claudia cardinale

LE MEMORIE (HOT) DI CLAUDIA CARDINALE: “MARLON BRANDO MI CORTEGGIAVA, UNA SERA BUSSÒ ALLA MIA PORTA: "IO SONO ARIETE COME TE, FACCIAMO L'AMORE?". LO BUTTAI FUORI. POI MI DISSI CHE ERO STATA VERAMENTE SCEMA: MA PERCHÉ L'AVEVO CACCIATO? - MORAVIA LO INCONTRAI PER CASO A ROMA, MI FECE SALIRE DA LUI, MI CHIESE SOLO DEL MIO CORPO…” - PECCATO CHE CLAUDIA SI DIMENTICHI DEL RAPPORTO CON L'ALLORA PRESIDENTE JACQUES CHIRAC...

Francesco Battistini per il “Corriere della sera”

 

Chirac in compagnia di Claudia Cardinale

«Sa che ho appena chiesto il passaporto tunisino?...». Sotto la casa di Claudia Cardinale, sul Lungosenna si menano gli ambientalisti e la polizia va di spray al peperoncino. Le sirene sono ormai un' abitudine parigina - cortei verdi o gilet gialli, bandiere nere o autobotti rosse - e lei si fa la prima risata di quest' intervista piena di risate.

claudia cardinale nell'artwork di blonde on blonde ph jerr schatzberg

 

Sedute a una brasserie, fra spremute e sigarette, la divina Claudia è spensierata e ride tanto («mia mamma mi diceva che è per questo che non mi si vedono le rughe!») e la figlia Claudia («io per la verità volevo chiamarla Ania, ma Pasquale Squitieri disse no: si chiamerà Claudia, come se tu mi avessi sposato!...») è pensierosa e ride meno, spesso correggendo, bacchettando, sostituendo la mamma nelle risposte: «A Tunisi o a Parigi, alle sirene ci si abitua. S' impara a convivere con queste cose. Ma io per la verità non mi agito mai, sono sempre stata un po' pazza...(risata). Mio papà era ingegnere ferroviario, da bambina abitavo vicino alle rotaie e aspettavo che il treno partisse, per saltarci sopra.

Poi i macchinisti andavano a dirglielo: guarda che tua figlia è matta...! (risata) . L' incendio di Notre-Dame è stato nel giorno del mio compleanno: dovevo cenare fuori, mi sono affacciata alla finestra e ho visto il fuoco. Allora sono andata là. E sono rimasta a guardare le fiamme tutta la sera. Un' immagine apocalittica. I ponti bloccati, una folla pazzesca, la gente che piangeva».

claudia cardinale a venezia

 

Si sente più parigina, siciliana o tunisina?

«Mezza tunisina e mezza italiana. Da ragazzina dovetti imparare l'italiano, Tunisi era francofona, a scuola si studiava l' inglese e in famiglia parlavano siciliano per non farsi capire da noi figli. Qui a Parigi sono sempre stata bene, la gente mi saluta per strada senza pressare e il rapporto con le celebrità è molto diverso: in Italia ho cambiato tre indirizzi, pur di liberarmi dei paparazzi. Tutti sapevano dove stavo, che facevo. Una volta mi suonò alla porta un tizio, arrivato da New York, che mi proponeva di convivere: diedi 50 mila lire al tassista e lo rispedii all' aeroporto (risata).

 

Qui invece sono più discreti: un giorno, un signore m'ha avvicinata timido per dirmi che da giovane era innamorato di me, ma siccome non poteva sperare, aveva cercato per tutta la Francia una che mi somigliasse e l'aveva sposata...! (risata) . Questa casa parigina m'è costata una fortuna: apparteneva alla famiglia reale, all'inizio non riuscivo neanche a pagarla. Ma ha le colonne e sa che faccio?

