madonna 1

NESSUNO FA TACERE LADY CICCONE - MADONNA CONTRO IL POPULISMO E L’ESTREMA DESTRA, I CANONI FEMMINILI DETTATI DA UNA SOCIETÀ MISOGINA – A “VANITY FAIR”: “OGGI LE DONNE SEMBRANO PIÙ LIBERE DI OGGETTIVARE SE STESSE, MA NEGLI ANNI '60 TUTTE VOLEVANO SEMBRARE MAGRE COME TWIGGY. OGGI PUNTANO A KIM KARDASHIAN. IL MODELLO È DETTATO DAGLI UOMINI” – “VADO SEMPRE CONTRO TUTTI PERCHÉ HO ACCETTATO DI NON ESSERE ACCETTATA. GLI HATERS? LI IGNORO” – “MICHAEL JACKSON? ALLA FINE...” (VIDEO)

 

 

 

Simone Marchetti per "Vanity Fair"

 

madonna

Madonna non parla. Fulmina. Appena m’incontra, prima delle presentazioni, esclama: «Belli i tuoi pantaloni di Gucci». Capisco subito: il suo non è un complimento. È una radiografia. O meglio: un esame. Infatti continua: «Mi sono cambiata per te. Indovina di chi è il mio vestito».

 

madonna

La guardo, ci penso un attimo. «Alexander McQueen», rispondo. «Iniziamo proprio male», taglia corto lei. «Ti do un’altra chance: è uno stilista italiano che non lavora in Italia». «Ah, ma allora è troppo facile», continuo, «l’abito è di Riccardo». «Bravo», sorride finalmente. «Stai andando meglio: è un Riccardo Tisci per Burberry».

 

madonna 9

Londra, interno di un palazzo, secondo piano. Security ovunque. Oltre una porta che si apre a sipario, una troupe si muove come una tribù che protegge il proprio idolo. Nel buio, un cono di luce incornicia Louise Veronica Ciccone: dal vivo, è di una bellezza disarmante. Gli occhi, innanzitutto. Azzurri e magnetici. È minuta, quasi fragile. Inaspettatamente materna.

 

madonna 8

A pochi metri, lontano dai riflettori, le sue due figlie gemelle colorano figure su un foglio bianco. Lei, seduta come su un trono, ricorda la Turandot di Giacomo Puccini, una principessa che la leggenda vuole gelida. In realtà, dietro la durezza e oltre il mettere tutti alla prova, non c’è nessuna sete di potere. Solo il desiderio di confronto. Ma la sfida continua.

madonna 7

 

«Sono un po’ stanca e mi metterò gli occhiali da sole», dice senza lasciare diritto di replica. «Però, se mi farai qualche domanda davvero ma davvero intelligente, giuro che li toglierò». L’azzurro degli occhi scompare, il vetro nero è lucido e invalicabile.

 

Madame X, il suo nuovo album, è molto impegnato. Perché?

«Perché il mondo sta andando terribilmente indietro. E perché non ci sono abbastanza voci critiche. Quante celebrità hanno davvero il coraggio di usare la propria voce, la propria rilevanza, le proprie piattaforme per fare la differenza? Sinceramente, io vedo tanti famosi che provano solo a essere più famosi. Sono pochi quelli che hanno il coraggio di uscire allo scoperto per dire qualcosa di controverso».

 

madonna 6

Si riferisce alla necessità di esporsi contro il populismo e l’avanzata dell’estrema destra in ogni parte del mondo?

«Sì, esattamente. Perché la storia si sta ripetendo, come già successo prima della Seconda guerra mondiale. In momenti di crisi e povertà, le persone tendono a essere estremamente spaventate e a dare la responsabilità di tutto agli altri, agli immigrati, ai diversi, agli strani, a tutto ciò che non gli somiglia. Lo canto nel brano Dark Ballet: il nemico non è esterno ma dentro di te, per vederlo basta tirare fuori la tua maledetta testa dal cappuccio della tua felpa Supreme.

 

madonna 5

E io chiedo a tutti, non solo ai famosi: quand’è l’ultima volta che invece di incolpare chiunque ti sei messo a fare qualcosa di migliore? O di generoso? O a dare qualcosa senza chiedere nulla in cambio? O ancora a dire una parola di conforto a qualcuno che ne aveva bisogno? Invece tutti zitti e arrabbiati».

