frana casamicciola ischia

"IL SISTEMA CI HA MANGIATO, ANDAVA BENE A TUTTI" – UN COSTRUTTORE DI ISCHIA FA MEA CULPA SULL'ABUSIVISMO INCONTROLLATO INIZIATO NEGLI ANNI '80 CHE È COSTATO LA VITA AD ALMENO 8 PERSONE: "NON POSSO DIRE CHE SIAMO DEI SANTI. LA COLPA È NOSTRA MA POTEVANO FERMARE QUESTO CASINO SUBITO SENZA FAR BUTTARE SOLDI ALLA GENTE. PERCHÉ A ISCHIA NON ESISTE UN PIANO REGOLATORE? PERCHÉ NON SI POTREBBE COSTRUIRE DA NESSUNA PARTE”

Estratto dell’articolo di Michele Bocci per “la Repubblica”

 

FRANA CASAMICCIOLA ISCHIA

Nella testa di un costruttore di Ischia il giorno dopo la tragedia della frana vengono frullati realismo e denuncia, ci sono ammissioni di colpa, chiamate a correo e pure un allarme sui cambiamenti climatici. Luigi ha 53 anni e ha iniziato ad andare in cantiere quando ne aveva 14. «Era il lavoro di famiglia. I miei volevano che facessi la scuola ma mi sono innamorato della cazzuola». Da sfollato, fuma una sigaretta dietro l'altra e racconta l'edilizia dell'isola. […]

 

Ecco, l'abusivismo a Ischia: di chi è colpa?

«Nostra, ma qui è caduta la cima di una montagna, e una cosa del genere non c'entra niente con le case abusive».

ricerche dei dispersi dopo la frana di casamicciola 57

 

Anche se fosse, cosa da provare, ciò non toglierebbe che il problema esiste.

«Non posso dire che siamo dei santi, per carità. Ma la casa non te la scegli, a volte erediti un terreno dai genitori e lì costruisci. Io lavoro per il pane e a volte penso, in coscienza, che certe case non le dovrei costruire».

 

E perché lo fa?

«La questione è complicata. Adesso mi trovo in tutte e due i ruoli, quello di costruttore e quello di abitante. Avrebbero dovuto fermare tutto molti anni fa ma il sistema ci ha mangiato, andava bene a tutti. Ovunque al mondo esiste un piano regolatore ma a Ischia non c'è. Come mai? Perché nessuno si è impuntato per farlo? Non lo sa, eh? Lo dico io, perché non si potrebbe costruire da nessuna parte».

ricerche dei dispersi dopo la frana di casamicciola 80

 

E invece le case nascono e sono nate. Qual è stato il periodo di massima crescita edilizia?

«Gli anni Ottanta, c'è stato il boom. La gente aveva un campo di famiglia e costruiva, le pensioncine si allargavano e un pezzo alla volta aggiungevano camere e camere, così diventavano grandi alberghi. E magari la moglie del titolare dava una mano ai lavori come carpentiere».

 

E i controlli non venivano fatti?

«La colpa è anche nostra, però, chiedo io, potevano fermare questo casino subito, senza far buttare soldi alla gente. Se io ho un vigneto e stanotte ci costruisco le fondamenta di una casa, tu autorità domani lo vedi e dovresti fermarmi per dirmi: dopodomani voglio che torni tutto come prima, distruggi le fondamenta.

 

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E invece no. Mi fai andare avanti e spendere un casino di soldi e magari mi vieni a chiedere conto dopo 30 o 50 anni di quella casa. Mi dici che questa cosa lì non ci poteva stare. Tutti hanno tenuto la testa sotto la sabbia e fatto finta di non vedere».

 

Come è possibile che si sia arrivati a tutto questo?

«Ischia è un'isola molto popolosa, magari a Ponza e Ventotene non ci sono problemi. Qui siamo 60 mila, in estate 120 mila, e c'è bisogno di immobili. Poi ci si sta mettendo la natura». […]

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Seguire le regole non sarebbe anche utile a evitare certe tragedie?

«Se a me dessero 10 metri in un posto sicuro io me ne andrei. Ci rimetto anche, ma dammi uno spazio tranquillo. Ma lo Stato perché dovrebbe mettermelo a disposizione? Per carità, non voglio niente da nessuno. Comunque, ho visto che tanti parlano di tragedia annunciata. Allora perché non sono venuti 24 ore prima a dircelo. Se sapevano dell'allerta meteo ci dovevano avvertire. Ma in Italia succede sempre così e facciamo finta di non vedere». […]

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