2024riellosoldi

MONEY TALKS! - ANTONIO RIELLO: ARTE E IL POTERE SONO SEMPRE STATE INTIMAMENTE E LITIGIOSAMENTE LEGATI. E IL DENARO HA SEMPRE FLIRTATO CON GLI ARTISTI - LA FACCIA DEI REGNANTI SULLE MONETE DI METALLO È LA FORMA PIÙ ANTICA DI "SOFT-POWER" E ANCHE DI COLLABORAZIONE SINERGICA TRA ARTISTA E REGIME - ALL'ASHMOLEAN MUSEUM DI OXFORD LA MOSTRA "MONEY TALKS (ARTE, SOCIETÀ E POTERE)", FINO AL 5 GENNAIO 2025...

Antonio Riello per Dagospia

 

 

 

joseph beuys

Arte e il Potere sono sempre state intimamente e litigiosamente legati. E il denaro - nervatura visibile di quel tipo di Potere che è espressione dell'Economia - ha sempre flirtato con l'Arte e gli artisti. Come un'insidiosa amante li ha stregati, li ha fatti dannare, li ha costretti a fare cose da pazzi e (spesso) li ha anche clamorosamente traditi. L'Ashmolean Museum di Oxford da pochi giorni ha inaugurato la mostra "MONEY TALKS (Arte, Società e Potere)".

 

portrait for a riellocoin

Con un titolo così seducente naturalmente ci si sarebbe potuti  aspettare una lunga cavalcata su un tema tanto inesauribile quanto affascinante. Il curatore, Shailendra Bhandare (un esperto, ad altissimo livello, di Numismatica) ha però inteso interpretare il binomio Arte-Soldi in maniera piuttosto ristretta e settoriale. Il focus non è dunque sull'irresistibile e fluido denaro, ma sulla fisicità attraverso la quale si è a lungo principalmente manifestato: le banconote e le monete.

 

La faccia dei regnanti sulle monete di metallo è la forma più antica di "Soft-Power" e anche di collaborazione sinergica tra artista e regime. La persona al comando diventa il garante iconico della affidabilita’ della moneta. Nella Francia monarchica si pagavano le grosse somme con i “Luigi d’oro”: per antonomasia la dinastia regnante e il valore del denaro coincidevano in una sola entità linguistica.

 

edward viii coin

In mostra molte le monete (anche rare) che raffigurano imperatori, papi, tiranni e re. Un tempo anche gli artisti di grande vaglia (come Benvenuto Cellini ) non disdegnavano di realizzare monete e medaglie. D'altra parte molti pittori (Peter Paul Rubens ad esempio) collezionavano monete antiche e le usavano come fonte di ispirazione quando dovevano dipingere qualche volto dell'Antichità classica (fungevano da vero e proprio database per potenziali ritratti).

 

Edoardo VIII, elegantoso monarca britannico che regnò pochi mesi nel 1936, aveva vanitosamente pensato che le monete con il suo volto avrebbero dovuto mostrare solo il meglio del suo aspetto e per questo furono convocati fior di artisti. Ma il suo regno fu troppo breve perchè venissero coniate monete. Esistono solo i prototipi, che sono esposti qui a Oxford.

money talks

 

Le banconote offrono più margine di manovra creativo e ce ne sono per tutti i gusti. La regina Elisabetta nel suo lungo regno fu effigiata in tantissimi modi. Su una banconota del 1954 (fatta per aver corso legale in Canada) appare vicino all'orecchio della sovrana, tra i capelli, una strana forma che ricorda vagamente un diavoletto.

 

L'emissione fu rapidamente ritirata tra polemiche e teorie del complotto (sì, c'erano anche prima dei social digitali...). La Banca Centrale austriaca all'inizio del '900 commissionò delle banconote agli esponenti dell'Avanguardia viennese: Franz Matsch, Koloman Moser e Gustav Klimt. Un privilegio avere banconote disegnate da Klimt. Chissà che dispiacere spendere e dover purtroppo separarsene.

money talks

 

Non poteva ovviamente mancare qui un cenno polemico al dibattito Post-Coloniale: le banconote disegnate da Maurice Sebastien Laurent per il Franco-Africano (la valuta stampata per le colonie francesi) vengono criticate come un pessimo esempio di "valuta paternalistica".

 

La sezione dedicata all'Arte Contemporanea è indubbiamente la più interessante. Dopo una dotta escursione su Joseph Beuys (che a dire il vero più che alle banconote cartacee era interessato all'idea - senz'altro più concettuale - del "Capitale") si passa a Susan Stockwell che ha realizzato nel 2020 un notevole vestito da ballo/scultura usando solo banconote dei vari paesi del Mondo: "Money Dress". All'inizio voleva usare solo banconote raffiguranti donne, ma alla fine ha dovuto arrendersi: in quasi tutti i paesi sono esibiti per lo più volti maschili.

elizabeth ii tenders

 

Grayson Perry esibisce invece uno dei suoi magnifici arazzi, "Comfort Blanket (2014), inspirato al taglio da 10 Sterline. Andy Warhol è presente con uno dei suoi famosissimi ritratti dedicati al dollaro. L'onnipresente Banksy c'è con "Di-Faced Tenner" (2004) una intrigante banconota britannica dove al posto di quella della sovrana appare la faccia di Lady D. Peccato che manchi il nostro Franco Angeli con i sui quadri dedicati alla moneta statunitense.

 

banconota franco africano

L'ultima parte, dedicata alle monete virtuali e alle loro derive artistiche (leggi NFT), è la più debole. E', di fatto, un capitolo ormai (ingloriosamente) finito del Mercato dell'Arte. Inoltre l'argomento è comunque stato già ampiamente sviscerato in tantissime sedi ed occasioni: difficile poter aggiungere qualcosa di nuovo o di rilevante. Forse sarebbe stato magari più stimolante indagare l'estetica delle carte di credito.

 

In sintesi, cosa si porta a casa di davvero memorabile tornando da questa visita all'Ashmolean?  Qualcosa di extra-artistico: la constatazione che la Cultura cristiano-occidentale ha, da sempre, associato il denaro contante ad un'aura piuttosto sinistra. Una strano minaccioso oggetto legato al senso di colpa (i "trenta denari" del tradimento di Giuda Iscariota gettano la loro ombra lunga fino a noi, soprattutto in ambito cattolico). Del resto, la frase: "i soldi (intesi non solo metaforicamente) sono lo sterco del Diavolo" era un classico senza tempo nelle prediche domenicali.

ashmolean museum oxford

 

Insomma un qualcosa di cui avere timore e vergogna (un po' come il sesso in generale e l'autoerotismo in particolare). In Oriente, altre religioni vedono invece "i liquidi" come un gioioso simbolo di salute e prosperità. I soldi vengono mostrati con orgoglio e certo non nascosti. Può darsi che tutto ciò possa spiegare, almeno in parte, il grande interesse dei consumatori dell'Estremo Oriente e del Medio Oriente per il lusso esibito. Quello che gli occidentali sofisticati bollano - non senza un certo disprezzo e forse un po' troppo superficialmente - con il solito timbro del "cattivo gusto".

nerone moneta d'orothe new king banconotaashmolean money talkantonio riello ashmolean museumgrayson perry comfort blanketbanksy banconotaandy warholashmolean 2024moneytalks kronenprint klimtriello col cappelloRiello Sugar Tattoo susan stockwell money dress

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...