 

Lei zitta non è mai stata…

«È impossibile farmi stare zitta. Infatti mi hanno sempre criticata, messa sulla graticola, fatta a pezzi. Parlare, affrontare argomenti controcorrente, esporsi: oggi è una cosa che spaventa tutti. Ai tempi dei social media, poi, la paura di prendere una posizione è più forte del desiderio di avere più follower su Instagram. Un disastro, direi».

 

madonna 4

Insomma, bisogna fare come Giovanna d’Arco, altra icona ribelle che ricorre nel suo nuovo album.

«Frida Kahlo e Giovanna d’Arco sono le mie grandi muse. Donne che non smetteranno mai di essere un esempio di ribellione».

 

A proposito di ribellione femminile: ultimamente le donne sembrano fare passi in avanti nell’emancipazione dagli stereotipi maschili. Ma i governi e le leggi scritte dagli uomini, al contrario, le vogliono riportare al passato…

madonna 12

«È un brutto paradosso. Però devo dire una cosa scomoda. È vero, oggi le donne sembrano più libere di oggettivare se stesse, di vestirsi come diavolo vogliono, di presentarsi in un modo finalmente poco conforme agli stereotipi maschili. Allo stesso tempo, però, io continuo a vedere gli stessi canoni ripetuti all’infinito.

 

Negli anni Sessanta tutte volevano sembrare magre come Twiggy. Oggi vogliono tutte somigliare a Kim Kardashian. Alla fine, il modello è sempre uno e dettato da una società sessista e misogina, un luogo dove le decisioni vengono prese dagli uomini per fare piacere agli uomini.

 

madonna 11

Ma io non mi do per vinta: continuo a incoraggiare tutte a pensare in modo differente. Voglio celebrare tutte le forme di bellezza, non solo una. Perché la bellezza non è mai nell’occhio di chi guarda. Soprattutto se l’occhio di chi guarda è quello di un uomo».

 

Lei come ha fatto a incoraggiare se stessa ad andare sempre contro tutti?

«Facile: accettando di non essere accettata. Il rifiuto è la cosa migliore che ti possa capitare, quella che ti fa crescere di più. Farsi dire di no, farsi sbattere la porta in faccia è l’unica cosa che ti fa reagire, che ti costringe a colpire più forte, che ti convince ad ammettere che ce la puoi fare, che ce la devi fare.

madonna 10

 

Ci hanno insegnato che dobbiamo sentirci dire che siamo belle, geniali, bravissime. Invece vale il contrario: solo se ti ritrovi a essere un’esclusa potrai trovare davvero la tua strada, la tua voce. Per poi capire la cosa più importante di tutte: ovvero che l’unica musa che ti serve sei tu».

 

Sembra un bel manifesto. Però oggi, con i social media e internet, il rifiuto, gli attacchi, il bullismo diventano planetari e devastanti. Come si reagisce agli hater?

«Ignorandoli. E sentendo pena per loro. Perché scrivono quello che scrivono per invidia, perché sono arrabbiati, perché sei diversa da loro, per attirare attenzione. E alla fine, se resisti, capisci che neanche loro credono davvero in quello che odiano».

madonna 1

 

Usa molto Instagram e condivide anche immagini e video dei suoi figli. Come si comporta con loro? Gli lascia usare lo smartphone?

«No. Soltanto i più grandi lo possono fare. Del resto, lo sanno tutti: io amavo la vita prima dello smartphone».

In che senso?

«Nel senso che prima tutti si parlavano. Quando entravi in una stanza, in un ristorante, in un salotto la gente si guardava negli occhi e si confrontava. Oggi sono tutti chini e persi nello schermo del telefono. È una catastrofe. A livello sociale ma anche creativo.

 

madonna 7

Come fai a sviluppare una tua personalità, un tuo talento con tutto il rumore che c’è là dentro? Io sono stata formata dal cinema, dalla letteratura, dall’arte visiva. Alla fine della giornata, quello che oggi ti invade è una pressione che ti porta a vestirti in un certo modo, a essere quieto, a diventare perbene. E a stare zitta».

 

Ha suggerimenti per rimediare?

«Difficile dare suggerimenti. Voglio solo far notare quanto sia complicato concentrarsi e crescere quando intorno c’è tutto questo rumore».

