L’OMBRA DI DE PEDIS E LE ALTRE PISTE NEL DOSSIER SEGRETO DEL VATICANO SUL CASO ORLANDI - LA FAMIGLIA DELLA RAGAZZA SCOMPARSA NEL 1983 CHIEDE DI VEDERE IL DOCUMENTO LA CUI ESISTENZA È STATA CONFERMATA DAL PROMOTORE DI GIUSTIZIA VATICANO DIDDI – PIETRO ORLANDI: “DICONO CHE 'IL CONTENUTO È RISERVATO... NATURALMENTE SPERIAMO NON MODIFICATO” - LE PISTE TRA LORO “ALTERNATIVE”, SONO QUELLA RELATIVA “ALLE PROBLEMATICHE IN AMBITO FAMILIARE”, “ALL’ABUSO IN VATICANO, CON LA VERGOGNOSA AGGRESSIONE A PAPA WOJTYLA". POI “C’È QUELLA DELL’INTRIGO INTERNAZIONALE”, “QUELLA DEL RICATTO ECONOMICO CON COINVOLTI LO IOR E IL BANCO AMBROSIANO” E QUELLA “DELLA BANDA DELLA MAGLIANA”

EMANUELA ORLANDI

COMMISSIONE ORLANDI CONVOCA MARITO NATALINA

(ANSA) -  E' stata calendarizzata per il 5 dicembre prossimo l'audizione in Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi, di Andrea Mario Ferraris, marito di Natalina Orlandi. La convocazione è maturata dopo l'ultimo ufficio di presidenza di martedì scorso.

 

CASO EMANUELA ORLANDI: L'OMBRA DI DE PEDIS E LE ALTRE PISTE NEL DOSSIER SEGRETO DEL VATICANO

Fabrizio Peronaci per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

EMANUELA ORLANDI 3

Nel quarantennale intrigo sulla scomparsa di Emanuela Orlandi irrompe dunque il dossier segreto del Vaticano. È stato il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, titolare dell’inchiesta aperta un paio d’anni fa, a rompere il silenzio: «Il dossier al quale allude Pietro Orlandi, quello di cui parlò Paolo Gabriele, esiste, lo abbiamo trovato. Abbiamo cercato di capirne la genesi. Il problema è depurare i documenti veri da quelli che non lo sono», ha detto il magistrato mercoledì.

 

 

Colpo di scena, dunque. Nel bailamme di voci su una presunta «trattativa» Italia-Santa Sede che si rincorrono dal 2012, a partire da un incontro a lungo negato tra il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, e i vertici della Gendarmeria, per la prima volta una fonte ufficiale ammette che nelle sacre mura è custodito un fascicolo con il nome della figlia del messo pontificio mai più tornata a casa da quel lontano 22 giugno 1983 .

 

renatino de pedis

Ma cosa conterrebbe di «sensibile» e rilevante a fini istruttori il controverso dossier? «Il contenuto è riservato», taglia corto Diddi. Il combinato disposto tra indiscrezioni e analisi delle carte, tuttavia, consente alcune ipotesi: di certo all’attenzione del Vaticano c’è stata la questione della estumulazione della salma del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, dalla cripta della basilica di Sant’Apollinare, decisa proprio nel 2012, dopo che una telefonata anonima a Chi l’ha visto? aveva collegato il giallo Orlandi a «Renatino»; niente di più facile, quindi, che il Vaticano abbia archiviato tutti gli atti, interrogatori compresi, relativi all’«indegna sepoltura».

 

Inoltre, sono state a più riprese oggetto di approfondimenti le tre rogatorie presentate negli anni Novanta dalla Procura di Roma, con richiesta di collaborazione della Santa Sede nelle indagini, istanza secondo gli inquirenti italiani lasciata sistematicamente cadere. E ancora: due posizioni controverse che coinvolgono ambienti ecclesiastici hanno forse trovato qualche riscontro nel dossier? Si tratta di quelle di monsignor Pietro Vergari, indagato nel 2008 assieme a tre elementi della banda della Magliana, e di un alto gendarme vaticano anch’egli sospettato e poi prosciolto, che la mamma di Mirella Gregori credette di riconoscere come «contatto» al momento dell’adescamento della figlia, la cui scomparsa è stata «inglobata» nel mistero Orlandi.

 

Emanuela Orlandi, un intrigo internazionale - COPERTINA

Immediata, con una «storia» sui social, la replica di Pietro Orlandi: «Facciamo finta di credere che il dossier l’abbiano trovato ora e che non stava già in Segreteria di Stato dal 2012, ma va bene... L’importante è che hanno ammesso di averlo, anche se dicono che “il contenuto è riservato”... Naturalmente speriamo non modificato». 

 

(...)

Lo stesso Diddi ha rilevato che sul caso Orlandi esistono almeno 5 piste e «se non tutte sono false, certamente non tutte possono essere vere.

 

Stiamo cercando di eliminare quelle non attendibili». Le piste riepilogate, tra loro «alternative», sono quella relativa «alle problematiche in ambito familiare», «all’abuso in Vaticano, addirittura da ultimo con la vergognosa aggressione a Giovanni Paolo II», «c’è quella dell’intrigo internazionale», «quella del ricatto economico con coinvolti lo Ior e il Banco ambrosiano» e quella «della banda della Magliana».

PAPA RATZINGER E PIETRO VERGARI

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…