 

claudia cardinale

Metto la musica e ci ballo intorno! Ha pure davanti la Senna: a volte ci sono dei maschi che si piazzano sotto il ponte, mezzi nudi, pensano che nessuno li veda e non sanno che abito lì, allora prendo il binocolo e li guardo un po'... (risata) . Sì, questa zona mi piace, perché vedo l'acqua. Com'era a Tunisi, da ragazzina».

 

Col passaporto tunisino, tornerà a vivere là?

«Ho appena girato un film in cui faccio la nonna. Avevo paura che mi volessero coi capelli bianchi. E invece no! (risata) . Lo scopo è mostrare come un tempo in Tunisia convivessero musulmani, cristiani, ebrei. E noi italiani: ci chiamavano la piccola Sicilia. La mia famiglia veniva dall' Isola delle Femmine - laggiù si chiamano ancora tutti Cardinale - e i nostri vicini erano russi scappati dalla Rivoluzione, maltesi, greci. Sa che alla Goulette fanno ancora le processioni con la Madonna e partecipano anche gli islamici? Sono quelle, le mie origini. Quando ci vado, sto benissimo. Sono la figlia di tutti, non pago mai nulla. Sono anche andata a rivedere la mia casa».

 

Che cos' ha trovato?

CLAUDIA CARDINALE NEL VIDEO DI LOVE AFFAIR

«Ho bussato. Una donna m'ha risposto in arabo: non posso aprire, sto facendo la doccia. E io: no, eddài, fammi entrare... È tutto uguale, non hanno mai fatto un lavoro! La mia camera, i bagni, la cucina: le stesse cose. Mi sono presa qualche oggetto. Quella che è cambiata, è la cattedrale di Cartagine dove ho fatto la prima comunione: sconsacrata. Andai a rivederla con mia mamma - perché mio papà Francesco non è mai più voluto tornare in Tunisia - e scoprii che dentro ci facevano i corsi di danza del ventre. Non c' è nemmeno il cimitero, dov' erano sepolti i nonni: spianato ai tempi di Ben Ali. Non so dove hanno messo le salme».

 

Negli anni 70, lei non lavorava più: il produttore Franco Cristaldi voleva farle pagare d'essersene andata col regista Squitieri. E la rinascita fu sempre nella sua Tunisia...

CLAUDIA CARDINALE E OTTAVIA FUSCO

«Zeffirelli andò là a girare il Gesù e fu il primo a ridarmi un ruolo: guarda caso, l'adultera! (risata). Il mio ritorno dopo due anni. Angelo Frontoni mi scattò foto bellissime con Pasquale. Liberatorie. Perché Cristaldi aveva bloccato tutto, messo un veto sul mio nome.

Fu un momento molto delicato. Avevo scoperto di non avere un soldo in banca, i miei genitori erano scandalizzati: ma come, con tutti i film che hai fatto?... È che venivo retribuita come una dipendente, quattro titoli l'anno, lo stipendio mensile. Stop.

 

Cristaldi programmava tutto, all'americana. Era anche innamorato pazzo di me, anche se io non ci sono mai cascata, eh? (risata). Le case, i gioielli, non pagavo nulla per carità, ma non vedevo i soldi che gli facevo fare. È chiaro che c'era uno sfruttamento. Se oggi le attrici sono ancora sottopagate rispetto ai maschi, allora era anche peggio. Io ruppi il giocattolo. Oggi coi figli di Cristaldi i rapporti sono un po' così: c'è stato un documentario su di me, non mi hanno ceduto i diritti... Pazienza».

CLAUDIA CARDINALE NEL VIDEO DI LOVE AFFAIR

 

L'isolamento la fece soffrire?

«Fu dura. Pasquale era uno che andava in tv e diceva cose pazzesche. Ci mise anni a trovare chi finanziasse Claretta . Ripeteva: ci sarà un cavolo di produttore che odia Cristaldi...Non mi stupisco che alla fine l' abbiano ucciso».

 

Ucciso?