Torniamo all’album. Nel brando Extreme Occident, parla della necessità di essere lucidi ma anche pazzi. Che cosa intende precisamente?

madonna 6

Prima di rispondere alla domanda, con un gesto teatrale e volutamente lento, Madonna si toglie gli occhiali e torna a mostrare i suoi occhi azzurri. Io, finalmente, riesco di nuovo a intercettare il suo sguardo.

 

«La conversazione inizia a piacermi, devo ammetterlo. Extreme Occident è una delle mie canzoni preferite. Ora mi spiego: io penso che una persona inizi a essere veramente creativa solo quando fa molta, ma molta chiarezza su di sé e sul mondo intorno a sé. E quando si raggiunge questa lucidità, allora bisogna concedersi la follia. È il paradosso della creatività».

 

Le piacciono i paradossi. Dopo lo studio della Cabala, lei ha parlato anche di un altro paradosso, quello che definisce «della vita». Ovvero: più conosci, più disprezzi. E più disprezzi, più ti impegni.

madonna 4

«È vero: più sei lucida, più fai chiarezza su quanto terribile possa essere l’umanità, più capisci che non puoi, che non devi rinunciare alla speranza, all’impegno. È la scommessa più alta: quella sulla speranza e sull’impegno».

 

Quali sono stati i personaggi che hanno più segnato la sua vita e la sua carriera?

«Devo ammettere che i miei genitori hanno giocato un ruolo importante. L’assenza di mia madre, soprattutto, è stata la scintilla che ha infiammato il mio bisogno di cercare altro. La sua mancanza ha generato la necessità di riempire quell’assenza. Poi sono arrivati un insegnante di ballo, il primo omosessuale che ho conosciuto, la prima persona che mi ha fatto sentire unica, che mi ha aiutata ad apprezzarmi.

madonna 3

 

Ho già parlato di Frida Kahlo e di Giovanna d’Arco, ma ci sono state anche la grande coreografa Martha Graham, mia insegnante di danza quando avevo 19 anni, quella che poi mi chiamava Madame X, titolo del nuovo album. E ancora: poetesse come Mary Oliver, scrittrici come Flannery O’Connor o Joan Didion. Il mondo di queste donne ha plasmato il mio».

 

Ultimamente molti artisti, come Michael Jackson, sono stati quasi cancellati per via della loro condotta. Cosa pensa di questa rimozione? Bisogna scindere l’arte dagli artisti, la musica dalla vita di chi l’ha prodotta?

madonna 3

«È difficile separare l’arte dall’artista perché alla fine un artista è sempre l’espressione di sé. Ma forse, in un modo o nell’altro, alla fine è giusto separarli. Mi viene in mente, per esempio, un documentario in cui Marlon Brando, che fu un genio assoluto, dice espressamente di essere stato un marito terribile e di non aver trattato in modo rispettoso le donne.

lady gaga madonna 1

 

Ecco, nonostante tutto, nonostante il mio grande impegno per l’emancipazione femminile, trovo che queste sue mancanze non me lo debbano far apprezzare meno come attore. Alla fine siamo tutti umani e nessuno è perfetto. Ma ancora: questa consapevolezza viene solo dalla lucidità».

 

madonna

Lucida, ecco la parola che forse più descrive oggi Madonna. Non sbaglia una parola, anzi, calibra ogni termine come fosse un chimico, in un laboratorio. Ne mischia il contenuto riportando ogni sillaba alla sua formula originale, pura, senza possibilità di errori o di fraintendimenti. Alla fine, poi, la sfida che lancia al mondo, in ogni album e in ogni dichiarazione, è solo e soltanto un piccolo riflesso di quella più dura e implacabile che sembra imporre costantemente a se stessa.

Un’ultima domanda: è felice del suo nuovo album? Lo ritiene una sfida riuscita?

«Sì, penso di sì. È la migliore risposta che avevo al Medioevo in cui stiamo sprofondando».

Madonna e Basquiatmadonnamadonna 9l'apparecchio d'oro di madonna 2madonna 20madonna 34madonna 27madonna 32madonna 26madonna nuda 3madonna nuda 7madonna 22madonna 36madonna 37madonna 23madonna nuda 6madonna nuda 4madonna 35madonna 21madonna nuda 5madonna 8madonna 44madonna 41madonna 40madonna 42madonna 43madonna figlia

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…