ardea salvatore ranieri

"OH, MA CHE FAI?" - IL 74ENNE SALVATORE RANIERI HA PROVATO A INTERVENIRE QUANDO ANDREA PIGNANI HA PUNTATO LA PISTOLA CONTRO I DUE BIMBI AD ARDEA - MA E' STATO FREDDATO CON UN COLPO ALLA TEMPIA - POCO CI È MANCATO CHE IL KILLER AMMAZZASSE ANCHE UN VICINO CHE STAVA PORTANDO VIA SU UNA CARRIOLA I RAMI POTATI DEGLI OLEANDRI DEL SUO GIARDINO. UNA COSA CHE L'AVEVA DISTURBATO, MA I COLPI SOLO PER MIRACOLO NON SONO ANDATI A SEGNO - LA MOGLIE DI RANIERI: "NON HA AVUTO NEMMENO IL TEMPO DI RENDERSI CONTO DI COSA STAVA SUCCEDENDO"

1 - «OH, MA CHE FAI?» COLPO ALLA TEMPIA AL PASSANTE EROE CHE È INTERVENUTO

Fabrizio Caccia per il "Corriere della Sera"

 

SALVATORE RANIERI

«Il cuore non batte, aiutatemi, quando arriva l'ambulanza?». Domenico Fusinato, il papà di Daniel e David, 10 e 5 anni, si china su di loro alla disperata ricerca di un segnale di vita e non lo trova. Grida. Li chiama per nome anche se non rispondono, li tiene per mano come per far loro coraggio, distesi ormai esanimi vicino al parchetto dei giochi di via della Corona Boreale: la bici bianca di David e il monopattino di Daniel sono lì a pochi metri, in terra.

 

Sono le undici del mattino a Colle Romito, 2.500 villette molto curate, ognuna col suo giardino, sembra una domenica tranquilla e invece adesso ci sono tre corpi per strada.

Il terzo è quello del pensionato Salvatore Ranieri, 74 anni, «che ha insistito fino all' ultimo per venire qui a passare il weekend da Roma - racconta sua moglie Patrizia, accasciata nella macchina di un parente -. Io gli avevo detto: ma scusa, Salvatore, ha piovuto tutta la settimana, che ci andiamo a fare nella casa al mare? Ma lui aveva comprato pure non so quanta vernice perché voleva dare una mano di bianco alla villetta...».

sparatoria ad ardea daniel e david i fratellini uccisi

 

Anche il signor Ranieri era uscito di casa come David e Daniel per farsi due giri al parchetto con la sua bici verde. E quando ha visto Andrea Pignani, il killer, puntare la pistola contro i due bimbi, non ha esitato un attimo: «Oh scusa, ma che fai?», ha gridato verso quell' uomo con gli occhialetti, la maglia viola e lo zainetto a tracolla che aveva dato già inizio alla mattanza.

 

Pignani gli ha sparato su una tempia a bruciapelo e il pensionato così è caduto dalla bici e non è riuscito più a fare niente per sviare il destino suo e delle due creature innocenti.

Quando il padre di Daniel e David, richiamato dalle urla della nonna dei due piccolini che tutti gli anni li ospitava qui ad Ardea per le vacanze, lascia la casa dove lui invece si trova ai domiciliari per una storia di droga, il killer è già rientrato nella villetta di viale Colle Romito a dar da mangiare al suo cane Argo, un beagle a cui pare sia molto affezionato. La casa ha 4 piani e 11 camere: prima di lui - che certo non lo sa - ci viveva uno scrittore di romanzi gialli, Savino Memeo, autore tra l' altro di Un delitto improbabile.

 

sparatoria ardea

Mentre questa invece, col passare delle ore, a tutti sembra sempre di più una strage annunciata, con Pignani che prima di spararsi ieri l'ultimo colpo in canna davanti alla madre Rita («Il mio ragazzo in fondo era un incompreso») andava spesso a sparare in aria nel bosco ma anche lungo le stradine del comprensorio ordinato di Colle Romito, dove ormai praticamente aveva litigato con tutti, anche col papà dei due ragazzini, Domenico, che adesso infatti non si dà pace: «Io sono finito dentro per un po' di droga e lui invece se ne andava in giro con la pistola».

 

sparatoria ad ardea 4

Poco ci è mancato che Pignani ammazzasse anche un vicino in via delle Pleiadi che stava portando via su una carriola i rami potati degli oleandri del suo giardino. Una cosa che l' aveva disturbato, ma i colpi solo per miracolo non sono andati a segno. Alle cinque del pomeriggio la signora Patrizia, la moglie del pensionato Salvatore, non vuole ancora credere a quanto è successo. Esce dalla macchina, scavalca il nastro colorato fissato dai carabinieri per delimitare la scena e si avvicina al corpo di suo marito, pietosamente coperto da un telo.

