro Montanelli. Quattro latte di vernice rossa colate sulla testa, mentre con uno spray nero sono state impresse le scritte «Razzista, stupratore».

 

Quando combatteva in Africa durante il colonialismo italiano, Montanelli fece di una bambina eritrea la sua concubina e oggi - sull'onda delle rivolte anti razziste - per i collettivi quella pittura ne suggella la macchia.

 

FASCICOLO IN PROCURA

montanelli sposa eritrea

Erano passate da poco le otto di sera di sabato quando una parte del gruppo è entrata nel parco, il blitz è durato pochi minuti. Oggi il pm Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo alla Procura di Milano, riceverà il risultato delle prime indagini della Digos e aprirà un fascicolo.

 

INDRO MONTANELLI - UN SUO SCRITTO DURANTE LA CAMPAGNA D AFRICA

E non sarà contro ignoti, dato che i responsabili del gesto vandalico si sono auto denunciati sui social: sono gli studenti delle scuole superiori di RSM (Rete Studenti Milano) e gli universitari di LuMe (Laboratorio universitario Metropolitano). Divisi in due drappelli, uno all'esterno e uno all'interno, gli studenti hanno agito senza timore di essere intercettati, quando c'era ancora luce in uno dei parchi più frequentati del centro di Milano. Il tutto con le note in sottofondo di The revolution will not be televised, brano di Gill Scott-Heron che fa da colonna sonora alle proteste negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd.

 

INDRO MONTANELLI IN ABISSINIA

«Chiediamo, ad alta voce e con convinzione, l'abbattimento della statua», hanno scritto in una nota i rappresentanti delle due sigle vicine al mondo antagonista milanese, spiegando che «figure come quella di Indro Montanelli sono dannose per l'immaginario di tutti» e «in una città come Milano, medaglia d'oro alla Resistenza, la statua di Indro Montanelli è una contraddizione che non possiamo più accettare», dato che «un colonialista che ha fatto dello schiavismo una parte importante della sua attività politica non può e non deve essere celebrato in pubblica piazza».

 

Non c'entrano nulla quindi i Sentinelli, l'associazione che per prima ha chiesto la rimozione del monumento con una lettera appello al sindaco Giuseppe Sala. Una proposta, hanno ribadito ieri, «fatta in settimana alla luce del sole proprio per permettere una discussione pubblica, che non contemplava altro» e che «rifaremmo anche ora perché non c'è nessuna violenza nell'esprimere il proprio pensiero in modo trasparente».

INDRO MONTANELLI

 

I PRECEDENTI

Resta comunque della sua idea il primo cittadino. «Io penso che la statua debba rimanere lì, ciò nondimeno sono disponibile a qualunque confronto sul tema del razzismo e sul tema Montanelli. Quando volete», afferma Sala. «Noi quando giudichiamo le nostre vite possiamo dire la nostra è senza macchie, senza cose che non rifarei?

 

Ho rivisto più volte quel video in cui Montanelli confessa quello che è successo in Africa e personalmente non posso che confessare il mio disorientamento rispetto alla leggerezza con cui parla di un comportamento del genere. Ma le vite vanno giudicate nella loro complessità».

INDRO MONTANELLI

 

Non è la prima volta che la statua realizzata dallo sculture Vito Tongiani viene danneggiata: l'8 marzo 2019, durante la manifestazione per la Giornata internazionale della donna, alcune attiviste la coprirono di vernice rosa. Questa volta cambia il colore, ma le critiche sono altrettanto accese: arrivano dal Pd e dall'Anpi e unanime è la condanna espressa dal centrodestra con i giovani di Fratelli d'Italia al mattino e della Lega nel pomeriggio in presidio davanti al monumento.

 

INDRO MONTANELLI

Chi l'ha coperto di pittura «non è uno studente, ma un ignorante, non è un rivoluzionario ma un co...one», scrive Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni è opera di «analfabeti radical chic con la scusa della lotta al razzismo», per Antonio Tajani «un gesto vile». Alcuni cittadini e associazioni hanno provato a pulirla, poi il Comune ha transennato l'area e ha inviato una ditta specializzata nel trattamento del bronzo. Oggi la vernice verrà rimossa, per le polemiche ci vorrà parecchio tempo in più.

 

2 - MACRON PARLA AI FRANCESI: «IL PASSATO NON SI RISCRIVE LE NOSTRE STATUE RESTANO»

Fr. Pier. per “il Messaggero”

INDRO MONTANELLI

 

No a una «odiosa, falsa riscrittura del passato: la Repubblica non cancellerà alcuna traccia o nome dalla sua storia. Non dimenticherà nessuna delle sue opere. Non ribalterà alcuna statua», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un discorso televisivo intervenendo a proposito delle proteste per il caso di George Floyd in America.

