passaporto vaccinale

SENZA PASS, NON SI PASSA – È ALLO STUDIO DEL CTS UN PASS CHE CONSENTA DAL 26 APRILE DI SPOSTARSI NON SOLO TRA REGIONI GIALLE MA ANCHE TRA AREE DI FASCE DI RISCHIO DIFFERENTI (RIMANE COMUNQUE L’AUTOCERTIFICAZIONE) – PER EVITARE CHE IL DOCUMENTO VENGA FALSIFICATO, COME ACCADUTO IN ISRAELE, SAREBBE DA ESCLUDERE IL CARTACEO: UN’APP COLLEGATA A UN DATABASE SAREBBE LA STRADA PIÙ LOGICA, MA SI AFFACCIA GIÀ LO SPAURACCHIO DELLA PRIVACY…

Francesco Malfetano per "Il Messaggero"

 

passaporto vaccinale

Un pass per far ripartire il Paese. O meglio per consentire agli italiani, dal prossimo 26 aprile, di tornare a spostarsi non solo tra regioni gialle ma anche tra territori che si trovano in fasce di rischio differenti. Il tutto ovviamente, senza dimenticare di avere con sé l'autocertificazione, che resta obbligatoria. Più in là invece, come già accade in Israele o nello stato di New York, il pass potrà essere utilizzato anche per accedere a partite, spettacoli teatrali, film al cinema, serate in discoteca o chi più ne ha più ne metta. In ogni caso l'intenzione del governo è chiara: limitare al minimo l'effetto liberi tutti. Ed è per questo che vorrebbe inserire questo strumento già all'interno del prossimo decreto che sostituirà quello in vigore fino al 30 aprile.

 

speranza draghi

IL DOCUMENTO Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Ue per un green pass comunitario (Bruxelles punta ad ufficializzarlo sottoforma di app per smartphone dal 1 giugno), si tratterà un documento - probabilmente cartaceo in una prima fase e poi digitale - che attesti come il cittadino in questione abbia completato il ciclo di vaccinazione (alle 17.05 di ieri erano quasi 4 milioni e mezzo), si sia negativizzato dopo aver avuto la Covid19 (e quindi abbia sviluppato gli anti-corpi) o, soprattutto, si sia sottoposto ad un tampone molecolare o rapido nelle 72 o 48 ore precedenti.

 

green digital pass europeo 3

L'idea è già stata sottoposta al Comitato tecnico scientifico quando si è riunito venerdì scorso. Gli esperti - che si rivedranno domani per discuterne - la valutano con assai favore, ma hanno dei dubbi sulla praticabilità dello strumento cartaceo. Dovrebbe funzionare più o meno così: un cittadino fa il tampone in una struttura accreditata dal ministero della Salute e questa rilascia, con il documento che ne attesta la negatività al Sars-Cov2, anche un Qr code (ovvero un codice a barre bidimensionale e univoco) valido 48 o 72 ore. Il codice verrà quindi scansionato, ad esempio da chi controlla l'ingresso di un locale, e in caso di semaforo verde consentirà di accedere in una discoteca piuttosto che in un hotel.

passaporto vaccinale

 

L'APP L'intuizione è giusta. Tuttavia, quella del foglio di carta potrebbe non essere una buona idea. In Israele è già accaduto che le autorità siano state costrette a fare un passo indietro perché la falsificabilità del documento era alta e la rintracciabilità del soggetto incosciente invece molto bassa. È infatti quasi impossibile stabilire con certezza chi abbia contagiato chi in un ambiente in cui ci sono 500 o mille persone. Ed è per questo, per la sicurezza di tutti, che digitalizzare la pratica, riconducendo il tutto ad una app per smartphone sarebbe più indicato. Anche in questo caso però, la questione non è semplice. Intanto c'è da capire chi potrebbe rilasciare il pass (si presume tutte le strutture che fanno tamponi), e metterle in connessione tra loro per creare un database con le informazioni relative al lasciapassare.

 

immuni

La creazione stessa di un archivio di informazioni però, accenderebbe sulla vicenda il faro del Garante per la privacy che pretenderà rassicurazione sull'anonimato di tutti gli utenti, aprendo interrogativi quantomeno interessanti (cosa succederebbe ad esempio con i minorenni?).

 

IL RITORNO DI IMMUNI Paradossalmente l'aspetto più semplice potrebbe essere quello di creare questa app per smartphone. Il pass potrebbe infatti segnare il grande ritorno dell'app Immuni («Potrebbe avere un'utilità futura in ottica di passaporto vaccinale» ha detto il neoministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao in un'audizione alla Camera di qualche giorno fa) oppure essere implementato sull'AppIo, l'applicazione con cui si sta cercando di digitalizzare la pubblica amministrazione. In realtà non è tramontata neppure la strada alternativa di una terza app.

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

 

Anzi, al tavolo interministeriale sulla digitalizzazione presieduto proprio da Colao dovrebbero presto sedere alcuni colossi italiani che hanno strutture e competenze adeguate per poterla sviluppare: Tim, Leonardo, Eni e Poste Italiane (replicando lo schema che ha consentito a quest' ultima di fornire la piattaforma per le vaccinazioni oggi usata in 7 regioni). All'estate però, non manca poi così tanto. 

thierry breton mostra in tv il passaporto vaccinalepersone immuni al virusROBERTO SPERANZA E MARIO DRAGHIimmuniimmuniimmuni app per il coronavirus 4green digital pass europeo

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”