jake angeli

UNA PARTE DELLA FOLLA CHE HA ASSALTATO IL CONGRESSO VOLEVA “RAPIRE E UCCIDERE DEPUTATI E SENATORI” - E’ L’ACCUSA PRESENTATA DALL’FBI AL PROCESSO A JAKE ANGELI, LO “SCIAMANO” SOSTENITORE DI TRUMP, CHE AVREBBE LASCIATO UN 'PIZZINO' SULLO SCRANNO DEL VICEPRESIDENTE MIKE PENCE : "È QUESTIONE DI TEMPO, LA GIUSTIZIA RAGGIUNGERÀ ANCHE TE” - PER PENCE, I MANIFESTANTI AVEVANO INNALZATO UNA FORCA SUL PRATO ANTISTANTE IL PALAZZO E NEI CORRIDOI GLI DAVANO LA CACCIA GRIDANDO DI VOLERLO “IMPICCARE” - MILITARI, POLIZIOTTI, GENTE COMUNE: L'IDENTIKIT DEI RIVOLTOSI

1 - "ATTACCO AL CONGRESSO PER RAPIRE E UCCIDERE DEPUTATI E SENATORI"

Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

jake angeli

«Rapire e uccidere deputati e senatori»: era questa l' intenzione di almeno una parte della folla che lo scorso 6 gennaio ha assaltato Capitol Hill. Lo dice l' Fbi e lo scrivono gli investigatori dell' Arizona nel memo consegnato ai giudici che dovranno decidere se trattenere in carcere Jacob Chansley. Sì, il cospirazionista di QAnon conosciuto come Jack Angeli "lo sciamano", distintosi durante l' attacco dell' Epifania per il suo travestimento con tanto di finta pelle di bisonte cornuto sulla testa, costituitosi sabato scorso.

 

Il suo avvocato, Albert Watkins - lo stesso che ottenne il perdono presidenziale per Mark e Patricia McCloskey, la coppia che un anno fa minacciò con fucile e pistola manifestanti Black Lives Matter solo perché sfilavano davanti casa loro - vuol chiedere la grazia anche per lui. Con parole che non aiutano il presidente appena sottoposto a impeachment: «Il mio cliente ha fatto ciò che ha chiesto Trump. Non era armato, non ha commesso violenze, è entrato in Campidoglio attraverso una porta aperta».

jake angeli

 

Secondo gli inquirenti le cose stanno diversamente: «Chansley ha lasciato sullo scranno del vicepresidente Mike Pence un messaggio minaccioso: "è questione di tempo, la giustizia raggiungerà anche te"». Era dunque «parte attiva dell' insurrezione per rovesciare con la violenza il governo legittimo, non ancora del tutto sedata».

 

Il numero due della Casa Bianca, per il quale alcuni rivoltosi avevano perfino innalzato una forca sul prato antistante il palazzo e nei corridoi gli davano la caccia gridando di volerlo «impiccare », gli sono arrivati pericolosamente vicini, ha scritto ieri il Washington Post . Il vice è stato infatti evacuato alle 14,13, ben 14 minuti dopo l' inizio dell' assalto. La folla ha fatto irruzione nella stanza dov' era riparato un minuto dopo: alle 14,14.

jake angeli e rudy giuliani

 

Le indagini dell' Fbi rivelano che online da giorni si discuteva come e chi colpire. E molti sono arrivati a Washington attrezzati in tal senso. Come il colonnello texano Larry Rendall Brock, immortalato con elmetto, giubbotto antiproiettile e manette di plastica in mano. Secondo il procuratore Jay Weimer «voleva rapire, legare, processare all' istante e forse giustiziare membri del governo».

 

Numerosi rivoltosi, d' altronde, conoscevano le tecniche di guerriglia per aver indossato la divisa della polizia o dell' esercito. Gente, insomma, che ha giurato fedeltà alla Costituzione, prima di attaccarne dritto il cuore. Oltre a numerosi suprematisti bianchi, fra i 200 sotto inchiesta - 80 già arrestati - ci sono, ad esempio, Thomas Robertson e Jacob Fracker, agenti di Rocky Mount, Virginia.

 

jake angeli 6

A tirare un estintore sulla testa di un poliziotto, è stato un vigile del fuoco della Pennsylvania, Robert Sanford. Mentre Lonnie Coffman, il cui furgone era pieno di armi e molotov, ha combattuto in Vietnam. Veterana era pure Ashli Babbitt, la 35enne uccisa mentre scavalcava una finestra del Campidoglio, per 14 anni in Afghanistan e Iraq.

 

Ad aiutarli, sono stati quasi certamente delle talpe interne: fra i sospetti c' è Lauren Boebert, 36 anni, neodeputata del Colorado che durante gli scontri ha twittato le posizioni dei colleghi più noti. Anche per questo ieri Nancy Pelosi ha annunciato di aver assegnato all' ex generale Russel Honoré il compito di riorganizzare le misure di sicurezza del Campidoglio.

 

jake angeli 4

E l' intenzione di istituire una commissione in stile 11 Settembre su eventuali coinvolgimenti: «Niente resterà impunito ». Intanto il capitano afroamericano Eugene Goodman che ha bloccato per diversi prezioso minuti la folla permettendo di portare in salvo Mike Pence e altri legislatori, sarà insignito della medaglia d' oro del Congresso: «Senza il suo eroico coraggio ci sarebbero stati certamente dei morti».

