brittney griner arriva in aula in manette

SI METTE MALE PER BRITTNEY GRINER - LA CESTISTA AMERICANA, ARRESTATA IN RUSSIA DOPO CHE ERA STATA FERMATA IN AEROPORTO E TROVATA IN POSSESSO DI OLIO DI CANNABIS, SI È DICHIARATA COLPEVOLE DI TRAFFICO DI DROGA - L'ATLETA SI TROVA IN CARCERE DA CINQUE MESI E ADESSO RISCHIA FINO A 10 ANNI DI RECLUSIONE - IL CREMLINO: "I TENTATIVI AMERICANI DI FOMENTARE IL CLAMORE E FARE RUMORE PUBBLICAMENTE SONO COMPRENSIBILI, MA NON AIUTANO A RISOLVERE IL CASO…" - VIDEO

Da “La Stampa”

 

brittney griner arriva in aula in manette

Brittney Griner, la star del basket Usa arrestata in febbraio a Mosca, si è dichiarata colpevole di traffico di droga nel processo in corso nella capitale russa. «Desidero dichiararmi colpevole di tutte le accuse», ha detto alla corte, precisando però che non aveva «intenzione di violare la legge russa». L'atleta non poteva fare diversamente, dato che nei suoi bagagli all'aeroporto Sheremetevo la dogana aveva trovato una sigaretta elettronica e dell'olio di cannabis, droga leggera che in Russia è vietata.

 

brittney griner arriva in aula in manette

È evidente comunque che Mosca sta usando la mano pesante per usarla come pedina di scambio, mettendo in difficoltà il presidente Usa Biden sullo sfondo della guerra in Ucraina. La star dei Phoenix Mercury, che si trovava in Russia per giocare nella pausa del campionato Wnba americano, è in carcere da cinque mesi e rischia sino a 10 anni di reclusione. Ieri è arrivata in aula in manette e sotto scorta, come se fosse un pericoloso narcotrafficante. Nella prossima udienza verrà interrogata. Il Cremlino intanto lancia i suoi messaggi.

brittney griner arriva in tribunale 2

 

«I tentativi americani di fomentare il clamore e fare rumore pubblicamente sono comprensibili, ma non aiutano a risolvere il caso», ha ammonito il viceministro russo Serghei Ryabkov. All'udienza hanno partecipato dirigenti dell'ambasciata Usa, che hanno consegnato a Griner una lettera da parte di Biden, in risposta a quella che aveva mandato al presidente implorandolo di liberarla.

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