deborah sciacquatori e il padre lorenzo

IL MOMENTO DI UCCIDERE - ARCHIVIATA L’INDAGINE SU DEBORAH SCIACQUATORI, LA 19ENNE CHE UCCISE IL PADRE VIOLENTO A COLTELLATE: PER IL GIP E’ STATA LEGITTIMA DIFESA - LA RAGAZZA MISE FINE AD ANNI DI VESSAZIONI PERPETRATE TRA LE MURA DOMESTICHE FIN DA QUANDO LEI STESSA ERA UNA BAMBINA, CHE AVEVA TACIUTO PER ANNI AGLI AMICI DI SCUOLA E A PROFESSORI…

Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

 

deborah sciacquatori

È stata «legittima difesa» ma non può «essere un giorno di festa» perché quella coltellata che Deborah sferrò per difendere se stessa, la madre e la nonna dagli schiaffi, dai pugni, dalle spintonate sulle scale, in una palazzina popolare di Monterotondo - hinterland di Roma Nord - uccise il padre la notte del 19 maggio dello scorso anno.

 

Rimane lucida Deborah Sciacquatori, dice che ora può «andare avanti». Anche se quell'equilibrio fragile inseguito per più di 12 mesi nasconderà, senza mai sradicarlo completamente, un dolore profondo. Ciononostante, ieri è arrivata comunque una certezza, un punto da cui ripartire.

 

IN SILENZIO

DEBORAH SCIACQUATORI

Quando in mattinata il suo avvocato Sarah Proietti ha chiamato la ragazza e la madre Antonia per comunicare loro la decisione del gip Sabrina Lencioni che ha accolto la richiesta della Procura di Tivoli di procedere con l'archiviazione dell'indagine a carico della giovane - accusata in un primo momento di omicidio volontario derubricato poi in eccesso colposo di legittima difesa - Deborah è rimasta in silenzio per qualche istante: «Non posso gioire» ma solo essere «sollevata».

 

Perché quella notte uccise il padre e allo stesso tempo pose fine ad anni di vessazioni perpetrate tra le mura domestiche fin da quando lei stessa era una bambina, che aveva taciuto per anni agli amici di scuola e a professori.

 

DEBORAH SCIACQUATORI E IL PADRE LORENZO

Deborah oggi è una ventenne che lontano da quel teatro dell'orrore porta avanti la sua esistenza, dopo essersi diplomata a pieni voti per iscriversi all'università in una città lontana. «In questa vicenda non ci sono né vinti né vincitori - spiega l'avvocato Proietti - perché ovviamente si tratta di una triste vicenda familiare che ha avuto un epilogo tragico, Deborah e la sua mamma sono sollevate, ma il dolore non è attutito dalla decisione dei giudici; non hanno manifestato gioia nel termine vero della parola, ora devono metabolizzare il loro lutto, la ragazza è una persona che nonostante le vicissitudini familiari ha sempre mostrato forza e voglia di andare avanti».

 

LA DINAMICA

DEBORAH SCIACQUATORI

Tutto cominciò la notte di un anno fa quando il padre di Deborah, Lorenzo Sciacquatori, tornò a casa ubriaco e iniziò a inveire contro la compagna, l'anziana madre di lei e la figlia. Prese a calci la porta pur di farsi aprire e una volta entrato, iniziò ad alzare le mani, ad urlare minacciando di ucciderle. Deborah gli si scagliò contro con un coltello, lo ferì mortalmente e subito dopo vedendolo cadere a terra sanguinante lo prese tra le braccia e si disperò: «Papà scusami, ti prego non morire ti voglio bene».

 

Ai carabinieri di Monterotondo e poi al pm la ragazza raccontò tutto: il ritorno a casa del padre a notte fonda, le urla, l'inseguimento per le scale quando Deborah con la madre e la nonna erano riuscite a scappare, e poi le botte in strada fino a quel colpo sferrato con un coltello nascosto nella tasca del pigiama e recuperato da una mensola della camera prima della fuga, per difendersi.

DEBORAH SCIACQUATORI

 

«REAZIONE PROPORZIONATA»

Il Procuratore di Tivoli Francesco Menditto nella chiusura delle indagine scrisse: «L'uomo per anni ha imposto il terrore negli animi di tutte le figure femminili della sua famiglia; deve necessariamente concludersi che la reazione esercitata dalla figlia - sia nella forma della minaccia o comunque nella forma dell'aggressione volontaria a mezzo di colpo sferrato all'orecchio - sia stata del tutto proporzionata all'offesa, dovendosi assolutamente escludere l'ipotesi di un eccesso colposo».

 

E il giudice per le indagini preliminari ieri ha accolto la sua richiesta. «Non vi è dubbio alcuno - è quanto afferma il gip - sulla base dell'inequivocabile costruzione dei fatti, che la ragazza si sia trovata di fronte a un pericolo imminente e attuale per la sua vita, per quella della madre e della nonna. Un pericolo derivante dall'escalation violenta della vittima, iniziata all'interno dell'appartamento e proseguita dopo aver interrotto la fuga delle donne e averle affrontate e aggredite». Una decisione che non richiude affatto le ferite.

DEBORAH SCIACQUATORIDEBORAH SCIACQUATORI 3

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?