«Pasquale ha ricevuto una grandissima ingiustizia. Due anni fa, la sua morte è stata un trauma. Ma se non fosse stato per me, sarebbe morto anni prima. Perché gli avevano tolto non solo la pensione da senatore di An, una cosa che di questi tempi si può anche capire, ma pure l'assistenza sanitaria. Dopo una certa età, in Italia non puoi più farti un'assicurazione medica. Terribile. Aveva un tumore, era senza un soldo e senza copertura, l'ho aiutato io. Lui era complicato, in lite con tutti. Qualcuno disse: va beh, ma chi se ne frega se muore... Una cosa inqualificabile, era proprio preso di mira. Molti lo snobbavano. Per ragioni ideologiche».

CLAUDIA CARDINALE

 

Lei invece ha la casa piena di premi, la invitano ovunque...

«Ho 81 anni e ho fatto 181 film. Più della Loren e della Lollobrigida, per dire. E ho ancora una vita piena. In America, non sa quanto. In Tunisia, hanno appena fatto una mostra su di me. E poi sono ambasciatrice dell' Unesco, mi occupo di Amnesty, di bambini in Cambogia, d' omofobia, di Aids... M'invitano dappertutto. Ogni tanto succedono cose allucinanti. Un piccolo museo nel 2013 m'ha chiesto in prestito il David che vinsi per Il giorno della civetta . Non me l' hanno più restituito! (risata) . Ho dovuto mettere di mezzo gli avvocati».

 

claudia cardinale (3)

E l'asta dei suoi 130 abiti?

«Me l'ha appena organizzata Sotheby's qui a Parigi. Tutte cose degli anni 60, quando vestivo Capucci, Balestra, Nina Ricci... Li tenevo a Roma, non m' importava niente, io metto Armani da quando si chiamava solo Mani. Poi però i miei figli si sono accorti che rischiavano di rovinarsi: c' è la pelliccia di paillettes presa per gli Oscar, gli abiti di scena del Magnifico cornuto ... Un vestito del Gattopardo : pesantissimo, faceva male, mi stringeva così tanto che Alain Delon riusciva a cingermi la vita con le mani. Visconti una sera entrò in camerino e vide che sanguinavo. "Claudia, ma perché non me l' hai detto che soffrivi?". "Perché a soffrire non sono io, è Angelica", il mio personaggio (risata)».

 

Delon, Belmondo, la Bardot: vi vedete?

«Poco. Quando Delon ha avuto il premio a Cannes, era in Svizzera e m'ha chiamato: voglio che tu venga con me. La Bardot, l'adoravo. Prima ci sentivamo sempre, ma da quando sta con un simpatizzante di Le Pen, no, mi spiace, non posso più: al telefono risponde sempre lui! Il fatto è che, del mondo del cinema, non me ne frega niente: da ragazzina volevo essere un' esploratrice, era mia sorella Blanche che sperava di fare l'attrice. Io stavo alla larga perché non mi andava di rubarle il sogno. Oggi sto alla larga per rimanere con figlia e nipoti».

claudia cardinale

 

A Hollywood era piena d'amici...

«Il più grande, Rock Hudson. Allora c' era l'odio contro i gay, io fingevo d' essere la sua fidanzata: prese l'Aids da un inglese, mi chiamò, mi volle vicino prima di morire.

Marlon Brando mi corteggiava, una sera bussò alla mia porta: "Io sono ariete come te, facciamo l' amore?". Lo buttai fuori. Poi mi dissi che ero stata veramente scema: ma perché l' avevo cacciato?... (risata) . Rita Hayworth mi fece piangere: venne nella mia roulotte, mi guardò, disse che anche lei da giovane era stata bella. Non accettava d' invecchiare (io no, io ho imparato a tenermi tutte le rughe!...). John Wayne invece aveva una mano doppia, una stretta pazzesca. E un grande cuore. Sul set usava una sedia enorme, col nome, mentre io ero una ragazzina e avevo un anonimo seggiolino. Allora me ne regalò una uguale, con la scritta "Claudia Cardinale". Ce l' ho ancora».

