massimo bochicchio

IL SEGRETO DI MASSIMO BOCHICCHIO ERA DIVENTARE AMICO DEI SUOI CLIENTI, CONDIVIDERNE GLI INTERESSI E LE VACANZE, PER POI CARPIRNE FIDUCIA E DENARO. GRAZIE ALLE SUE DOTI DI AFFABULATORE E AL PASSAPAROLA NEL JET-SET, LI CONVINCEVA AD AFFIDARGLI I LORO RISPARMI CON LA PROSPETTIVA DI REALIZZARE L'AFFARE DELLA VITA – EVOCAVA LA POSSIBILITÀ DI OTTENERE INGENTI PROFITTI, CON UN TASSO DI RENDIMENTO FINO AL 20%, SULLA BASE DI UN ALGORITMO INFALLIBILE E UN RISCHIO PARI A ZERO - PER 20 ANNI IL BROKER 56ENNE, ORIGINARIO DI CAPUA, HA PRESO IN GIRO DECINE DI PROFESSIONISTI, FACENDOSI CONSEGNARE INVESTIMENTI PER ALMENO 600 MILIONI DI EURO…

MASSIMO BOCHICCHIO

Valeria Di Corrado per “il Messaggero”

 

Il segreto era diventare amico dei suoi clienti, condividerne gli interessi e le vacanze, per poi carpirne fiducia e denaro. Grazie alle sue doti di brillante affabulatore e al passaparola nel jet-set, li convinceva ad affidargli i loro risparmi con la prospettiva di realizzare l'affare della vita. Massimo Bochicchio vendeva di fatto illusioni: la possibilità di ottenere ingenti profitti, con un tasso di rendimento fino al 20%, sulla base di un algoritmo infallibile e un rischio pari a zero.

 

Per 20 anni il broker 56enne, originario di Capua, ha preso in giro decine di professionisti, facendosi consegnare investimenti per almeno 600 milioni di euro. Come hanno scoperto i finanzieri del nucleo valutario, «gran parte delle somme investite non sono state impiegate nella sottoscrizione di strumenti finanziari».

 

MASSIMO BOCHICCHIO

Mentre una parte è finita sui suoi conti correnti, quelli dei familiari (ora indagati per riciclaggio) e del socio Sebastiano Zampa. Beffarda anche la causale di alcuni bonifici girati alla moglie Arianna Iacomelli (arrivata seconda al concorso di Miss Italia nel 1990): rimessa emigrante per spese famiglia, come fanno le colf straniere ai money transfer.

 

Per questo motivo, quando una settimana fa si è saputo che era morto in un incidente stradale dalla dinamica strana alla periferia nord di Roma, e il suo corpo carbonizzato era irriconoscibile, molti hanno pensato che non fosse realmente lui, ma l'ennesima truffa del pirata della finanza.

 

SPORTIVI E PROFESSIONISTI CADUTI NELLA TRAPPOLA

MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE ARIANNA

Per agganciare le sue prede Bochicchio frequentava i circoli sportivi in di Roma (a cominciare dal Tennis Club Parioli), trascorreva l'estate tra Capalbio, l'Argentario e Ponza, e le vacanze sulla neve a Cortina. Aveva anche un esclusivo appartamento nel cuore di Londra (a Holland Park), dove si era trasferito per un periodo con la famiglia. Lì aveva conosciuto il console generale Massimiliano Mazzanti e l'ambasciatore Raffaele Trombetta, che gli avevano affidato i loro capitali, dopo che si era presentato come formidabile broker finanziario, con un passato lavorativo nel colosso bancario Hsbc.

 

Nel 2016, in una delle tante cene tra vip italiani residenti nella City, aveva incontrato il fratello di Antonio Conte e poi convinto l'allora ct del Chelsea a investire 24 milioni (di cui non gli è ritornato indietro nemmeno un euro), fidandosi del passaparola del procuratore sportivo Federico Pastorello, che a sua volta l'aveva conosciuto tramite Marcello Lippi. Nella lunga lista di chi lo ha denunciato per truffa e appropriazione indebita ci sono anche i calciatori Stephan El Shaarawy ed Evra, l'architetto Alvaro Tagliabue, la scrittrice Barbara Prampolini, il fisioterapista Massimiliano Mariani.

bochicchio

 

Quest' ultimo aveva raccontato il 16 giugno 2021 a un ufficiale della Finanza, sua paziente, di essere stato «ridotto sul lastrico» da Bochicchio, che aveva curato anche quando aveva il Covid. Secondo Mariani aveva truffato i suoi clienti per un miliardo e mezzo. «Infrangere il muro di diffidenza di un uomo oggi 90enne - si legge nella denuncia presentata dal legale dell'imprenditore edile Gaetano Salvagni - è stato forse l'ostacolo più difficile che Bochicchio ha dovuto superare e dove ha dimostrato tutta la sua bravura e la sua mente criminale».