 

«Era così generoso - dice la donna con lo sguardo perso nel vuoto -. Gli piaceva fare mille lavoretti per la gente del comprensorio, se c' era una mattonella, un rubinetto da aggiustare, i vicini lo chiamavano e lui subito accorreva. Non è giusto ciò che gli hanno fatto, lui proprio non se lo meritava». Poi riconosce un sandalo.

PATRIZIA MOGLIE DI SALVATORE RANIERI

 

2 - PATRIZIA RANIERI: «FREDDATO COME UN CANE AVEVA TENTATO DI DIFENDERLI»

Alessia Marani per "il Messaggero"

 

«Eravamo arrivati venerdì, dovevamo passare un week-end tranquillo, in serenità, invece Salvatore, il mio angelo ha trovato la morte. Una morte senza un perché, me lo hanno ammazzato senza motivo». Patrizia Santina Caschera, 65 anni, è la moglie di Salvatore Ranieri, il 74enne ucciso ieri mattina nel consorzio di villette di Colle Romito, sul litorale romano, per mano di Andrea Pignani, il 35enne che ha sparato anche ai due bambini di 5 e 10 anni prima di barricarsi in casa e togliersi, a sua volta, la vita.

 

La donna siede su un muretto, al sole, di fronte al corpo del marito coperto da un lenzuolo, accanto a lui, a terra, la sua bicicletta. Qualche residente le porge un bicchiere d' acqua. È sola, piombata in un incubo senza via di uscita, la supportano dei vicini del consorzio. I carabinieri le chiedono i documenti del marito. Lei vorrebbe solo che questo strazio finisse: «Sono ore che il suo corpo è a terra, non è uno spettacolo».

 

sparatoria ad ardea 1

Signora Patrizia conosceva l' uomo che ha sparato?

«No, non ho capito nemmeno chi sia. Non c' era ragione per sparare a un uomo buono come Salvatore».

 

Dicono che suo marito sia intervenuto per difendere i due bambini dal folle omicida...

«Questo non lo so con sicurezza, ma così mi hanno detto. Forse, però, non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stava succedendo per davvero».

 

Si trovava lì per caso, vicino al parco delle Pleiadi?

«Era uscito in bicicletta. Lui non vedeva l' ora di venire qui ad Ardea per prendere la bici e fare una passeggiata. Ma era uscito alle dieci, a mezzogiorno non lo vedevo rientrare e così ho cominciato a preoccuparmi. Non rispondeva al telefono. Ho sentito le sirene, le ambulanze, gli elicotteri atterrare. Poi sono uscita e mi sono trovata davanti questa scena».

sparatoria ad ardea 2

 

Che uomo era Salvatore?

«Una persona buona e gioviale. Dopo tanti anni trascorsi alla guida degli autobus di linea dell' Atac a Roma era andato in pensione e questo era diventato il nostro angolo di pace e tranquillità. Appena potevamo, lasciavamo la capitale per trascorrere qui il fine settimana.

Eravamo arrivati venerdì sera e oggi ce ne saremmo riandati via, dal momento che io ancora lavoro. Mi occupo delle televendite al Centro Serena, una emittente tv».

 

Conoscevate i due bambini e la loro famiglia?

«No. Non li conoscevamo. Forse, chissà, li avevamo visti giocare in giro, ma non so chi siano, neanche i loro genitori, poveretti. Io so solo che adesso mi è crollato di nuovo il mondo addosso, non so se ce la farò a superare questa enorme tragedia che ci è piombata addosso».

 

Avevate figli?

sparatoria ad ardea 3

«Salvatore sì, io no. Il nostro era un amore adulto, nato dopo nostre esperienze passate. Otto anni fa rimasi vedova dal mio primo marito, una persona anche lui straordinaria. Io stetti malissimo, pensavo di non potermi più rialzare. Invece conobbi Salvatore, era la mia luce, un dono del Cielo e ora però quell' uomo folle me lo ha portato via, gli ha sparato in testa, come a un cane. Mi stanno chiamando tanti amici e parenti perché gli volevano bene in parecchi».

 

La vostra casa è a Roma?

«Sì, abitiamo vicino al policlinico di Tor Vergata. Io non ho parenti e amici qui nella Capitale, perché sono originaria di Sora, Frosinone, mi era rimasto solo lui. Salvatore era nato a Valmontone. Adesso non so che farò. La nostra era una vita semplice, interrotta senza un motivo. Pensavo di avere superato il dolore più grande, invece mi ero sbagliata, è una tragedia».

 

Come si spiega quello che è successo oggi?

«Non c' è una spiegazione. Lui mi ha salutato, è uscito di casa in sella alla sua amata bicicletta, ci rivediamo prima di pranzo mi aveva detto. Io stavo sistemando delle cose in casa. Invece l' ho rivisto da morto».

 

Dell' uomo che ha sparato cosa pensa?

«Che non doveva avere un' arma. Che non doveva essere lasciato libero di uccidere».

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...