luigi di maio alessandro di battista

DI MAIO SI E' ROTTO LE PALLE E SFANCULA DIBBA: "MI INCAZZO SE CHI NON ERA CON ME IN CAMPAGNA ELETTORALE POI VA IN GIRO A PRESENTARE LIBRI” – PER LEGITTIMARSI COME UNICO CAPO LUIGINO VA GIÙ DURO ANCHE CON FICO: “NON CONDIVIDO QUESTO CLIMA DI NOSTALGIA DEI PURI…” – VIDEO

Di Maio vs Di Battista: 'Mi incazzo se chi non era con me alle Europee ora gira per presentare libri'

 

 

Luca De Carolis per "il Fatto Quotidiano”

 

Grillo Di Maio Di Battista

Il capo dei Cinque Stelle sul palco parla di futuro, ma ha la testa rivolta all'indietro e il cuore colmo di rabbia. Scomunica "la nostalgia" e quasi lo urla: "Andiamo avanti". Però pensa ancora ai conti da regolare, vede nemici e imboscate, e forse "ha la sindrome dell'assedio" come malignava ieri sera un veterano. Quindi infierisce per la milionesima volta su Alessandro Di Battista, "quello che va in giro a presentare libri", e rifila stoccate indirette ma chiarissime a Roberto Fico.

luigi di maio roberto fico napoli

 

Perché Luigi Di Maio promette una rotta, una nuova pelle per i Cinque Stelle tramortiti dalle Europee del 26 maggio, ma adesso è concentrato soprattutto su altro, sul risentimento per chi percepisce come fuori linea. "Sono il più incazzato di tutti per come è andata alle Europee" scandisce nel video pubblicato dal fattoquotidiano.it, resoconto dell' assemblea con gli attivisti del Movimento di Milano di venerdì scorso al Teatro Menotti, una delle tappe "del giro di ascolto" sui territori in vista della riorganizzazione del M5S.

ANDREA SCANZI E ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Riunione difficile, perché la base milanese è "ostica", piena di iscritti della prima ora. Per di più in una città dove il Movimento non ha mai sfondato, anche se è quella dei Casaleggio. E poi gli attivisti sono irritati anche per una ferita recente, il veto all'uso del simbolo del Movimento per il Gay Pride milanese dello scorso giugno. Normale allora che dalla platea urlino al vicepremier: "Coerenza". Ma Di Maio vuole altro: "Non ho mai visto una forza politica che più si chiude tra i puri e più va avanti.

Fico e di maio

 

Non condivido tutto questo clima di nostalgia: torniamo, ma dove? Andiamo avanti". E quando parla di "puri", il capo morde innanzitutto Fico, il presidente della Camera che teme l' implosione del Movimento e per questo invoca una fisionomia e un percorso politico chiari. Lo stesso che pochi giorni fa, quando il M5S ha espulso la senatrice Paola Nugnes, lo ha scritto dritto: "Lei farà sempre parte del Movimento". E il capo non ha affatto gradito. Anche da lì arriva il riferimento ai "puri". L' ennesimo indizio d' insofferenza per Fico, vicino al quale Di Maio siederà mercoledì mattina alla Camera, per la presentazione della relazione annuale dell' Inps (dovrebbe esserci anche il premier Conte).

LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLI

 

Ma il vicepremier di nemici ne ha diversi. Tre giorni fa al Corriere della Sera aveva giurato che Di Battista "è una figura importante nel Movimento e tutti speriamo che torni a dare una mano concreta". Ma nelle stesse ore agli attivisti milanesi sibilava altro: "Scusate se mi incazzo se quelli che non sono venuti sul palco con me poi, il giorno dopo le Europee, stavano, e stanno ancora, in giro per l' Italia a presentare libri. Questo mi fa incazzare molto".

ironia sul libro di alessandro di battista

 

E alla base c' è sempre quella ferita: "Mi volete dare la colpa del risultato delle Europee? Va benissimo. Ma la campagna elettorale me la sono fatta da solo". Insomma Di Maio non ha perdonato il passo di lato di Di Battista, a cui aveva offerto anche una candidatura come capolista. Così insiste: "Negli ultimi sei anni ho dedicato ogni ora della mia vita a questa storia. A differenza di altri che hanno fatto scelte legittime e che invidio non mi sono mai sottratto". Indica la differenza, con l' ex deputato romano che ieri lo ha (ri)scritto: "Virginia Raggi, siamo tutti con te".

 

di maio di battista

Mentre Di Maio da tempo non spende una parola per la sindaca di Roma. Vuole smarcarsi, dai rapporti e dai dogmi: "Siamo cresciuti con la consapevolezza che andando al governo si poteva fare tutto, ma è arrivato il momento di fare i conti con la realtà". Tradotto, certe rinunce come il sì al Tap erano obbligate: "Quando dicevamo no al gasdotto non c' erano le leggi che si sono fatte poi". E chissà quando ne arriveranno altre, per esempio sul Tav. Perché Di Maio vuole un M5S pragmatico, e chi se ne importa della purezza. Poi, certo, arriverà la riorganizzazione del Movimento, partendo "con 80 referenti regionali", ma "non ci farà prendere più voti, è solo un punto di partenza". Per arrivare dove, il capo non lo dice. E forse non lo sa.

alessandro di battista ALESSANDRO DI BATTISTA IN GUATEMALAnon e' l'arena e i furbetti del reddito di cittadinanzaraggi di maioalessandro di battista e luigi di maioALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIOROBERTO FICO - GIULIA SARTI - LUIGI DI MAIOvirginia raggi luigi di maioluigi di maio roberta lombardi virginia ragginon e' l'arena e i furbetti del reddito di cittadinanza 1

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