 

La Francia deve guardare «lucidamente, insieme, tutta la nostra storia, tutta la nostra memoria», per costruire «un possibile presente e futuro su entrambe le sponde del Mediterraneo». Un processo che richiede «la volontà di stabilire la verità, ma in nessun caso rivisitando o negando ciò che siamo». Sulle polemiche riguardo il razzismo nella polizia, Macron ha detto: «Saremo inflessibili di fronte al razzismo e all'antisemitismo».

emmanuel macron

 

L'ANNUNCIO

 

Macron ha inoltre annunciato ai francesi che anche Parigi, da domani, può «voltare la pagina del primo atto della crisi» provocata dall'epidemia di coronavirus. «Tutto il territorio, ad eccezione di Mayotte e della Guyana, diventa zona verde. Questo significa una ripresa forte del lavoro e la riapertura di ristoranti e bar». È dunque arrivato dall'Eliseo l'annuncio che i francesi aspettavano con più ansia dal 17 marzo, quando fu decretato il lockdown.

macron mascherina

 

Un risultato raggiunto con lo sforzo di tutti, e di cui «andare fieri», dice il presidente: «L'estate 2020 non sarà un'estate come le altre e bisognerà seguire l'evoluzione dell'epidemia per prepararci. La lotta non è ancora finita. Ma sono felice con voi di questa prima vittoria contro il virus». Riaprono tutti i ristoranti e i bar a Parigi, riaprono completamente asili, scuole elementari e medie, che dal 22 luglio ritroveranno ritmi e obblighi dei tempi della normalità.

 

LA STATUA DI INDRO MONTANELLI IMBRATTATA DI VERNICE DALLE FEMMINISTE

Nel momento della riapertura totale, Macron ha fatto anche il bilancio di quanto avvenuto: rivendicando «la scelta di mettere la salute davanti all'economia», ammettendo «errori» ma rivendicando i successi. Il presidente ha «escluso» «qualsiasi aumento di imposta per finanziare spese legate al coronavirus», ed ha assicurato che farà «di tutto per evitare ogni licenziamento».

 

LE PROTESTE

Il capo dello stato ha quindi sottolineato che la ripresa economica passerà dall'Europa che in questo caso «è stata all'altezza della situazione» nonostante «un inizio difficile» Infine, un accenno all'attualità, alle proteste che imperversano anche in Francia sulle violenze della polizia: «La Repubblica non smonterà nessuna statua - ha detto il presidente - non cancellerà alcuna traccia né alcun nome della propria storia», aggiungendo poi che la Francia saprà essere «inflessibile di fronte al razzismo e all'antisemitismo».

LA STATUA DI INDRO MONTANELLI IMBRATTATA DI VERNICE DALLE FEMMINISTE

 

3. IL VATICANO ELOGIA MONTANELLI AMICO DEI SANTI E IGNORA CHE DA GIOVANE SI MACCHIÒ DI PEDOFILIA COMPRANDO UNA BAMBINA ETIOPE DI 12 ANNI

Franca Giansoldati per "il Messaggero"

 

Ci ha pensato l’Osservatore Romano a ripulire l’immagine di Indro Montanelli, sporcata recentemente dalla vernice rosa del movimento Non Una Di Meno e dalle accuse di essere stato uno stupratore e un pedofilo. Il giornale del Papa dedica al giornalista scomparso nel 2001, un articolo agiografico in cui vengono descritti i suoi rapporti con i santi, in particolare San Giovanni XXIII, il beato Marella e il cardinale Schuster.

 

LA STATUA DI INDRO MONTANELLI IMBRATTATA DI VERNICE DALLE FEMMINISTE

Scrive l’Osservatore: «Davvero di testimoni così non ne avranno visti molti alle cause dei santi». Chissà cosa diranno davvero alla Congregazione per le Cause dei Santi, il dicastero tirato in ballo come metro di paragone a difesa di Montanelli.

 

APPROFONDIMENTI

montanelli

L'articolo non mancherà di sollevare perplessità e rinfocolare dibattiti visto che non sono passati nemmeno tre mesi dalle plateali proteste del movimento femminile “Non una di meno”. Proteste culminate a Milano con la statua di Indro Montanelli imbrattata di vernice rosa a seguito dell’ennesima rivelazione dei comportamenti del giovane Indro, accusato di maschilismo, pedofilia e stupro per avere comprato, durante il suo soggiorno africano come volontario nella guerra che Mussolini iniziò in Eritrea, una ragazzina di soli 12 anni per farne una specie di schiava.

 

La acquistò per 500 lire. Si chiamava Destà e non era una vera consorte perché il contratto di madamato prevedeva una scadenza. Montanelli la descriveva come un «animaletto docile». Un rapporto imposto e non di certo paritario. La piccola Destà, poco più che una bambina aveva la funzione di serva, cameriera e altro.

fedele toscani Indro Montanelli

 

Non è la prima volta che la statua dedicata a Montanelli è stata presa di mira dalle femministe. I difensori di Montenelli hanno più volte ribadito in passato che con Destà non ci sarebbe stata violenza anche perchè la giovane era considerata dalla sua gente matura per il matrimonio. Inoltre, le “nozze” furono caldeggiate dal capo etiope come mezzo per dare autorità al comandante sulle milizie locali, che quelle “unioni” consideravano del tutto normali.

IMBRATTATA LA STATUA DEDICATA A INDRO MONTANELLImontanelli intervistato da enzo biagiIMBRATTATA LA STATUA DEDICATA A INDRO MONTANELLIIMBRATTATA LA STATUA DEDICATA A INDRO MONTANELLI

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...