 

CLAUDIA CARDINALE MASTROIANNI

Oggi può dirlo: con Marcello Mastroianni fu amore?

«Ma no! Una volta c'invitano a una trasmissione tv. Io arrivo e lui è con Catherine Deneuve. Si alza e mi dice: guarda che io ero innamorato di te, ma tu non ci hai mai creduto... Da quel giorno, la Deneuve mi odia. La incontro qui a Parigi e ancora non mi saluta. Ma io non ho mai avuto una storia. Nel nostro primo film, Il bell'Antonio di Bolognini, lui mi baciava, mi baciava. Ma che ne sapevo che fosse innamorato? Io nella vita ho amato un solo uomo: Pasquale».

 

claudia cardinale -1959

Come andò con Carlo Cassola al premio Strega? Era giovanissima, scandalizzò tutti appioppandogli un bacio in pubblico...

«Mi hanno appena chiesto una testimonianza, per un libro che stanno facendo su di lui e La ragazza di Bube. Ma sa che Cassola me lo ricordo poco? (risata) ».

 

E Macron?

«L'ho conosciuto prima che diventasse presidente. A una festa mi disse che aveva visto tutti i miei film, che ero stata un suo sogno. Poi mi presentò l'insegnante che era diventata sua moglie: avevo 12 anni, mi disse, e ne ero già innamorato...».

 

E perché litigò con Bob Dylan?

CLAUDIA CARDINALE

«Fece un disco e mise una mia foto sulla copertina. Ma non aveva chiesto l'autorizzazione. A me faceva solo piacere, immaginarsi, un futuro premio Nobel... Fu Cristaldi a fargli causa. Dylan dovette ritirarli, ma qualcuno di quei dischi si trova ancora».

 

L'hanno intervistata centinaia di volte...

«Moravia fu il migliore: lo incontrai per caso a Roma, mi fece salire da lui, mi chiese solo del mio corpo, non capii che era un' intervista. Pasolini parlò dell' angolo dei miei occhi. Poi Enzo Biagi... Quella con Oriana Fallaci me la ricordo poco. Ma la cosa più bella di me, la disse David Niven: "Con gli spaghetti, Claudia è la migliore invenzione degli italiani". Qualche mese fa ho fatto un'intervista in Rai, ma è stata un errore: le domande dovevano essere altre, Mara Venier cercava soltanto lo show. M'ha chiesto dello stupro da ragazzina e del figlio che tenni. Quello è un argomento che non voglio mai toccare: dico solo che mio figlio adesso vive a casa mia con sua moglie, abbiamo un rapporto bellissimo».

 

È vero che Paolo VI la ricevette in udienza e lei si presentò in minigonna?

CLAUDIA CARDINALE ALAIN DELON

«L'avevo comprata a Londra da Mary Quant. Devo dire che quelli erano anni più liberi di oggi, nonostante le apparenze. Lo erano anche a Tunisi: sa che il bikini ci arrivò prima che a Cannes? Nel mio primo film, con Omar Sharif, ero piccola e Jacques Baratier mi aveva fatto recitare col velo perché facevo un'araba. Poi mi guardò e disse: ma perché t' ho messo il velo? Allora mi fece scattare delle foto in bikini e finii sulle copertine (risata) . E quando mi presentai in Vaticano con le gambe fuori, i paparazzi mi dissero: aoh, ma sei matta, vai conciata così?».

claudia cardinale 2

 

Ha messo all'asta anche la minigonna?

«Non la trovo più. Probabilmente, se l'è tenuta il Papa» (risata) .

Chirac in compagnia di Claudia Cardinale

Cardinale Claudiaclaudia cardinale con la sigarettaclaudia cardinale al festival di passe portes a mauritiusclaudia cardinale 3

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…