fiorella mancini

E’ MORTA A 78 ANNI LA STILISTA FIORELLA MANCINI - DESIGNER, ARTISTA, AVEVA UN ATELIER IN CAMPO SANTO STEFANO A VENEZIA DAL 1968, AL SUO INTERNO SI TROVAVA DI TUTTO, COMPRESE LE FAMOSE GIACCHE INDOSSATE DA ELTON JOHN - I SUOI PEZZI IMPERDIBILI: PERIZOMI PAILLETTATI CON LA SCRITTA “FUCK YOUR LIFE”, GIACCHE DI VELLUTO CON STAMPA ALLA FORTUNY “ARRICCHITE” DA TOPI GIGANTI - HA VESTITO IL JET SET INTERNAZIONALE CHE DAI LEI CERCAVA ECLETTISMO ED ECCENTRICITA’ AI LIMITI DEL TRASH…

1 - MORTA LA STILISTA FIORELLA MANCINI: L'ATELIER IN CAMPO SANTO STEFANO E I SUOI CAPI AMATI DA ELTON JOHN

Da https://www.ilgazzettino.it

fiorella mancini 9

 

Morta a 78 anni la stilista, designer e artista Fiorella Mancini, conosciutissima a Venezia e residente fra la città lagunare e Preganziol. Provocatrice, estrosa, Fiorella era sposata con l'architetto Plinio Danieli. Mancini aveva un atelier in campo Santo Stefano dal 1968, al suo interno si trovava di tutto, comprese le famose giacche indossate da Elton John.

 

2 - PROVOCATORIA IO? LO DICONO GLI ALTRI

Da https://www.metropolitano.it/ 22 Giugno 2014

 

fiorella mancini 8

Energie da vendere, disinvolta, stravagante, esplosiva. Fiorella Mancini continua ad ammaliare e scioccare con la sua personalità fuori dagli schemi inevitabilmente riflessa nelle sue creazioni. Pezzi imperdibili: perizomi paillettati con la scritta “Fuck your life”, giacche di velluto con stampa alla Fortuny “arricchite” da topi giganti.

 

Capi stravaganti ai limiti del trash ma con un incredibile tocco di stile, indossati – solo per fare alcuni nomi – da Sting, Elton John, Philippe Starck. Ma che cosa significa per la gioviale ed eclettica signora essere eccentrica e provocatoria? «Mah. Non lo so. Non dico io di esserlo. Lo dicono gli altri». Risponde laconica, mentre è affaccendata – ma con filosofica leggerezza – ad occuparsi delle sue prossime creazioni tra tessuti, colori, ritagli di giornali ed i-pad sparsi qua e là.

fiorella mancini 10

 

Nata a Ferrara, ma cresciuta a Venezia, Fiorella Mancini, artista, designer e performer è una pietra miliare della moda italiana. Amata dalle star, in bilico tra sacro e profano, circondata nel suo atelier da bambole assassine, madonne e statuari corpi maschili, è da oltre un trentennio una firma di successo, punto di riferimento per addetti ai lavori e non solo. Chi non conosce la sua boutique in campo Santo Stefano a Venezia? Un negozio- galleria che spicca per il gusto trasgressivo, l’atmosfera gotica, pop-surreale. Scritte al neon, installazioni pulsanti tra cui i suoi celebri dogi in legno dal corpo femminile, divenuti quasi il simbolo del suo atelier.

 

fiorella mancini 7

«Nacquero in occasione della mostra “I dogi della moda” che organizzai a Palazzo Grassi nel 1984, quando ero presidente del Comitato Veneziamoda – spiega – venti stilisti, da Armani a Vivienne Westwood, si confrontarono anche con le note sculture di dogi realizzate per l’occasione dall’australiano Rod Dudley e rappresentanti la vanità. Il tutto fu poi immortalato dagli scatti fotografici di Franco Fontana».

 

Ma i dogi, benché elementi caratterizzanti e distintivi della produzione Mancini, sono solo alcuni pezzi delle vetrine provocatorie della sua galleria dove trovano posto pure opere d’arte contemporanea, selezionati pezzi di design d’avanguardia e i suoi capi di abbigliamento unici ed inimitabili. Abiti i cui tessuti ricercati ed originalissimi vengono creati dalla designer nel suo “laboratorio”, un frammento di paradiso in quel di Preganziol nella Marca trevigiana. Lì, nel contesto della storica villa veneta Taverna, Fiorella trascorre alcune delle sue giornate insieme al marito, l’architetto Plinio Danieli.

fiorella mancini 6

 

Un grande parco con alberi secolari, sontuoso ed accogliente avvolge una serra fiabesca in stile liberty dove la designer lavora. Ed è proprio in questo spazio surreale che ci accoglie, vestita casual, scarpe da ginnastica e immancabili occhiali da sole. Un veloce saluto e subito un ottimo bicchiere di prosecco per rendere effervescente l’atmosfera già di per sé suggestiva ed accattivante.

 

Nella serra-laboratorio di Fiorella ci sono tessuti, luci, colori, pezzi di design, un turbinio di idee. Appeso al soffitto oscilla un gigantesco dragone cinese in seta, un pezzo originale risalente agli anni Sessanta/Settanta comprato dall’artista a Canton e poi giunto in nave in Italia. Insomma un pot-pourri che profuma di estro bizzarro, eccentrico, provocatorio in un contesto di ordine/disordine, di distonia armonica, dove tutto si combina in una sorta di sfuggente e casuale contenitore d’arte.

 

fiorella mancini 4

«Qui preparo i tessuti – racconta – li coloro, li sfumo, li rendo iridescenti». Sono per lo più gli inconfondibili velluti che danno vita e forma ai suoi capi, artatamente “stinti” o stampati o ancora decorati con il suo inimitabile stile. E così in quest’angolo di pace e natura la vulcanica designer prepara le sue performance/creazioni per poi scioccare il jet-set internazionale. Un’oasi ispiratrice ed incantata che necessita però di un continuo scambio con la laguna.

 

«Questo sarà pure un paradiso – commenta – ma vivo a Venezia, di cui non riesco a fare a meno. L’adoro». Nella sua galleria in centro storico, la stilista allestisce, s’incontra e si scontra con artisti, musicisti, galleristi, con, come la definisce, “gente alternativa”. Per poi rifugiarsi nella sua dimora, un gioiello architettonico, a due passi dall’atelier, ricavato in una chiesa sconsacrata.

 

fiorella mancini

«Venezia è unica – conclude – anche se ormai è popolata quasi esclusivamente da turisti. Vado spesso a Mestre, al centro Candiani o a Forte Marghera, una città di certo più vitale, in divenire». La città lagunare, sebbene completamente trasformata dallo spopolamento dei residenti e dalle colate di lava turistica, è sempre oggetto del suo interesse e del suo estro creativo. Tant’è che tra i progetti della stilista c’è quello di aprire un locale dedicato al mondo gay proprio in centro storico. Con uno sguardo che comunque guarda al mondo: medita infatti di girargli attorno con un aereo in cui intende allestire una sfilata-performance. Come sempre Fiorella Mancini punta in alto.

fiorella mancini 5fiorella mancini 3fiorella mancini

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...