 

TRUFFA IN STILE MADOFF AZIONI ALIBABÀ E FACEBOOK

massimo bochicchio e la moglie

Lo schema della truffa di Bochicchio si ispira al modello economico piramidale di vendita, ideato dall'italiano immigrato negli Usa Charles Ponzi, che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito dei nuovi, come avevano fatto dopo Bernard Madoff e Gianfranco Lande.

 

Bochicchio proponeva ai suoi clienti azioni Facebook o Alibabà, facendo leva sulla sicurezza di questi colossi del web, sulle sue conoscenze con i vertici della banca Hsbc e sul «sistema di trading chiuso» delle sue società inglesi Kidman e Tiber; peccato che la prima avesse una sola azione di capitale del valore di una sterlina e gestisse il portafoglio titoli senza autorizzazione.

 

IL LUOGO DELL INCIDENTE IN CUI E' MORTO MASSIMO BOCHICCHIO

«Tutto quello che abbiamo investito in 30 anni, ed è rimasto residuo, lo otterremo entro gennaio - assicurava il broker nell'interrogatorio di garanzia del 29 novembre scorso - altrimenti sarò il primo a denunciare». L'ennesima bugia, a cui lo stesso gip aveva creduto preferendo i domiciliari alla custodia in carcere. Il castello è iniziato a crollare dopo l'arresto per riciclaggio, su ordine del gip di Milano. In quel momento il broker era a Giacarta, a suo dire per interloquire con i fondi sovrani di Indonesia e Hong Kong.

 

PASSIONE PER L'ARTE CLIENTI EVASORI E CRIMINALI

bochicchio

Solo una parte dei clienti di Bochicchio l'ha denunciato. «C'hanno un tallone d'Achille», ammetteva (non sapendo di essere intercettato) a proposito di chi evadeva il Fisco. E poi c'era la «gente brutta brutta» di cui parlava in un'altra intercettazione sua moglie. Basti pensare che tra i suoi investitori ci sarebbe anche un uomo vicino alla cosca mafiosa Santapaola, a cui avrebbe restituito solo il 40% dell'investimento. Tra i beni sequestrati al 56enne nel febbraio 2021, per 10,9 milioni di euro, ci sono due opere di Castellani e 7 quadri di Mario Schifani, un vaso di Picasso e alcune opere di Giacomo Balla. D'altronde dal suo gallerista romano di fiducia avrebbe speso circa 10 milioni di euro.

 

IL MISTERO SU MORTE E DNA

La settimana prossima sarà svelato il primo grande mistero sulla morte di Bochicchio, con il risultato del dna che identificherà il corpo carbonizzato. Al momento l'unico indizio sulla paternità del cadavere è il braccialetto elettronico che aveva alla caviglia, ma che non può aiutare a capire dove fosse andato e chi avesse incontrato prima dell'incidente. Nelle due ore di permesso che gli erano state accordate nel regime dei domiciliari, il braccialetto veniva infatti spento.

 

MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE

A questo punto la risposta potrà venire dalle immagini delle telecamere di via Salaria acquisite dai vigili. Il medico legale nominato dalla Procura di Roma, che indaga per istigazione al suicidio, farà sapere anche l'esito degli esami tossicologici e se la causa del decesso è stato un malore, magari dovuto a un calo glicemico (considerato che il 56enne era malato di diabete). Al momento però sembra esclusa una morte per ictus o infarto. L'alternativa è che Bochicchio si sia tolto la vita, magari perché pressato dalle minacce dei suoi creditori e sapendo di non poter restituire loro i soldi. Perché scegliere, però, di schiantarsi con la moto contro il muro? Forse per far incassare alla sua famiglia una polizza assicurativa sulla vita e metterli al riparo dalla «gente brutta brutta».

massimo bochicchio 5

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?