 

2 - MILITARI, RAZZISTI L'IDENTIKIT DEI RIVOLTOSI. TRA GLI ARRESTATI DIVERSI SOLDATI E POLIZIOTTI, MA ALL'ASSALTO AL CONGRESSO HANNO PARTECIPATO ANCHE UN NUOTATORE ORO OLIMPICO E GENTE COMUNE.

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

jake angeli 1

Sono i ribelli. Con origini e appartenenze diverse, rappresentano tutte le categorie sociali d' America. Hanno dato l' assalto al Congresso, convinti di essere derubati della vittoria elettorale. Imprenditori, operai, studenti, pensionati, soldati, pregiudicati, campioni sportivi, personaggi da circo, il figlio di un giudice. Volti anonimi fino ad un certo punto. L' Fbi ne aveva molti in una lista di persone ritenute pericolose perché parte del suprematismo.

 

Ora li accusano con incriminazioni pesanti: lo «sciamano» Jacob Chansley voleva uccidere i deputati - afferma la procura - mentre 37 sono sotto indagine per la morte dell' agente.

 

jake angeli 3

Una foto mostra una fila di uomini con elmetto, apparato radio, corpetto. Risalgono la scalinata, ognuno tiene la mano sulla spalla di chi lo precede. È modo tipico del training militare. Gli stessi si scambiavano segnali o comunicavano con il cellulare con una modalità walkie-talkie (grazie ad una app). Gli inquirenti sanno che tra i manifestanti c' erano tanti soldati e poliziotti. Il colonnello Larry Brock, 3 figli, razzista, aveva delle fascette con le quali - sospettano - poteva legare degli ostaggi.

manifestanti pro trump assaltano il congresso

 

Nel gruppo anche il capitano Emily Rainey, veterana, missioni in Afghanistan, specialista in guerra psicologica. E poi alcuni agenti, di Seattle e del Maryland. Una delle cinque vittime, Ashli Babbitt, aveva invece servito nell' Air Force. La grande paura è che l' infiltrazione negli apparati della difesa sia profonda.

 

manifestanti pro trump assaltano il congresso

Lonnie Coffman, 70 anni, padre e nonno, lo hanno beccato sul suo Suv vicino al Congresso con un fucile e tre pistole. Cleveland Meredith, partito dal Colorado è arrivato in ritardo per colpa di un guasto all' auto, trasportava un arsenale. Aveva spedito messaggini zeppi di minacce deliranti. I familiari sostengono che abbia problemi mentali. Come ha raccontato un professore, che per motivi di studio si è mescolato alla folla, i dimostranti parlavano di uccidere come fosse una cosa di tutti i giorni. Un discorso ricorrente. «Queste persone sono determinate e useranno la violenza - ha scritto con efficacia -. Molti erano eccitati o esaltati dalla violenza e dalla possibilità di usarla ancora».

manifestanti assediano il campidoglio a washington

 

Peter Stager, arrestato per aver bastonato un agente a terra, lo ha proclamato in un video: «La morte è l' unico rimedio contro quelli del Palazzo». Minacce finite negli atti della magistratura: c' era una volontà di rapire e assassinare in base ad un piano prestabilito. E si tengono d' occhio anche i miliziani di Boogaloo, con la passione per i fucili e le camice hawaiiane. Tra loro usano il neologismo boojahideen, versione bianca dei mujaheddin.

Alcuni sono affiliati a movimenti estremi, cospirativi, anti-immigrazione. Gli Oath Keepers, QAnon o i Proud Boys.

manifestanti assediano il campidoglio a washington

 

È il caso di Robert Sandford, 56 anni, pompiere fino a pochi mesi fa e ora in pensione. Ha tirato un estintore contro le guardie. Richard Barnett, detto Bigo, 60 anni, è l' uomo sedutosi, piedi sul tavolo, nell' ufficio di Nancy Pelosi dove ha lasciato un biglietto di insulti. Si definisce un nazionalista bianco, «entrato in questo mondo scalciando e gridando coperto di sangue altrui e pronto ad uscirne allo stesso modo».

manifestanti picchiano un poliziotto con una bandiera americana a washington

 

Klete Keller, 38 anni, medaglia d' oro olimpica, era nel team di nuoto con Michael Phelps. Lunga carriera sportiva, poi una brutta spirale. Divorzio dalla moglie, battaglia legale per la custodia dei figli, vita da senzatetto. Dormiva in auto e si lavava in una palestra. Quindi il lavoro nel real estate in Colorado. Dicono che con il crescere dei guai familiari abbia abbracciato posizioni radicali. Era alla Rotunda insieme agli altri eversori.

doug jensen

Derrick Evans è stato fino a pochi giorni fa deputato della West Virginia, noto per le sue campagne accese contro l' aborto. Un intemperante.

 

«Siamo dentro», ha proclamato dal suo cellulare dopo l' irruzione. Lo hanno costretto a dimettersi. C' è anche chi ha nostalgia del nazismo o dei suoi simboli più atroci. Robert Packer, fabbro della Virginia, indossa una maglietta con la scritta «Camp Auschwitz, il lavoro rende liberi». Gli amici spiegano che da tempo era furioso con il governo e lo Stato, sentimento condiviso dai protagonisti della marcia su Washington. E ad ascoltare le loro chat in rete sono pronti a ripeterla il 20 gennaio, questa volta - avvisa la Fbi - portandosi dietro molte più armi.

gas lacrimogeni contro i manifestanti a washington cronologia dell assalto a washington supporter di trump a washington doug jensen 2

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)