virginia coccia

NON C'È DUE SENZA TRE – LA STORIA DI VIRGINIA COCCIA, LA ROMANA CHE HA CONTRATTO IL CORONAVIRUS PER TRE VOLTE: A GENNAIO DELLO SCORSO ANNO LA PRIMA INFEZIONE, POI DI NUOVO A MARZO E INFINE ADESSO, DOPO IL VACCINO IN ESTATE - "LA PRIMA ESPERIENZA E' STATA ANGOSCIANTE E HO AVUTO PAURA, ORA IL SENTIMENTO CHE PREDOMINA E' LA RABBIA. PER I NO VAX SERVE IL LOCKDOWN" 

Da leggo.it

 

Covid Roma e Lazio 2

Tre volte positiva al Covid in meno di un anno. È la vicenda di Virginia Coccia, una donna che vive a Roma con il marito e i loro due figli, e che oggi spiega: «La prima esperienza è stata angosciante e ho avuto paura, ora il sentimento che predomina è la rabbia per misure politiche spacciate per misure sanitarie».

Covid Roma Lazio

 

La prima positività

Intervistata da Leggo, Virginia racconta la propria esperienza. I primi a risultare positivi sono stati il marito e la figlia maggiore, l'8 gennaio scorso. Il giorno successivo, il tampone si è rivelato positivo anche per Virginia e per il figlio più piccolo. «La prima volta è stata brutta e difficile. Non abbiamo avuto sintomi molto gravi, anche se mio marito ha dovuto ricorrere al cortisone e all'antibiotico per una brutta tosse. Mio figlio piccolo non ha avuto alcun sintomo, io e mia figlia invece siamo state colpite a livello muscolare e fisico: eravamo spossate, facevamo fatica anche a mangiare» - racconta la donna - «Pur senza sintomi gravi, quello che ci ha colpito duramente è stato il Long Covid. Mesi dopo la negativizzazione, infatti, ho accusato uno dei sintomi del Long Covid, cioè la nebbia mentale, per un po' di tempo. Senza contare la spossatezza: non avevo affanno, ma mi stancavo facilmente».

 

Covid Roma e Lazio 3

La seconda positività

Neanche il tempo di riprendersi e, a marzo, arriva anche la seconda positività. «Avevamo avuto un contatto con un positivo, pensavamo di stare tranquilli perché avevamo tutti gli anticorpi dopo il primo contagio. Con il test sierologico avevo scoperto di averne meno rispetto alla mia famiglia e sono stata l'unica a essere nuovamente contagiata» - racconta ancora Virginia - «Quell'esperienza è stata diversa, ci eravamo già passati e ci sentivamo più forti rispetto a gennaio. Non è stato comunque piacevole, sono rimasta isolata dalla mia famiglia e ho passato la quarantena da sola, in camera da letto. Avevo solo lievi sintomi, prima di scoprire di essere positiva pensavo fosse un colpo di freddo».

 

Covid Roma e Lazio 4

Il vaccino in estate

Dopo le due positività, con l'apertura graduale delle prenotazioni per fasce d'età, Virginia e suo marito, tra giugno e luglio, hanno potuto vaccinarsi con, rispettivamente, Moderna e Pfizer. La dose booster era programmata per il prossimo gennaio, ma la nuova ondata di contagi ha stravolto i piani.

 

La terza positività

Arriviamo infine agli ultimi giorni di questo 2021, con l'impennata di contagi causata principalmente dalla variante Omicron e la terza positività in meno di un anno. «Questa ondata ha coinvolto tutta la mia famiglia, quella di mio marito e diversi amici. In questi giorni sono sempre di più le persone intorno a noi che risultano positive» - spiega Virginia Coccia - «A differenza delle altre due volte, oggi non ho alcun sintomo, mentre mio marito ha tosse e ha ripreso la terapia a base di cortisone. Mia figlia ha un po' di tosse e qualche dolore alle ossa, mio figlio invece solo qualche linea di febbre».

 

NATALE CON IL COVID - BY ELLEKAPPA

«Prima tanta angoscia, ora solo rabbia. Basta tutelare i no vax»

Se con la prima infezione, come è normale che sia, Virginia Coccia ha provato angoscia e timore, ora il sentimento che predomina è senza dubbio l'amarezza. «Mi sono sempre fidata della scienza, ho sempre fatto vaccinare i miei figli anche se non a cuor leggero. Sappiamo benissimo che il vaccino non evita di contagiarsi, ma evita la malattia grave: il nostro caso lo dimostra. Credo di essere particolarmente suscettibile a questo virus, ma nessuno ha mai voluto condurre delle indagini in tal senso», spiega ancora la donna.

 

Sintomi Covid e Omicron

Che della prima infezione ricorda soprattutto la paura: «Siamo stati fortunati, abbiamo avuto intorno parenti e amici che ci hanno sostenuto in ogni modo. Ci facevano la spesa, ci portavano cibi pronti, chiacchieravano con noi sotto le finestre. Io però avevo paura, mi sentivo piegata nell'anima, temevo che di noi quattro qualcuno ne potesse uscire male e, da mamma, speravo solo che potesse capitare a me e non ai miei figli. Il tutto, mentre intorno a noi c'erano persone che continuavano a ripetere che il virus non esiste e che il Covid è solo un'influenza».

 

OMICRON COVID

Rispetto a un anno fa, le impressioni e i sentimenti sono cambiati radicalmente: «In questo momento prevale la rabbia. Mi ritrovo per la terza volta in questa situazione, costretta all'isolamento, perché dobbiamo continuare a tutelare quel 15-20% di persone che non vogliono vaccinarsi. Le famiglie sono costrette anche ad affrontare le spese per i tamponi, non è giusto. Inoltre non tutti possono permettersi di restare a casa, mio marito è un libero professionista e se non lavora, non guadagna. Le varianti continueranno a svilupparsi attraverso i contagi dei non vaccinati».

 

ospedali covid 8

«Serve il lockdown per i non vaccinati»

Con le nuove norme stabilite ieri dal Governo, per chi ha la dose booster non sarà più necessaria la quarantena in caso di contatti con un positivo. «Sono d'accordo con questa misura, ma non sono più d'accordo con la tutela che diamo ai non vaccinati: per loro serve il lockdown. Non si tratta più di una misura sanitaria, ma esclusivamente politica. Dobbiamo poi distinguere chi non si vaccina per paura o per principio da chi non si vaccina perché non può farlo per motivi di salute. Perché una persona, che vorrebbe vaccinarsi ma non può farlo, è costretta ad affrontare il costo dei tamponi ogni 48 ore per andare a lavorare?» - spiega Virginia Coccia.

 

ospedali covid 7

«Nessuno si è vaccinato a cuor leggero, anche perché tutti, chi più e chi meno, sono stati male nelle ore successive all'inoculazione, anche se al massimo per due giorni. I no vax adesso devono stare a casa, se hanno soldi da spendere per tamponarsi ogni 48 ore evidentemente possono anche restare a casa e mangiare comunque».

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO